Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

RIFIUTI: PRIVATIZZIAMO LA S.EC.AM.
Rifiuti nel Milanese: pro e contro - Trecento lire al kg - Due anni passano in fretta. E poi? - L'esempio italiano - La SECAM é un ibrido - Il tempo é passato - Privatizziamo la SECAM
------------------------------------------
Nota del Direttore
------------------------------------------

Comunicato agli Organi d'informazione
V

                                    

Riceviamo e pubblichiamo:  
RIFIUTI NEL MILANESE: PRO E CONTRO

La discarica in Comune di Teglio, fonte di polemiche a iosa, sta per chiudere il suo ciclo vitale. I rifiuti vengono in parte già smaltiti nel milanese, all'impianto Maserati e a Mediglia, luoghi di destinazione per i prossimi due anni, secondo il protocollo d'intesa tra le Province di Sondrio e Milano e gli altri soggetti interessati

L'aspetto negativo é il prezzo alquanto salato anche per l'incidenza del fattore trasporto, non trascurabile per la distanza da percorrere a vuoto nel ritorno.
L'aspetto positivo é dato dal fatto che almeno si é tranquilli per i prossimi due anni e forse anche dopo.

TRECENTO LIRE AL KG
E' stato annunciato che il costo salirà a circa 300 lire al Kg, fra corrispettivo da versare alle due società di smaltimento, indennizzo alla Provincia di Milano, costo medio del trasporto, e il contributo a cui S.EC.AM. spa difficilmente rinuncerà, attualmente intorno alle cinquanta lire (47 per la precisione - NdD). La società pubblica verrà a perdere già le 10 £/kg, quasi mezzo miliardo, che incassa per i rifiuti che vanno a Saleggio, per cui quelle 47 £. le sono probabilmente indispensabili.
Un costo significativo per i Comuni, e dunque per i cittadini ma anche un'entrata ben remunerativa, garantita costante, per il Consorzio Milano Pulita (Maserati) e per la società Biotech (Mediglia).
Unica arma a disposizione per i Comuni valtellinesi l'aumento della raccolta differenziata per ridurre i quantitativi di rifiuti indifferenziati da smaltire.

DUE ANNI PASSANO IN FRETTA. E POI?
Due anni passano in fretta. Occorre capire che cosa attende i Comuni della provincia dopo questo biennio. Si dice che sia forte la spinta, interna ed esterna alle Istituzioni, per una soluzione autonomista con la realizzazione di un impianto di smaltimento in provincia. In questi giorni si é levata molto forte la voce dell'Unione Industriali, decisamente orientata in questa direzione. Non é la prima volta perché in occasione della proposta di convertire a questo fine l'ex cementificio di Fusine già gli industriali si erano pronunciati a favore.

L'ESEMPIO ITALIANO
Abbiamo visto cosa é successo in altri settori della vita nazionale.
La privatizzazione ha portato ad una drastica riduzione dei costi e delle tariffe, e non solo per i telefoni. L'evoluzione positiva si é verificata anche là dove la privatizzazione é stata, per ora, soltanto parziale, con il perdurante controllo pubblico.

LA SECAM E' UN IBRIDO

La S.EC.AM. é un ibrido. Il capitale é interamente pubblico, ma non é società di servizio degli utenti poiché quasi un terzo del capitale é stato sottoscritto da Enti che utenti non sono: Provincia e Comunità Montane. Parte della sua attività é di servizio all'utenza, parte avviene sempre per i Comuni ma sul mercato, parte infine é totalmente sul mercato.
Adesso é un socio al 15% della società, la Provincia, che non solo programma ma effettua le scelte strategiche e stabilisce anche le tariffe. Più ibrido di così!
I Comuni a questo punto non hanno alcuna possibilità di scelte autonome, se non l'organizzazione interna al territorio comunale.
E' difficile pensare a una qualsiasi soluzione che consenta a questo o quel Comune di trovarsi direttamente la soluzione. Verrebbe meno lo spirito solidaristico e chi ne soffrirebbe di più, economicamente, sarebbero i Comuni più piccoli.

