Ci arriva dalla Svizzera la notizia pubblicata da "Il Giornale del Popolo" di Lugano (redazione per la Svizzera italiana a Bellinzona) con un titolo che č tutto un programma "Poschiavo vince la lotta dell'autonomia" e poi "Da Coira il passo indietro". I punti salienti sono che le Regioni salgono da otto a undici e che i Circoli (x) saranno sciolti. Si sottolinea dunque che "č ridotto ai minimi termini, il succo del progetto di riforma territoriale" governativo a giugno al Gran Consiglio, intenzionato a ridurre le strutture amministrative. Il giornale canta vittoria, e crediamo a ragione: "Salva l'integritą territoriale della Valposchiavo". Il Governo, annotiamolo, ha optato per una struttura intermedia tra il Cantone e i Comuni ovvero le Regioni «incaricate di coprire ruoli ben precisi, affini alla giustizia e amministrativi». Dovrebbero esserci dunque undici Regioni, che riprendono l'attuale suddivisione in Distretti. Salta dunque la proposta di unificare il Distretto Bernina (Valposchiavo) con quello di Maloja (Val Bregaglia e Oberengadin). Viene data notizia delle nuove Regioni proposte: Albula, Bernina, Inn, Imboden, Landquart, Maloja, Moesa, Grigioni settentrionale, Prettigovia/Davos, Surselva e Viamala. Qualcosa dunque se non di simile perlomeno metodicamente similare rispetto a noi. (x) I Circoli, quali enti di diritto pubblico con organi propri, saranno sciolti con la nascita delle nuove Regioni prevista per il 2015. Enti in posizione intermedia tra il Comune e il Distretto, a sua volta posizione intermedia tra il Comune e il Cantone. Quei Circoli che si occupano di compiti trasferiti dai Comuni avranno un respiro di due anni. D. Maloia con i circoli di Bregaglia ed Oberengadin Come di solito in Svizzera non basta l'approvazione in Gran Consiglio. La nuova Costituzione cantonale ha bisogno del consenso della votazione popolare. Red www.gazzettadisondrio.it - 30.3.2012 - num. 9/2012, anno XV |