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10 4 23 (Aggiornamento del 23.4) 1) PIU' OMICIDI IN FAMIGLIA CHE PER LE MAFIE 2) IL CINEMA ITALIANO NEGLI USA
Mario Pulimanti

1) PIU' OMICIDI IN FAMIGLIA CHE PER LE MAFIE
In Italia si conta un omicidio in famiglia ogni due giorni, più delle mafie e della criminalità comune. Emerge da un rapporto Eures-Ansa. Quello che sembrerebbe l'ambiente più sicuro è in realtà il più ricco di insidie: sono i rapporti familiari a causare talvolta tensioni, odi, violenze che sfociano non di rado in uccisioni. E si tratta di eventi difficili da prevenire e da contrastare. Negli ultimi 7 anni sono state complessivamente circa 1.500 le vittime di queste situazioni. Da quanto emerge dal rapporto annuale Eures-Ansa, tuttavia, i numeri sono in calo: 226 omicidi in famiglia nel 2000, anno record del decennio, 135 omicidi nel 2008. In circa un terzo di questi omicidi (56 casi) la vittima è il coniuge-convivente, di solito la donna. Il killer in prevalenza è l'uomo.

2) IL CINEMA ITALIANO NEGLI USA
«Meno male che almeno negli Usa si sono accorti di noi e del resto non è la prima volta che succede... Pensare che nelle nominations dei David di Donatello, premio al quale avevamo proposto i nostri due ultimi film, "Gli amici del bar Margherita" e "Il figlio più piccolo", non abbiamo ricevuto neanche una citazione e non siamo entrati nelle cinquine, neppure come miglior viceattrezzista. Forse in Italia c'è qualcosa che non quadra o non siamo considerati abbastanza». Parola dei fratelli Avati che stanno ricevendo importanti riconoscimenti in queste settimane negli Stati Uniti come il Gran premio per il miglior film del WorldFest di Houston 2010 e al festival di Houston, il Grand Remi Award, alla carriera.
Mario Pulimanti

www.gazzettadisondrio.it n. 11/2010, anno XIII° del 20 IV 10

 
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