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Costruire la pace:
la donna é protagonista

di Carlo Climati

Congresso internazionale "Donna e cultura della pace"

L’autentica cultura della pace si costruisce sul rispetto e sulla promozione dei valori universali della persona umana, sull’educazione al dialogo sociale ed internazionale.
La donna è protagonista nella costruzione della pace. Come custode della Vita, è stata sempre la grande forza umanizzatrice della società.
Di questo si è parlato a Roma, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, nel congresso internazionale "Donna e cultura della pace", organizzato dall’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e dall’Università Europea di Roma.
Padre Paolo Scarafoni, L.C., Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, ha aperto l’incontro con queste parole: "Il male non è una forza anonima che opera nel mondo in virtù di meccanismi deterministici e impersonali. Il male passa attraverso la libertà umana. Si verifica quando gli uomini si sottraggono alle esigenze dell'amore. Il bene, invece, nasce dall'amore, si manifesta come amore ed è orientato all’amore.
Per orientare il proprio cammino tra gli opposti richiami del bene e del male, la famiglia umana ha urgente necessità di far tesoro del comune patrimonio di valori morali ricevuto in dono da Dio stesso. Giovanni Paolo II dice che possiamo fare riferimento alla "grammatica" della legge morale universale, richiamata spesso dalla Chiesa nei suoi documenti. E' una la legge che ispira valori e principi comuni, unisce gli uomini tra loro, pur nella diversità delle rispettive culture, ed è immutabile.
La cultura passa da una generazione all’altra soprattutto per opera delle donne (il Papa ha avuto modo di sottolinearlo nel suo ultimo libro). Se la famiglia umana potrà vincere il male con il bene dipenderà in buona parte dal ruolo che svolgono oggi le donne, nella trasmissione della legge morale, nell’educazione alla cultura della pace.
Nessun uomo, nessuna donna di buona volontà può sottrarsi all'impegno di lottare per vincere con il bene il male. E’ una lotta che si combatte validamente soltanto con le armi dell’amore".
"La pace sembra essere un bene irraggiungibile", ha detto Cristina Zucconi Galli Fonseca, Presidente dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. "Oggi, in particolar modo, nel contesto socio-economico e politico in cui viviamo, sentiamo l’esigenza di cercare e promuovere, con maggiore determinazione, una cultura della pace.
Sappiamo che, da sempre, gli esseri umani anelano la pace, personale, sociale e mondiale. Questo bene prezioso è, infatti, costantemente minacciato dall’ingiustizia, dalla violenza e dall’egoismo. Il Santo Padre, giustamente, ci ricorda che questi tre elementi non sono eventualità astratte ed indeterminate, ma sono il frutto della libertà umana. Dietro all’ingiustizia si cela sempre un comportamento ingiusto, vi è sempre una persona ingiusta.
Significa, quindi, che la pace non si può improvvisare, poiché è uno stile di vita improntato alla giustizia. Il perdono è un valore che deve essere trasmesso con l’educazione, fin dall’infanzia nella scuola e in famiglia, prima scuola di socialità e prima e fondamentale scuola di pace.
L'autentica cultura della pace si costruisce sul rispetto e sulla promozione dei valori universali della persona umana, del dialogo e della solidarietà sociale ed internazionale. In questo contesto la donna è protagonista, in quanto principale educatrice ai valori etici e significativamente più sensibile ai bisogni della persona umana in generale".
Il congresso è organizzato con il contributo di: Provincia di Roma – Ufficio Consigliere Parità e UniOne Assicurazioni, e con il patrocinio di: Presidenza del Consiglio dei Ministri e Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.
Carlo Climati
www.carloclimati.com


GdS - 20 III 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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