IL TEMPO E' PASSATO
Il tempo é passato,
Il Consorzio Rifiuti é diventato spa. Dalla discarica di Chiuro-Teglio, prima dell'ASM di Sondrio, si é passati alla discarica di Saleggio gestita da società privata. L'impianto di compostaggio che nelle intenzioni doveva essere la soluzione per tutti i rifiuti si é ridotto a poca cosa, con la necessità di importare umido da fuori provincia per funzionare al minimo, e poi é stato chiuso né ha avuto sviluppi l'idea di sostituirlo con un modesto impianto, poco costoso, tale da assicurare l'autosufficienza provinciale. A Cedrasco per contro ha avuto notevole impulso la selezione della raccolta differenziata. L'operatività sul mercato, con servizi oltre che per i Comuni anche per aziende private, si é incrementata.
Ora i rifiuti, con la decisione della Provincia nell'autunno 2000, deliberata quest'estate e resa nota dalla stampa a fine settembre (Per la verità la prima notizia l'ha data La Gazzetta di Sondrio precisamente il 21 settembre u.s., tanto per la cronaca - NdD), prendono la via di Milano dove andranno per un paio d'anni e forse più.
Sono cambiate le condizioni al contorno, in particolare quelle legislative e normative. E' cambiato il quadro lombardo con una prevalenza di offerta sulla domanda di smaltimento, destinata a salire sulla scorta di impianti esistenti e in itinere.


PRIVATIZZIAMO LA SECAM
E' cambiato tutto. Deve restare l'ibrido?
Privatizziamo la S.EC.AM.

C'é la Provincia che per legge ha oggi competenza nella programmazione e nella tariffazione. Che sia privato o pubblico il soggetto operativo che differenza fa?
Privatizzare é possibile solo se c'é chi compra le azioni della società.
E' questa l'unica via per rendere possibile quello che taluni autorevolmente propongono: la realizzazione autonoma di un impianto in provincia, possibilmente concepito e costruito per bruciare i rifiuti ma anche per fornire energia elettrica e, distanze dagli utilizzatori permettendo, calore.
Se non si segue questa strada occorre una gara e rischiamo che vengano a farci l'impianto di smaltimento i francesi, come é stato per il depuratore di Milano. Nulla contro i francesi ma sarebbe assurdo puntare al business locale per poi vederselo sfilare via.
D'altronde chi intende fare il business deve comunque formare una società, capitalizzarla, elaborare il suo piano finanziario e poi procedere. Tanto varrebbe che lo facesse con una società già internamente strutturata e con una certa esperienza alle spalle, liberandola dai condizionamenti politici che spesso hanno interferito con l'operatività aziendale.
La privatizzazione proposta sarebbe in linea con le posizioni di economia politica di chi oggi ha le maggiori responsabilità istituzionali in provincia.

S.T.

                             NOTA DELLA DIREZIONE
Abbiamo ricevuto, e pubblicato, questo contributo al dibattito.
Non entriamo nel merito perché quel che avevamo da dire lo abbiamo già espresso nei due articoli pubblicati il 21 e il 28 settembre e tuttora leggibili in questa sezione del giornale.
Una sola aggiunta relativa alla presa di posizione dell'Unione Industriali favorevole alla soluzione "casalinga". Ci siamo già pronunciati in merito, ritenendo che una soluzione di questo tipo non deve affatto scandalizzare. Non devono esserci pregiudiziali in merito.
Se c'é il Comune disponibile a ospitare l'impianto - e si é visto negli articoli citati come la scelta sia obiettivamente ristretta, con scelta obbligata però e si vuol vendere il calore: o Sondrio o Morbegno - e se gli aspiranti al business sono in grado di proporre lo smaltimento dell'indifferenziato, tutto compreso salvo ovviamente il trasporto, entro le 170/180 £/Kg (la cifra non é "buttata là, ma ha una sua precisa ragion d'essere. Se occorre al momento buono se ne documenterà la genesi), sarebbe un errore non seguire questa strada.
Si dà per implicito naturalmente, visto che la quantità di rifiuti prodotta in provincia é insufficiente per una gestione economica e che quindi é indispensabile importarne in cospicua quantità, che questa fornitura sia prioritariamente stabilita per un lungo periodo. Risulta intuitivo che in una situazione, come quella lombarda, di prevalenza dell'offerta sulla domanda il rischio sarebbe duplice. Da un lato un calo dell'importazione di rifiuti e quindi cadute di rendimento ed elevazione dei costi. Dall'altro la caduta dei prezzi pur di mantenere l'afflusso da fuori provincia e quindi l'inevitabile trasferimento dei costi conseguenti sull'utenza locale.
Sia chiaro,la nostra é una libera, seppur documentata, opinione.
C'é chi ha il compito di decidere, e non intendiamo certo sostituirci ad essi.
a.f.

