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1) Il caso Buttiglione 2) considerazione sull'omosessualitA' "CONTROCORRENTE"
di Gianni Toffali

 Riceviamo e pubblichiamo:

1) Il caso Buttiglione
Bella faccia tosta questa sinistra italiana. Prima ha votato contro Buttiglione (solo perchè cattolico), poi si è lamentata per la pessima figuraccia del governo italiano. Come dire: prima ti metto un dito nell’occhio, e poi ti accuso di essere cieco! E' proprio il caso di dire che i novelli allievi di Aristotele (che non disdegnava l'omosessualità) hanno superato il loro insigne maestro nell'esercizio della sublime arte della retorica.

2) Considerazione sull'omosessualitA'
"CONTROCORRENTE"

Caro Direttore, il caso Buttiglione ha riacceso il dibattito sull’omosessualità. Il “guaio”, è che nell’odierno panorama culturale, l'omosessualità maschile, sdoganata dall'area dei tabù, ammicca dai cartelloni pubblicitari e dagli spot televisivi, viene gridata nei gay-pride, ma viene sottaciuta nella sua dimensione di sofferenza individuale. E' nota la crisi dell'identità maschile e la crescente incertezza della definizione di "genere sessuale", ma prevale lo stereotipo politically correct per cui bisogna vivere e accettare serenamente il proprio essere gay. Il malessere legato alla percezione della propria omosessualità è poco riconosciuto e considerato non tanto una drammatica incognita interiore, ma il risultato di una chiusura moralistica-religiosa della società e della Chiesa. Chi si prodiga a difendere i "diritti"degli omosessuali, in realtà perpetra verso essi una spregiudicata azione di indifferenza e cinismo, mascherata sotto le mentite spoglie della comprensione e della solidarietà. Paradossalmente, non si rende un buon servizio alla causa dell’omosessualità, favorendo o assecondando tale innaturale condizione, a meno che si abbia voglia di scherzare, raccontando che l’amore “sterile” (impossibilità di generare autonomamente vita) tra omosessuali generi alcunché di buono. Avere a cuore gli omosessuali significa avere il coraggio di indicare vie e soluzioni meno facili ed ipocrite . Alcune risposte stanno arrivando dalla psicologia cosiddetta "ricostitutiva", basata sugli studi empirici della identità sessuale. Autorevoli psicologi che da anni lavorano in questo campo possono documentare numerose "prese di coscienza"di persone gay che hanno iniziato una terapia psicanalitica seria, e sono completamente usciti dal tunnel di una personalità incompiuta (vera radice dell'omosessualità). Certo, per gli omosessuali il primo passo da fare sarà gettare alle ortiche le bandiere ideologiche dell’orgoglio gay e riconoscere umilmente e senza complessi il proprio bisogno d'aiuto. La società invece, dovrebbe avere il coraggio di infrangere il luogo comune imposto dai media, secondo cui bisognerebbe arrendersi al fatto che omosessuali si nasce. Il problema dell'omosessualità non si affronta, ne demonizzando, ne assecondando, ma tentando il recupero, liberamente e senza costrizioni.
Gianni Toffali

PS: In caso di pubblicazione, ai lettori che ne facessero richiesta, posso fornire gli indirizzi di chi si occupa del "recupero"degli omosessuali. Chi facesse dell'ironia su questo nuovo approccio , posso allegare testimonianze di persone "rinsavite, e di altre che mi hanno contattato per tentare la "guarigione". Gianni.Toffali@inwind.it Verona

GdS 20 X 2004 - www.gazzettadisondrio.it
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