Il Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) ha recentemente espresso un parere su "La sperimentazione farmacologica sulle donne", da cui si evince che il 'campione' di riferimento è sostanzialmente di sesso maschile. Di fatto, come si legge nella Premessa, "Molti ricercatori e medici in taluni capitoli della patologia umana non hanno tenuto adeguatamente in considerazione le differenze tra i sessi per quanto riguarda lo studio della sintomatologia, l'accertamento della diagnosi e l'efficacia dei trattamenti". Ciò vuol dire che, a parte i medicinali che curano patologie esclusivamente femminili, lo studio degli effetti sono differenziati solo in misura minima, per cui gli effetti collaterali e/o indesiderati, studiati prima che un farmaco sia messo in vendita, ci dicono ben poco su che cosa è possibile che succeda alle donne. Il documento del CNB sottolinea la pericolosità di una farmacologia 'neutrale' rispetto alle differenze sessuali; propone di sensibilizzare le autorità sanitarie e di incentivare le aziende farmaceutiche a sostenere la sperimentazione differenziata per sesso. Ecco alcune delle indicazioni espresse dal CNB: 1) promuovere la partecipazione delle donne ai trials clinici con una adeguata informazione sull'importanza sociale della sperimentazione femminile; 2) garantire una maggiore presenza delle donne in qualità di sperimentatrici e componenti dei Comitati etici; 3) sollecitare una formazione sanitaria attenta alla dimensione femminile nell'ambito della sperimentazione farmacologica, oltre che della ricerca e della cura; 4) incrementare una cooperazione internazionale con attenzione alla condizione femminile nell'ambito della sperimentazione clinica. Dossier "Effetti dei farmaci sulle donne" NLG
www.gazzettadisondrio.it - 20 XII 08 - n. 35/2008, anno XI° |