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MADRE TERESA DI CALCUTTA
di Riccardo Rossi

                                                    

“Di sangue sono albanese. Di cittadinanza indiana. Di fede una suora cattolica. Di chiamata appartengo al mondo. Il mio cuore appartiene totalmente a Gesù”. Queste le parole di Madre Teresa di Calcutta, che iniziano il libretto distribuito in Piazza San Pietro il giorno della sua Beatificazione.
Un fiume di gente si è riversato dalle prime ore del mattino, per assistere a questa celebrazione particolarmente sentita da tutto il mondo, per omaggiare una piccola donna che ha dedicato completamente la sua vita ai più poveri. Già dalle 6.00 vi erano decine di migliaia di persone, di tutte le nazioni, ad aspettare che la piazza più famosa del mondo fosse aperta. Una folla che poi diventerà di oltre 300.000 persone: inglesi, americani, albanesi, polacchi, messicani, tedeschi, brasiliani, francesi, indiani, spagnoli, keniani. In ogni punto della piazza si parlavano lingue diverse, e bandiere d’ogni nazione si alzavano per gridare al mondo la propria presenza. Le più emozionate erano proprio le suore e il Papa che pur visibilmente affaticato, tanto da non riuscire a leggere l’omelia, non ha voluto mancare ad un appuntamento ad una sorella a cui era particolarmente legato. Bellissima l’omelia che il Santo Padre non è riuscito a leggere, per i suoi sempre più evidenti problemi di salute. Una vera e propria lotta Giovani Paolo II ha ingaggiato con i limiti fisici, che con la sua ormai nota caparbietà ha superato. Faceva tenerezza quando si sforzava per recitare in latino alcuni passi della funzione. Alla fine della celebrazione è anche andato a salutare la gente, prendendo la ormai nota papamobile e girando tutta la piazza. Madre Teresa una donna che nel suo slanciò di carità niente la fermava, nemmeno le guerre e i conflitti. Celebre una sua frase che disse quando ritirò il premio Nobel della Pace: “Se qualche donna ha il desiderio di abortire ebbene convincetela a portare da me quel bimbo, che è il segno dell’amore di Dio”. Una beatificazione che cade proprio nella giornata missionaria e a pochi giorni dal venticinquesimo anno di pontificato, di uno dei Papi più grandi di sempre. Due figure che si sono distinte per l’amore incondizionato verso Cristo, l’una lottando con gesti e parole che hanno sbalordito il mondo, l’altra in un estremo silenzio, facendo urlare solo le sue opere. Due modi così diversi, ma con un unico messaggio, l’amore di Cristo. Un’immagine è l’emblema di Madre Teresa, in una mano stringe un bambino e nell’altro il rosario, azione e contemplazione. Tutta una vita donata ai poveri, ma avvolta nella preghiera. La logica dirompente di Gesù è stato il suo cammino: “ Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti”, un itinerario d’amore e di servizio che capovolge la logica umana, la logica da cui si lasciata guidare Madre Teresa di Calcutta. Quando è stata scoperto, sulla facciata della chiesa di San Pietro, il viso della piccola suora un grande e scrosciante applauso ha riempito non solo il vaticano ma tutto il mondo.
Riccardo Rossi


GdS - 28 X 2003 - www.gazzettadisondrio.it
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