Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

RIFIUTI: ovunque purche' costino poco
La crescita dei rifiuti - Intese per un impianto in provincia -I problemi che si pongono -Alla gente interessa una sola cosa: il costo - A 200 lire si, a più di 200 lire no -  Un'occhiata ai conti: ballano miliardi

                                    

LA CRESCITA DEI RIFIUTI
L'evoluzione dei consumi, per quantità, tipologie, esigenze di conservazione, varietà degli imballaggi, ha condotto alla situazione attuale. Oggi una parte consistente di qualsiasi cosa si acquista diventa rifiuto. Oggi si butta via molto più di un tempo quando tutto, o quasi, poteva servire a qualcosa d'altro per cui, mirando al risparmio, si selezionava accuratamente quello che non aveva altra via che lo smaltimento, un tempo in discariche per nulla "controllate". Si é poi capito nel tempo che una serie di materiali può essere nociva se smaltita in modo indifferenziato.
Il risultato é che i costi di raccolta, trasporto, smaltimento sono cresciuti via via con il passare degli anni.
Le polemiche ambientaliste degli anni '70 e '80 contro gli inceneritori hanno fatto perdere tempo prezioso. Oggi infatti nessuno contesta più quegli impianti, con la sola sottile ipocrisia del cambio di nome. L'esempio più vistoso,vicino a noi, é quello del "forno" di Valmadrera per anni contestatissimo e che dopo, una volta realizzato e andato a regime, si é dimostrato del tutto affidabile senza mai inconvenienti d'alcun tipo.
Oggi la soluzione largamente dominante é quella della termodistruzione dei rifiuti rimasti dopo la selezione per la raccolta differenziata con produzione di energia e recupero del calore.
Ci sono esempi anche di altre tecnologie, diciamo intermedie, non prive però di problemi come, per fare un solo esempio, il caso dei CDR (combustibili da rifiuti), impianto di Venezia-Mestre con le difficoltà incontrate a trovare chi questo CDR gli bruciasse.

INTESE PER UN IMPIANTO IN PROVINCIA
La provincia di Sondrio deve smaltire circa 50.000 tonn/anno di rifiuti indifferenziati con una percentuale di raccolta differenziata del 30%. Fosse del 40% le 50.000 tonn. scenderebbero a poco più di 40.000, quantitativo che dovrebbe essere preso in considerazione per il futuro, a partire dal primo gennaio del 2003.
Il Piano Provinciale Rifiuti non c'é ancora, un ritardo che dovrebbe finire con la presentazione conclusiva alla Provincia dello stesso da parte dei progettisti incaricati. Da questo Piano, come annunciato dal Presidente della Provincia,  dovrebbe venire l'indicazione del futuro.
Nel recente incontro con i Sindaci la S.EC.AM. ha però annunciato che il progetto di un impianto in provincia é in fase avanzata, con ubicazione già individuata. Un annuncio che fa ritenere che la Provincia, anche nelle more del Piano, abbia dato già il suo assenso e che l'Amministrazione Comunale interssata, comunque Sindaco e Giunta, siano pure d'accordo nell'ospitare sul loro territorio comunale questo impianto, un passaggio essenziale.

I PROBLEMI CHE SI PONGONO
Stando così le cose si potrebbero porre alcuni problemi.
Chi fa l'impianto, chi lo gestisce, chi lo finanzia (si tratta di svariate decine di miliardi se la scelta é quella del termodistruttore), che fornisce, in questo caso, da fuori provincia su base duratura negli anni la quantità di rifiuti che occorre aggiungere ai nostri per rendere economicamente valida l'intrapresa. Se si sceglie altra tecnologia chi é disponibile e a quali costi a ricevere i rifiuti trattati. Rcc. ecc.
Non entriamo però in questa sede su tali problemi. Sicuramente saranno stati affrontati da chi se ne sta occupando o istituzionalmente o aziendalmente. Di questo aila gente non interessa niente, o quasi.

ALLA GENTE INTERESSA UNA SOLA COSA: IL COSTO
Alla gente, e quindi di riflesso ai Comuni che devono emettere le bollette di pagamento, interessa sapere una sola cosa: quale sarà il costo di smaltimento, solo trasporto compreso, nel caso di termodistruttore oppure, negli altri casi, il costo di smaltimento più il trasporto più magari il costo delle modifiche eventualmente necessarie ai sistemi di raccolta locali.

170/180 lire al Kg é stato detto che sia la soglia di accettabilità del osto.
Diciamo pure che si può accettare un costo sino alle 200 £/Kg.
Si deve stare in questa cifra.

A 200 LIRE SI, A PIU' DI 200 LIRE NO

I casi sono solo due:
l  Se si sta nelle 200 lire, visto che sono d'accordo Provincia, S.EC.AM., Comune futura sede dell'impianto, Unione Industriali, Unione Commercio e Turismo, implicitamente gli ambientalisti (non fosse così avrebbero fatto sentire la loro voce come ha fatto Rifondazione Comunista), si corra, e il più velocemente possibile, senza alcun indugio. L'unica pausa accettabile é quella relativa alla verifica accuratissima che il costo futuro reale sia effettivamente quello teorico attualmente indicato e alle relative garanzie.
l Se non si riesce a starci nelle 200 lire nessuno si sogni di dire che non ci sono altre soluzioni. In proposito qualcuno sostiene che in questo caso si dirà che non c'é altro da fare solo per portare in porto la soluzione autonomistica dell'impianto in provincia, costi quel che costi.
Non facciamo processi alle intenzioni né tantomeno siamo di questa opinione che presupporrebbe scarso interesse in chi dive decidere per i portafogli dei valtellinesi.
Non essendo di questa opinione sosteniamo che l'unico parametro di riferimento per la scelta deve essere il costo, e cioé le 200 lire massimo.

UN'OCCHIATA AI CONTI: BALLANO MILIARDI
Si passassero le 200 lire al Kg non c'é altro da fare che cambiare strada e, con la Regione, imboccare quella dello smaltimento fuori, in due o forse anche tre province.
Basta dare un'occhiata ai conti.
l Ogni 10 lire in più oltre le 200, considerata una presumibile durata decennale dell'impianto da realizzarsi in provincia, significano l'estrazione dai portafogli dei valtellinesi di 5 miliardi, che possono scendere a 4 se la raccolta differenziata sale dal 30 al 40%.
l Per un costo di 250 £/Kg l'aggravio, a valore monetario 2001, sarebbe tra i 25 e i 30 miliardi.
l Per un costo di 300 £/Kg l'aggravio sarebbe tra i 40 e i 50 miliardi.
Qualcuno potrebbe seriamente pensare che si possano percorrere strade con pedaggi superiori alle 200 lire al kg.?
S.T.

24 XI 01

_____________________________________________________________


I commenti sono liberamente riproducibili, con citazione però della fonte e del relativo indirizzo Internet: www.gazzettadisondrio.it

Torna a provincia di SO

Torna all'l'indice generale

  Torna alla prima pagina