Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

DONNE FORTI D'AMERICA
di Maria De Falco Marotta - Antonio de Falco

                        La politica deve essere per forza una cosa sporca?

La politica deve essere per forza una cosa sporca?
Quasi in concomitanza con le ultime elezioni americane e con la designazione da parte di G. W. Bush a Segretario di Stato di Condoleezza Rice, il “falco” che becca tutti senza misericordia nella strenua lotta della politica americana, è uscito nelle sale italiane un film terribile e sconvolgente, The Manchurian Candidate ( 61.ma Mostra di Venezia) un remake dell'omonima pellicola di Frankenheimer del '62 (in Italia nota come Va e uccidi) in cui si vede chiaramente quanto il potere economico, in una società post- democratica, influenzi le decisioni politiche. In realtà i leader( non solo quelli americani)hanno intenzione di conquistare il mondo sotto la bandiera della sicurezza, con dietro il potere economico.
L'attualità del film è nella sfacciata manipolazione mentale operata da un fondo monetario - il Manchurian appunto - in grado di condizionare la politica per i suoi fini personali (in Italia non ci si dovrebbe stupire troppo), sfruttando le paure della popolazione di voler riconquistare un senso di sicurezza che il clima di terrore nel mondo ha creato e la induce a spingersi verso chi è disposto a cancellare le sue insicurezze, al costo di una considerevole perdita della libertà personale.
Le analogie con la situazione che stiamo vivendo saltano agli occhi e Condoleezza Rice, una donna determinata e decisa, che non arretra davanti a nessuno, conferma ampiamente quest’impressione. Si raccontano tante cose di lei, di Hillary Clinton, l’altra tremenda che vuole a tutti i costi cavalcare la tigre del dominio sul pianeta che c’è da chiedersi se questa schiera femminile che sta, per ora e solo per ora, dietro le spalle dei grandi, porterà l’umanità verso la pace.
Se poi si pensa che Meryl Streep, l’attrice eccezionale che tutti ammirano per i tantissimi films tra cui Kramer contro Kramer, The hours, La musica del cuore( come evento a Venezia nel 1999 come pure nel 1998, Ballando a Lughnasa), La Stanza di Marvin, Affari di Cuore, La Mia Africa…. che in questo film (2004) The manchurian canditate , tratteggia con straordinaria bravura, come è suo solito, il ruolo della “senatrice” americana Eleanor Shaw ( dio, come somiglia ad Hillary Clinton!) assetata di potere che non indietreggia mai e sembra tanto un uomo con gli “orecchini”, pare proprio che negli States siano tornate di moda le famose matriarche del Border( Confine) o, meglio, della Frontiera dei gloriosi Cows Boys che dimenticando i fronzoli dei vari Padri pellegrini, sparano a destra e a manca, pur di ristabilire l’ordine sociale.
Condoleezza con le sue molte sorelle, sembrano intenzionate a mirare dritte a questo(la domanda è: finalmente, si ristabilisce un certo equilibrio che voleva le donne incapaci di pragmatismo…o no?).

DOMANDE & RISPOSTE
Meryl Streep, intelligente, colta, spiritosa, estremamente disponibile, 55 anni portati con disinvoltura, incarna nel remake dell’omonimo film del ‘62 (in Italia Va e uccidi), dal romanzo di Richard Condon, il personaggio di una diabolica senatrice, che impone al suo partito la candidatura del figlio alla vicepresidenza. Nel corso del film, che è un buon giallo, si capirà che il “figlioletto”, eroe nella Guerra del Golfo, è la pedina di un complotto a base di lavaggio del cervello, manipolazione della verità e controllo dei media( in questo film è come vedersi in simmetria).
La Streep, che vanta il record assoluto di candidature all’Oscar (13, con due statuette vinte per Kramer vs. Kramer e La scelta di Sophie) risponde con eleganza alle tantissime domande che le vengono poste, tra cui:

