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197 LE PROCEDURE DI INFRAZIONI EUROPEE. A CARICO DELL'ITALIA
159 riguardano casi di violazione del diritto comunitario (VDC), 38 la mancata attuazione di direttive nell'ordinamento italiano (MA). Però archiviate sette procedure a fronte di soli due nuovi casi aperti.

NLG

L'indice dell'esecutivo UE che valuta il deficit di recepimento delle direttive - il cosiddetto Scoreboard - diffuso il 14 febbraio 2008, riconosce che l'Italia, per la prima volta, ha superato l'obiettivo dell'1,5% di deficit nel recepimento della normativa comunitaria, arrivando all'1,3%, in linea con la media europea. In particolare, l'Italia viene presa come esempio per i progressi compiuti grazie alla messa a punto di nuove procedure interne per assicurare il rapido ed efficace recepimento della normativa europea. Secondo il rapporto della Commissione europea, infatti, l'Italia (insieme con il Portogallo) si è meritata una speciale menzione per lo sforzo intrapreso nella riduzione del deficit negli ultimi sei mesi. Secondo i più recenti dati a disposizione del Dipartimento delle Politiche Comunitarie le procedure di infrazione aperte nei confronti dell'Italia sono 197, una in meno rispetto al precedentemente aggiornamento del 17 dicembre 2007. Di queste, 159 riguardano casi di violazione del diritto comunitario (VDC), 38 la mancata attuazione di direttive nell'ordinamento italiano (MA). La conferma di un trend positivo arriva anche dopo le recenti decisioni del Collegio dei Commissari: sono state archiviate sette procedure a fronte di due nuovi casi aperti. Particolarmente rilevante è l'archiviazione relativa al mancato recupero del bonus fiscale concesso alle imprese d'autotrasporto per compensare gli aumenti del prezzo del gasolio nel triennio 1992-1994. Una procedura aperta nel lontano 1993, che era ormai giunta allo stadio di parere motivato ai sensi dell'art. 228 del Trattato CE.
NLG

www.gazzettadisondrio.it - 30 III 08 - n. 9/2008, anno XI°

 
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