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E se capita un black-out prolungato come negli USA?
di Luca Alessandrini

 

Il colossale black-out ferragostano che ha interessato 50 milioni di americani e anche tanti canadesi, facendo venire in mente sabato 28 giugno con il black-out programmato, ma all'insaputa dell'utenza, in Italia, ha giustamente allarmato i tecnici e anche gli apparati di sicurezza di tutto il mondo.
La grande vulnerabilità della società moderna raggiunge il culmine proprio nel settore energetico. Un'interruzione prolungata della fornitura di energia elettrica provoca la paralisi. Ascensori bloccati con la gente dentro, impianti di riscaldamento bloccati, catena del freddo in tilt (freezer, frigo, condizionatori ecc.), telefoni muti, TV e radio solo parzialmente in funzione, computers fuori uso salvo che nei grossi complessi con generatori di emergenza, - e quindi una serie di funzioni che dai computers dipendono inattive -, comunicazioni bloccate quasi del tutto, elettrodomestici inutilizzabili, compresi i rasoi, campanelli inattivi così come certi impianti di sicurezza, notti buie nelle strade e nelle case, distributori di benzina fermi, semafori spenti, problemi idrici, specie poi nelle case ove l'acqua viene pompata nei serbatoi nei sottotetti, devastante stasi nelle attività economiche, rischi per la sicurezza pubblica e chi più ne ha più ne metta dato che l'elenco é solo indicativo.
Le ipotesi fatte sono tutte inquietanti. Negli USA si é parlato di rete di distribuzione obsoleta. Privato sarà anche bello ma in settori strategici come quello energetico lo Stato, in qualsiasi Paese, non può lasciare fare senza avere quantomeno in mano il quadro e senza poter dettare linee di comportamento, nuovi investimenti compresi. Ma non c'é colo questo elemento sul tavolo di chi sta indagando per scoprire cosa é successo. Si opera anche nella ricerca di eventuale pirateria informatica. Sono state avanzate teorie precise al riguardo. Basti pensare che Analisi difesa nel suo ultimo numero ipotizza che "secondo alcune fonti della NSA, subito interessatasi al caso, persino un virus come il banale MsBlast potrebbe essere alla base dell’accaduto. La debolezza di Windows sfruttata dal virus risiede infatti nella tecnologia usata per condividere file di dati attraverso le reti di computer, locali o globali, e riguarda una categoria di vulnerabilità detta "buffer overflow", che può ingannare il software facendogli accettare comandi pericolosi".
Il Ministro per l'Innovazione Stanca  ha ricordato che basta l’intrusione di un hacker o, più semplicemente, uno scambio errato di messaggi e/o codici elettronici tra alcuni computer per creare o scatenare una situazione di criticità imprevista e far scattare il blocco degli apparati governati, se non addirittura metterli fuori uso.
Ricordato il positivo esito di un'operazione del sistema di sicurezza che ha bloccato pirati informatici brasiliani intenti all'assalto di siti dell'Italia del Nord, il Ministro ha aggiunto che questo dimostra come in questi settori non si possa e non si debba assolutamente mai abbassare la guardia e, soprattutto, sia sempre più necessario agire a livello di sistemi globali, di alleanze tra Paesi, come l’Unione Europea e il G8".
Tutto bene, ma ci sarebbe dell'altro da fare. Ricordiamo che in un articolo del 21 settembre 2001, tuttora leggibile in altra parte del giornale, avevamo sottolineato l'opportunità di una diffusione dei gruppi elettrogeni, presenti oggi soltanto in Ospedali, talune pubbliche strutture, grossi complessi. Si capisce come sia difficile ipotizzare una spesa per un evento possibile ma ritenuto improbabile quando scarsa diffusione hanno sinora avuto persino le modeste, e di modesta spesa, luci di emergenza, anche tenuto conto che la potenza, e quindi il costo, di un gruppo dovrebbe essere la minima per l'essenziale e non, come in un ospedale, una potenza sostitutiva di tutta quella venuta meno.
Qualcosa comunque dovrebbe essere fatto
Luca Alessandrini

GdS 18 VIII 03  www.gazzettadisondrio.it
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