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SVILUPPO, CON QUALI RISORSE?
d
Valerio Delle Grave

DIBATTITO

Recita un proverbio che specchia la saggezza araba: “è meglio essere sani e ricchi che poveri e ammalati”.
Il proverbio si ferma qui, non dice come fare per raggiungere l’obiettivo del meglio. Il presidente Berlusconi dice di voler diminuire le tasse, di essere rimasto il solo a credere che sia necessario diminuirle, per rilanciare l’economia.
Berlusconi, però, non ha ancora spiegato agli italiani dove va, e come fa, a reperire le risorse necessarie per realizzare il suo obiettivo, senza gravare sulle tasche dei contribuenti.
Fintanto che il Governo non specificherà nel dettaglio i termini della manovra che caratterizzerà la prossima legge finanziaria, fanno bene i Sindacati ad essere scettici e preoccupati dalle dichiarazioni del Premier, perché temono che l’idea di fondo sia quella di togliere ai poveri per dare ai ricchi.
Anche l’intesa delle associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra a causa del continuo aumento dei prezzi, soprattutto delle tariffe dei servizi pubblici (trasporti, energia, banche, telecomunicazioni, assicurazioni, poste e tributi per servizi locali), i quali erodono in modo consistente i redditi dei lavoratori e dei pensionati.
Al di la delle proteste e delle giuste preoccupazioni di sindacati e consumatori, resta il fatto che l’economia Italiana è in stallo. Tutti i dati forniti dall’ISTAT, da Eurostat e dalle Agenzie internazionali di Rating, mettono in evidenza le difficoltà del sistema Italia e la necessità di una svolta nella politica economica governativa.
Nei colloqui preliminari sulla necessità di un rilancio dell’economia italiana, i sindacati si sono trovati d’accordo, in linea di massima, con una proposta di riforma formulata da Confindustria da inserire in Finanziaria che si articola in sei punti: Un credito d’imposta del 10% per le imprese che duri almeno 10 anni; finanziamenti pubblici di 10 programmi strategici variabili tra il 35 e il 50%; la riduzione drastica degli aspetti burocratici di gestione del sistema pubblico di ricerca; stimolare la collaborazione tra imprese e università attraverso un alto credito d’imposta; favorire la creazione di uno start – up innovativo attraverso l’esenzione degli oneri sociali; eliminare l’IRAP almeno per tutto il personale delle imprese addetto alla ricerca.
Si noti che la proposta di Confindustria richiede finanziamenti notevoli, ai quali ne vanno aggiunti altri per il rinnovo dei contratti di lavoro che, dicono i sindacati, non possono e non devono essere aumenti limitati al tasso del 2% come vorrebbe il governo, ma devono puntare ad un sostanzioso recupero (almeno dell’8%) della perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni.
Il gap crescente della competitività dell’Italia, messa a repentaglio dalla globalizzazione e dal boom economico di Paesi emergenti, come Cina e India, è testimoniato dai numeri che seguono forniti da alcuni Istituti di elaborazione e analisi dati.
Per quanto riguarda la percentuale di PIL investita in ricerca e innovazione, l ’Italia si distingue con un 1,1% (appena superiore alla Turchia 0,9%), rispetto al 4,3% di Svezia; 2,7% USA; 2,5% Germania; 1,9% del Canada.
E’ fuori di dubbio che questa situazione di arretratezza deve essere recuperata (se si vuole uscire dalla crisi), e lo deve essere facendo massicci investimenti e utilizzando risorse che non possono essere sottratte dal quantum della manovra finanziaria 2005.
Quello che desta forti preoccupazioni, sia da parte sindacale che da Confindustria, è che non si capisce dove il governo intende reperire le risorse necessarie, stanti le insistenti affermazioni del Presidente del Consiglio circa la diminuzione delle tasse.
E’ legittimo, fino a prova contraria, sospettare che quella di Berlusconi sia una “boutade” facente parte di un pamphlet di propaganda elettorale.
Per tornare al proverbio iniziale, direi che, invece di affannarsi a cercare il meglio, sia più saggio accontentarsi di ricercare il possibile per risolvere il necessario.
Valerio Delle Grave

GdS 30 IX 2004 - www.gazzettadisondrio.it
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