- Pensa che un film come The Manchurian Candidate possa veramente condizionare la gente nelle sue scelte politiche?
E’ molto difficile affermare che un film influenzi gli elettori americani- parlo per i miei compatrioti- in assoluto. Qualche decennio fa essi erano considerati come degli ingenui, felicemente tagliati fuori dal resto del mondo. Oggi è diverso; c’è un diffuso e consapevole cinismo a causa del proliferare di opinioni attraverso i media e Internet. In questo modo ci sarà sempre qualche gruppo che sia d’accordo con te, però siamo anche sospettosi sulle informazioni che ci vengono offerte. Credo che la gente è impermeabile a qualsiasi dimostrazione o teoria. Forse nei giovani vi sono ancora possibilità di apertura.
- Lei tratteggia una feroce donna politica. C’è chi vede Hillary Clinton, o Condoleezza Rice. Chi delle due?
Sono sempre stata appassionata di politica( guardo tutti i telegiornali)ed ho cercato ispirazione dai professionisti della politica, che ho osservato nei tanti canali fatti solo di notizie. In particolare Karen Hughes, capo organizzatore della campagna elettorale di Bush del 2000 e portavoce del presidente, del quale esprime opinioni e sentimenti in modo molto chiaro e articolato. Mi ha molto interessato, perché ha lasciato la Casa Bianca per prendersi cura dei figli, nel Texas, ma poi è tornata nell’arena elettorale. Mi sono ispirata anche a molti uomini, perché penso che il personaggio della senatrice sia una donna molto atipica: aggressiva, diretta, decisa, sembra un uomo politico. Lo si percepisce nella prima parte del film, quando interviene in una riunione di alto livello e orchestra la nomina a vicepresidente di suo figlio, in una stanza piena di oppositori. Lo fa con grande immediatezza, con aggressività, capacità di persuasione, senza compromessi. E’ una cosa molto maschile, pervenire al comando di una riunione ribaltando la situazione. Ho osservato un politico texano, Tom DeLay, e l’ho messo in abito da sera, con orecchini e borsetta. Ma anche un senatore dell’Oklahoma, James Inhofe. Sono gli ideologi, coloro che non sembrano mai attraversati dal dubbio, che non ascoltano le opinioni altrui. Ho creato un personaggio che vuole e ottiene, come molti politici di successo. Basta guardarsi intorno, no?
- Qual è la motivazione di questo personaggio, l’amore per il figlio o la sete di potere?
Non credo che Eleanor Shaw sia una donna che ama, perché l’amore è anche rinuncia. E’ consumata dalla bramosia di potere e questo la guida in ogni decisione: avrebbe voluto essere presidente, in un mondo che non accetta leader femminili, e nell’impossibilità di diventarlo riversa questa ambizione sul figlio. E’ interessante, quando ero in Inghilterra tutti dicevano che sembravo Margaret Thatcher, in America hanno trovato un parallelo con Hillary Clinton. Ciò dipende dal fatto che si tende a diffidare delle donne di potere, ad averne paura.
- Anche a Hollywood è così?
A Hollywood è difficile per una donna arrivare a posizioni di potere. Non a caso, il capo dello Studio che ha fatto questo film, come pure “The Hours”, è una donna. Da quando Sherry Lansing è a capo della Paramount, al cinema ci sono più donne protagoniste. Ma l’effettivo problema è quello dei ruoli femminili di una certa età. Qualcuno una volta mi ha spiegato che i dirigenti degli Studios non vogliono vedere la prima moglie sullo schermo, vogliono vedere la seconda, la terza, forse la quarta moglie, mai la prima. Una donna, forse, potrebbe avere la sensibilità di investire 20 milioni di dollari dando spazio anche ad attrici non più giovani, un uomo raramente. Ne “Il ladro di orchidee” ho interpretato una parte che era stata scritta per una donna di 35 anni, ma Amy Pascal della Sony non ha esitato ad accettare la proposta del regista, Spike Jonze, di scritturare me che avevo più di 50 anni. Un altro dirigente si sarebbe opposto.
- Cosa ha provato ad interpretare una madre così particolare?
E’ un personaggio esagerato, metaforico. Per capirlo, bisogna ricordarsi di Medea ed Elettra che ci dicono qualcosa di noi stesse. Euripide ci insegna più cose sulle paure intime degli esseri umani. Cosa succede quando si perdono i freni inibitori? Si fanno cose sbagliate. Il mio essere madre non mi ha aiutato a ricoprire questo ruolo. Certo, anche a me talvolta piacerebbe inserire un chip nel cervello dei miei figli perché facciano quello che voglio… Tutte le madri sarebbero d’accordo , o no?
- Lei è un’attrice poliedrica. Riesce a rendere credibili le figure più diverse. Come fa?
Mi piace recitare in tanti ruoli differenti, non amo essere limitata. Ci sono così tante persone interessanti da tratteggiare, che è bello non chiudersi in un solo personaggio. Probabilmente, nella mia mente mi piace essere sfidata dai tipi che sono chiamata a interpretare.

Chi è
Nata a Summit nel New Jersey il 22/06/1949, in una solida famiglia borghese di origini olandesi, Meryl Streep avendo una splendida voce da soprano, inizia a prendere lezioni di canto a 12 anni e soltanto dopo l'università abbandona l'idea di diventare un'attrice da musical per dedicarsi invece a quella sul grande schermo.
Intelligente com’è, è stata lontana dalle cronache rosa ( è sposata con lo scultore Don Gummer, dal '78). Il suo amore per la recitazione è enorme e prima come studentessa alla Yale Drama School, poi con il Public Theatre dell'impresario Joseph Papp, recita Shakespeare, Ibsen, Shaw e Pirandello. Debutta sullo schermo nel '77 con "Giulia" e l'anno dopo arriva la prima di una lunga serie di nomination come miglior attrice non protagonista in "Il Cacciatore" con Robert De Niro.
Con "Kramer contro Kramer" vince il suo primo Oscar, ancora come attrice non protagonista. Nell'81 gira "La Donna del Tenente Francese", l'anno dopo "La Scelta di Sophie" e poi "Silkwood" e per tutti e tre riceve la consueta nomination come miglior attrice protagonista, vincendo con "La Scelta di Sophie" dove interpreta una donna ebrea la cui vita rimane segnata per aver compiuto la scelta di lasciare a morte certa la figlia in un lager per salvare se stessa e l'altro figlio.
Dagli anni '80 è tutto un correre verso il successo mondiale con "La Mia Africa", "Ironweed" e "Un Grido nella Notte", "She - Devil - Lei, il Diavolo" "La Morte Ti Fa Bella", "I Ponti di Madison County", la "La Voce dell'Amore" , "La Musica del Cuore" , "A.I." di Spielberg, "The Hours", "Minority Report"…
Ed ora, The Manchurian Candidate.
Per il ruolo della senatrice Shaw, erano state considerate anche Glen Close, Jessica Lange ed Emma Thompson.
Tutte bravissime, ma volete metterle con la Streep, che ha le stesse capacità di una Hillary e di una Condoleezza, cioè delle donne intrepide che hanno fatto l’America?
Maria De Falco Marotta -
Antonio de Falco

GdS 20 XI 2004 - www.gazzettadisondrio.it
________________________________________

Torna a Italia e Mondo
                                                 Torna all'indice generale

  Torna alla prima pagina