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Io ammiro il Papa
di Mario Segni

  

Mai, negli ultimi decenni, un Papa ha condannato la guerra con la forza di Giovanni Paolo II.

Nemmeno il grido angosciato di Pio XII° alla vigilia della seconda guerra mondiale ("Nulla è perduto con la pace, tutto può essere perduto con la guerra") che emozionò il mondo e fermò per un attimo le armi, esprimeva la passione che trasmettono oggi i messaggi papali. E' solo la passione umanitaria, l'angoscia per le vittime innocenti e le chiese locali? A me sembra che ci sia ben di più.

Giovanni Paolo II non si limita a condannare la guerra. Lancia un messaggio rivolto alla intera fase storica che sta per iniziare. Se scoppia una guerra di civiltà, se l'Occidente si confronta frontalmente con le parti più estremiste del mondo islamico, la Chiesa non entra in questa guerra, anzi la condanna. E condanna non solo lo strumento, ma la incapacità dei due contendenti di dialogare, di trovare dei punti di convivenza, di apertura. E' una posizione ben diversa da quella che la Chiesa assunse in altri scontri mondiali. Non solo nelle lontane crociate, ma nel confronto con il comunismo la Chiesa, e questo Papa in particolare, fu volutamente parte in causa. Il dialogo con il mondo comunista fu ritenuto impossibile; il comunismo quindi era un nemico da abbattere. E il Papa polacco contribuì molto al crollo del muro di Berlino.

Giovanni Paolo II non si limita a condannare la guerra. Lancia un messaggio rivolto alla intera fase storica che sta per iniziare. Se scoppia una guerra di civiltà, se l'Occidente si confronta frontalmente con le parti più estremiste del mondo islamico, la Chiesa non entra in questa guerra, anzi la condanna. E condanna non solo lo strumento, ma la incapacità dei due contendenti di dialogare, di trovare dei punti di convivenza, di apertura. E' una posizione ben diversa da quella che la Chiesa assunse in altri scontri mondiali. Non solo nelle lontane crociate, ma nel confronto con il comunismo la Chiesa, e questo Papa in particolare, fu volutamente parte in causa. Il dialogo con il mondo comunista fu ritenuto impossibile; il comunismo quindi era un nemico da abbattere. E il Papa polacco contribuì molto al crollo del muro di Berlino.

Non è solo una posizione morale. E' anche una posizione politica, rispetto alla quale il cattolico conserva piena autonomia, con tutto il diritto di dissentire. Ma personalmente io non dissento. E vedo come possibile interprete di questo messaggio l'Europa, le cui opinioni pubbliche si sono già espresse. C'è bisogno che da dentro l'Occidente parta una azione per il ripristino della legalità internazionale, per il rifiuto della unilateralità delle decisioni, per una strategia che affronti il complesso dei problemi mediorientali, non la sola questione Saddam.

Non è solo una posizione morale. E' anche una posizione politica, rispetto alla quale il cattolico conserva piena autonomia, con tutto il diritto di dissentire. Ma personalmente io non dissento. E vedo come possibile interprete di questo messaggio l'Europa, le cui opinioni pubbliche si sono già espresse. C'è bisogno che da dentro l'Occidente parta una azione per il ripristino della legalità internazionale, per il rifiuto della unilateralità delle decisioni, per una strategia che affronti il complesso dei problemi mediorientali, non la sola questione Saddam.
Mario Segni

GdS 28 III 03  www.gazzettadisondrio.it
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