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Stato-Regioni: elettroshock "mezzo terapeutico rischioso" - “Le regioni dettino norme di organizzazione e procedura”
di Patrizia Viglianco - CCDU

 
 Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo:

A livello nazionale è stata presa posizione nei confronti dell’elettroshock, un metodo terapeutico psichiatrico, fortemente controverso ancora in vigore in diverse regioni italiane, come la Lombardia, il Lazio, la Toscana con grossi profitti e senza alcuna garanzia della tutela del paziente.
La Corte Costituzionale con sentenza 10-14 novembre 2003 n. 338 pur con alcune limitazioni relative ad articoli che abolivano l’uso dell’elettroshock, ha ritenuto legittimi costituzionalmente, anche nel merito, gli art. 3 e 6 della Legge promossa dalla Regione Piemonte, relativi all’introduzione del consenso informato e l’istituzione di organi di controllo e monitoraggio, limitando così non solo l’uso ammissibile dell’elettroshock, ma mettendo anche la psichiatria nella condizione di dover rispondere allo Stato della garanzia della tutela del paziente trattato.

Dal momento che nella sentenza della Corte Costituzionale viene asserito che: “ le Regioni, responsabili per il territorio dei servizi sanitari, dettino norme di organizzazione e di procedura, o norme concernenti l’uso delle risorse pubbliche in questo campo: anche al fine di garantire l’appropriatezza delle scelte terapeutiche e l’osservanza delle cautele necessarie per l’utilizzo di mezzi terapeutici rischiosi o destinati ad impieghi eccezionali e ben mirati”, è auspicabile che tutte le Regioni si impegnino maggiormente e con più responsabilità in difesa dei diritti e tutela dei cittadini.

La Lombardia con oltre 30 comuni che hanno già aderito all’appello del Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo, un ente internazionale molto attivo in ambito psichiatrico che ha sostenuto l’approvazione della legge in Piemonte, si sta impegnando, con l’adesione di migliaia di cittadini, a sostenere le procedure a salvaguardia dei diritti del paziente.

Il Dottor Roberto Cestari, Presidente del Comitato, ha dichiarato: “Un grande passo avanti, un precedente che avrà risvolti nazionali ed internazionali. Per la prima volta le istituzioni hanno uno strumento per evitare danni, violenze e soprusi perpetrati quotidianamente in nome della salute mentale”.
Patrizia Viglianco - CCDU

Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo: ccdu.milano@tiscalinet.it

GdS - 18 XII 03 - www.gazzettadisondrio.it
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