Una frase di Franco Cangini sul Giorno del 17.2 rappresenta, quasi scolpisce, il futuro nel settore delle cicliche disgrazie nazionali: "I terremotati de L'Aquila, prontamente assistiti e risarciti, saranno invidiati dai sinistrati del futuro". Aggiungiamo anche da quelli del passato, valtellinesi esclusi (le case nel 1987 noi le abbiamo fatte in tre mesi, di qualità e a costi inferiori a quelli di mercato. Andarle a vedere 22 anni e mezzo dopo la costruzione per credere), che hanno trascorso parte cospicua della loro esistenza dal giorno della rispettiva calamità - sisma, frana, alluvione ecc. - in alloggi eufemisticamente definibili 'di fortuna'. Chiunque dovesse operare domani nell'emergenza, dopo quello che è successo, pensate che sia così 'caricato indietro' da prendere le decisioni che sì servirebbero alla gente ma che potrebbero domani portarlo alla berlina se non addirittura in gattabuia? Follia.
www.gazzettadisondrio.it n. 4/2010, anno XIII° del 10 II 10 |