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APPROVATO IL PIANO TERRITORIALE-PAESISTICO - vedere data-"
di Luca Alessandrini
Viabilità - Trafori - Ferrovia - Aria - Acque - Parchi - Gestione - Modalità

VARATO IL PIANO TERRITORIALE, VERO STRUMENTO DELL’AUTONOMIA VALTELLINESE!
La Provincia ha approvato il Piano Territoriale-Paesistico che ora affronta il Consiglio Regionale, ma già vi sono stati pronunciamenti tali da far considerare l’approvazione una formalità.
Vediamo i punti salienti.
VIABILITA’
Il cardine è rappresentato dalle Statali 38 e 36.
Al Trivio di Fuentes la nuova arteria a quattro corsie fiancheggiando l’Adda giunge al colmo di Dazio che trafora sbucando nel Piano della Selvetta. Qui corre a fianco dell’Adda per andare poi a congiungersi, riducendosi a unica carreggiata a due corsie, alla tangenziale di Sondrio esistente che proseguirà, in unica carreggiata a due corsie a valle della ferrovia sino a poco dopo la stazione di Tresivio-Poggiridenti-Piateda (stazione che in realtà è nel comune di Piateda). Qui con sottopasso e svincolona fiore si innesterà, per ora, sull’attuale SS.38, in attesa che si faccia la nuova strada sul versante orobico sino a Villa di Tirano.
Per ora ci sarà la tangenziale di Tirano che inizierà a Villa per andare ad unirsi a Serio alla superstrada esistente. Prevista inoltre la tangenziale di Bormio con partenza da Santa Lucia.
Per quanto riguarda la SS. 36 ne è prevista la riqualificazione.
I tempi: il Piano ha opportunamente stabilito che i tempi di esecuzione debbono essere inferiori a quelli effettivi serviti all’ing. Donegani per costruire, a picca e pala e non con le moderne tecnologie, la strada dello Stelvio. Prima dei mondiali quindi tutto a posto.
A latere realizzazione dell’obiettivo saggio che l’allora assessore ai LL.PP. della Provincia, on. Bozzetti, aveva posto: quello di avere in destra e sinistra Adda – e dove impossibile almeno da una parte – strade provinciali alternative alla SS. 38. Alcuni esempi: completamento della Valeriana tra Pania e Masino, provinciale Piantedo-Talamona con studio di una soluzione per passare il Tartano e unirsi alla Provinciale delle Orobie. Strada alta di emergenza in versante destro della Valmalenco per evitare l’isolamento della valle nel caso di interruzioni dell’unica strada esistente dopo che la frana di Spriana ha distrutto l’alternativa Ponchiera-Prato. Riqualificazione della viabilità già esistente per unire Tirano e Villa a Teglio. Collegamento da Tresenda con la provinciale Stazzona-Tirano-Lovero utilizzando l’esistente strada comunale migliorata. Tangenziale di Lovero per arrivare sino a Grosotto e Grosio .
Razionalizzazione della rete della viabilità minore, in particolare di tutte le strade di montagna, con precisa gerarchia a tre livelli sia per tipologia che per tipo di gestione.
TRAFORI
Il Piano prevede il Traforo dello Stelvio, ultima versione progettuale, quella con imboo a Madonna dei Monti, di lunghezza inferiore a quella dell’ultima galleria della “Strada della Rinascita”. Il traforo è inserito nella viabilità europea con collegamento alla superstrada austriaca per Landeck già esistente e in quella padana attraverso il Traforo del Mortirolo, secondo l’ultima versione che prevede la con testualità con la ferrovia. Indicazione soltanto per il Traforo della Mesolcina in quanto dipendente da intese internazionali extra-CEE.
FERROVIA
Le novità sono rappresentate dal collegamento Tirano-Edolo, utilizzando il traforo stradale del Mortirolo, con 4 km di raccordo tra l’imbocco nord e la stazione della Retica e dall’indicazione – anche qui per via della dipendenza da intese internazionali extra-CEE. – del collegamento di Livigno alla rete svizzera della Retica.
ARIA
Potenziamento per classificarla aeroporto dell’aviosuperficie di Caiolo, elisuperfici attrezzate a Bormio, Livigno, Medesimo.
Collegamento funiviario Valmalenco-Diavolezza (schema Monte Bianco).
ACQUE
Grandi derivazioni: revisione concessioni come da Legge Valtellina. Apertura alla possibilità di realizzazione di nuovi impianti di solo pompaggio bassa/alta quota, presso gli impianti di produzione esistenti.
Piccole derivazioni: avocazione dell’intero problema all’Azienda Energetica di Valle, con selezione delle ulteriori possibilità di utilizzo nella compatibilità completa con l’utilizzo plurimo delle acque (aspetti agricoli, ambientali e ittici compresi).
Elettrodotti: attuazione, d’intesa con il Gestore, del piano di razionalizzazione già deciso nel 1992 dall’ENEL, d’intesa con AEM, Sondel ed Edison, con eliminazione di centinaia di Km di elettrodotti esistenti.
Gas: ampliamento della zona servita dal metanodotto.
PARCHI
Inserimento nel Piano anche delle zone a parco (Stelvio e parchi regionali) nelle more della definizione dei loro Piani specifici, per la qualòe procedimento d’intesa obbligatorio.
ZONE ANTROPIZZATE
Criteri unici per tutti i Piani Regolatori. Localizzazione e definizione interventi di maglia larga (versante terrazzato, zone produttive, domini sciabili, zone agricole, zone d’interesse ambientale ecc.).
GESTIONE
Flessibilità massima.
Centralizzata con Ufficio di Piano per il livello provinciale e per quelli comprensoriali. Delega per il resto. L’Ufficio di Piano articolato sul livello responsabile (con organismo snello, “Governo dell’Autonomia”, composto di rappresentanti delle Istituzioni) e sul livello operativo (diretto da esperto di chiara fama con tecnici appositamente preparati).
MODALITA’
Due tempi: quadro generale e successivi piani attuativi per le situazioni più delicate.
Rete telematica d’avanguardia.
Modificabilità automatica del Piano in dipendenza dalle modifiche territoriali intervenute (esempio: la zona esondabile, quindi a vincolo assoluto, con la realizzazione di un argine che elimina l’esondabilità, automaticamente viene liberata dai vincoli senza dover ricorrere a burocratiche e lunghe varianti del Piano).
Queste le linee essenziali – ci sarà modo e tempo per illustrare i dettagli - del Piano varato ieri dalla Provincia, e di attuabilità certa perlopiù nel giro di un triennio.
***
Sondrio 8 giugno 2034

GdS 8 VI 02

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