 

GdS 7 XI 01

_______________________________________________________________________



COMUNICATO AGLI ORGANI D'INFORMAZIONE
Pur rivestendo il seguente comunicato carattere personale, dal momento che esso é stato inviato domenica 11 novembre a tutti gli organi di informazione appare non solo logico ma anche doveroso riportarlo anche su "La Gazzetta di Sondrio".
Il testo tal quale:
Agli organi di informazione - Loro Sedi
I
n questi giorni, scrivendo del prossimo aumento dei rifiuti, s’è ricordato il voto contrario al bilancio nell’assemblea S.EC.AM. del 10.6.2000 – evento del tutto anomalo in una spa – con l’immediata risposta corretta da parte mia, la remissione dell’incarico, subito seguita da 7/8 (sette ottavi) del Consiglio di Amministrazione.
Non intendo minimamente polemizzare. Ho già scritto che ho rispetto, io, delle Istituzioni e delle persone che le guidano. Ho scritto ancora – ulteriore prova della volontà di evitare ogni polemica che non giova alla soluzione dei problemi – che solo il giorno dopo la conclusione del suo mandato produrrò, riservatamente, all’amico Presidente della Provincia on. Tarabini, una certa documentazione che pure mi avrebbe potuto far comodo rendere pubblica, se non fosse che io prediligo l’interesse generale a quello personale secondo uno stile che appaga la coscienza.
Intendo invece precisare.

1) Il voto contrario non era stato originato da aumenti delle tariffe, - competenza della Provincia, contraria - che rimanevano inalterate (anzi i Comuni per il conferimento nelle nuove aree attrezzate avevano avuto un vantaggio superiore al parziale rimborso spese a S.EC.AM.).

2) Elemento di dissenso sul piano economico-finanziario era stata l’appostazione in bilancio di un accantonamento, e quindi non spese, che contraria la Provincia a qualsiasi intesa con la società che gestisce Saleggio, (la bozza di intesa predisposta per noi da consulenti e legali consentiva tariffe inalterate sino alla chiusura di Saleggio), era stato preteso da società di attestazione, società di revisione, collegio sindacale.

3) Noi avevamo sostenuto che la società non poteva andare avanti con incrementi continui e ingenti della raccolta differenziata e quindi della selezione a Cedrasco percependo per questo costoso servizio lire zero mentre i Comuni ne avevano un grosso vantaggio: non pagavano le allora 232 £/Kg (costo di smaltimento a Saleggio) e ricevevano un contributo dal CONAI. La società aveva sopperito per l’esercizio ampliando l’operatività, con positivo effetto sulla redditività, sul mercato privato e con la razionalizzazione (nuovo impianto di selezione a Cedrasco) ma la condizione era al limite e spazi ulteriori non ve n’erano, salvo il gettito per la produzione di energia elettrica dal biogas di Saleggio, la pratica del cui impianto, con faticosissima operazione, avevamo condotto in porto.

Ciò premesso, operando in totale coerenza con quanto previsto dalla normativa regionale e con il mandato esplicitamente ricevuto – testo scritto – dall’assemblea che ci aveva nominati, si era operato in vista della vicina chiusura di Saleggio, con l’obiettivo per il dopo di mantenere inalterati i costi di smaltimento, forse anche ridurli di qualcosa. Questa possibilità, è vero, c’era e la stavamo concretamente perseguendo.
Al riguardo riporto un piccolo stralcio di quanto da tempo è pubblicato, e tuttora leggibile (due ampi e documentati articoli) all’indirizzo www.gazzettadisondrio.it, : “Dal momento che però questa alternativa, utile ai convalligiani, é sfumata quella mattina di giugno – assemblea citata della S.EC.AM. -, non serve assolutamente a niente piangere sul latte versato, e tornare, con i dettagli, in argomento. Certo, potrebbe essere motivo di soddisfazione dimostrare che la via seguita era quella giusta ma forte, e forse inevitabile, sarebbe il rischio di code polemiche, del tutto improduttive”.
I costi a Milano sono indubbiamente elevati, e sicuramente non da prendere a base per la soluzione definitiva, ma almeno si sa dove mandare i rifiuti intanto che si decide il futuro, auspicabilmente in un clima sereno, essenziale per le soluzioni migliori.
In un terzo articolo in pubblicazione sulla Gazzetta di Sondrio in questi giorni, cui si rimanda, sosteniamo che se c’è un Comune disponibile a ospitare l'impianto (si sa quali sono; se poi si vuol vendere il calore restano solo Sondrio e Morbegno) e se gli aspiranti al business sono in grado di proporre lo smaltimento dell'indifferenziato, tutto compreso salvo il trasporto, entro il costo della soluzione da noi allora perseguita, le 170/180 £/Kg, sarebbe un errore non fare l’impianto in provincia.
Se non si sta in questa cifra, beh, allora forse varrebbe la pena, serenamente e pensando solo ai portafogli delle famiglie valtellinesi e valchiavennasche, di tornare sulla nostra idea di allora ma anche all’essenziale complessa strategia individuata per tradurre l’idea in concreto).
Grazie per l’ospitalità
11 11 2001 – Alberto Frizziero

_____________________________________________________________


I commenti sono liberamente riproducibili, con citazione però della fonte e del relativo indirizzo Internet: www.gazzettadisondrio.it

Torna a provincia di SO

Torna all'l'indice generale

  Torna alla prima pagina