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La situazione dell'economia provinciale (Rapporto annuale Tagliacarne)
L'Osservatorio Economico - Il PIL pro-capite - Le dotazioni infrastrutturali - Il confronto con l'Italia

 


L'OSSERVATORIO ECONOMICO
La presentazione da parte della Camera di Commercio della situazione economica con la realizzazione dell’Osservatorio Economico provinciale, con la consueta collaborazione dell’Istituto “Guglielmo Tagliacarte” non ha avuto l’eco che ci si sarebbe aspettati.
Merita pertanto soffermarsi in argomento e non solo con il presente articolo cominciando con alcuni dati di rilevanza generale.

Il PIL PRO-CAPITE
Il PIL, cioè a dire la ricchezza prodotta, è stato pro-capite nel 2000 di 19518 €uro, superiore in Lombardia a quello di Lodi e di Pavia, inferiore a quello delle altre province e, ovviamente, a quello medio regionale che è stato pari a 23.570 €uro. Siamo nettamente sopra al valore nazionale che è di 17.926 €uro.
La progressione dal 1995 al 2000 è stata costante, con un incremento del 29,99%, passando dai 15.015 del 1995, anno dopo anno, ai 16.021, 16.406, 17.119, 17.690, e, appunto, 19.518.
Allora avevamo dietro solo Pavia ed eravamo distanti parecchio, eccetto Lodi, dalle altre province.
Per quanto riguarda l’incremento è stato il maggiore, seguito a oltre tre punti da Lodi, a oltre quattro da Milano e via via da tutte le altre.

LE DOTAZIONI INFRASTRUTTURALI
La situazione della provincia per quanto concerne gli indicatori delle dotazioni infrastrutturali ci vede in posizioni di coda. Parte è reale, parte è dovuta ai metodi di calcolo visto che si considera l’intero territorio. Sarebbe logico – vale per tutti coloro che si occupano del settore, in primis l’ISTA, che il riferimento fosse al territorio antropizzato che per le province della Pianura padana è sostanzialmente il 100% mentre in realtà per noi, con metà del territorio oltre i 2000 metri e una serie di con valli disabitate, è una percentuale non certo di rilievo.
Ciò premesso vediamo quali posizioni occupava nel 1999 la nostra provincia con, fra parentesi, la posizione occupata nel 1991.
Rete stradale 103 (102) – Rete ferroviaria 73 (50) – Porti e bacini di utenza 100 (99) – Aeroporti e bacini di utenza 86 (91) – Impianti e reti energetico-ambientali 86 (83) – Strutture e reti per telefonia e telematica 98 (86) – Reti bancarie e di servizi vari 69 (73) – Strutture culturali e ricreative 54 (63) – Strutture per l’istruzione 98 (92) – Strutture sanitarie 62 (38).
Nell’indice generale siamo al 99° posto (95). Non considerando i porti siamo al 92° posto (86).

IL CONFRONTO CON L'ITALIA
Conta il confronto con la situazione italiana, nel 1999 e, sempre fra parentesi, la situazione nel 1991. Il valore numerico è riferito a quello italiano, considerato 100.
Rete stradale 52,9 (47,1) – Rete ferroviaria 68 (98,9) – Porti e bacini di utenza 3,9 (3,4) – Aeroporti e bacini di utenza 26,1 (22,2) – Impianti e reti energetico-ambientali 51,9 (58) – Strutture e reti per telefonia e telematica 33,9 (49,8) – Reti bancarie e di servizi vari 69,9 (69,7) – Strutture culturali e ricreative 70,5 (43,6) – Strutture per l’istruzione 43 (39,7) – Strutture sanitarie 78,3 (103,5).
Nel totale 49,5 (53,2). Non considerando i porti 54,5 (58,7).
Red
1 - SEGUE


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