| |
|
|
 |
|
|
 |
|
|
 |
|
|
 |
|
|
 |
|
|
 |
|
|
 |
|
|
 |
|
|
 |
|
|
 |
|
|
 |
| |
sito realizzato da
nereal.com . 2006 |
| |
 |
| |

Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove
diversamente specificato, sono pubblicati secondo la
licenza d'uso
Creative Commons. |
|
|
|
|
TANTI GLI AMICI DEI CAPANNONI LUNGO LA 38
|
|
|
- Vero è che in lunghi tratti della Statale 38 si è assistito in poco più di un quarto di secolo ad un proliferare scomposto di scatoloni generalmente in prefabbricati che oltre a nuocere al paesaggio hanno anche complicato la circolazione stradale. - Vero è dunque quanto vanno dicendo in molti su questo fenomeno in buona sostanza definito un obbrobrio. - Vero è, infine, che questo fondovalle è la causa fondamentale del mancato abbinamento del versante terrazzato con il Trenino rosso del Bernina nel riconoscimento dell'UNESCO come Patrimonio dell'umanità. - Tutto vero ma vero anche che sono in tanti invece "gli amici dei capannoni".
I contenti - I primi ad essere contenti sono stati i proprietari dei terreni fiancheggianti la Statale. Prati di scarso mercato trasformati in suoli edificabili per attività o produttive o commerciali. - Poi chi ha fiutato l'affare ed è riuscito a comprare i prati e ad ottenere le autorizzazioni necessarie. - Poi le imprese che hanno costruito - in molti casi trattando direttamente l'acquisto dei terreni. - Poi gli amministratori dei Comuni interessati all'edificazione sia per i fondi incassati come per una prospettiva di qualche posto di lavoro. - Poi le attività commerciali per il plusvalore conseguente alla posizione per una forte attrattività della clientela. - Poi le attività di servizio per le quali vale lo stesso concetto espresso per le attività commerciali. Infine le attività produttive per le quali l'essere sulla Statale non è poi così rilevante.
Morale: L'UNESCO sarebbe stato un investimento per i nostri figli…
www.gazzettadisondrio.it - 30 XI 08 - n. 33/2008, anno XI° |
| |
Torna in cima Torna all'home page |
| |
|
|
|
|