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QUESTA VOLTA: Da che pulpito.....
di
Valerio Delle Grave

 
Riceviamo e pubblichiamo non enza qualche osservazione.
Per quanto riguarda le persone tirate in ballo se vogliono replicare scrivano e pubblicheremo.
Per quanto riguarda la sostanza dei problemi vogliamo osservare che prima delle elezioni amministrative il sottocritto, slegato da qualsiasi posizione politica, intervenne approfondendo - anche su altri giornali - la questione della Statale 38 dimostrando come i soldi non ci fossero nonostante che qualcuno parlasse di cantieri alle viste.
In successivi dibattiti televisivi solo tre consensi alla mia posizione: Provera, Boedoni, Molteni. E forse pertanto vale la pena di puntualizzare per eliminare inutili polemiche.
1) Provera. Inutile dire a lui ed altri parlamentari che la colpa é la loro se finora non sono stati capaci di portare su i soldi da Roma. E' una fesseria perché i soldi si possono portare, trovandoli!, solo sulla base di un progetto. Che non c'era. Una sola possibilità allora: nel triennale ANAS erano entrate le tangenziali di Tirano e Sondrio. Quelle sì che potevano andare avanti. Avevamo scritto di fare attenzione perché pronunciarsi per la priorità della Bassa Valle - che é reale - poteva però farci correre brutti rischi, perché i soldi non sarebbero passati dal triennale alla Legge Obiettivo. Detto e fatto. Persi sicuramente il completamento della tangenziale di Sondrio e l'avvio di quella di Tirano.
2) Bordoni. Lui, Formigoni, altri regionali anche di altre posizioni politiche: il loro apporto poteva essere, ed é stato, quello di appoggio esterno, visto che la competenza non é del Pirellone.
3) Molteni. Era Sindaco di Sondrio. La sua é stata ovviamente una posizione istituzionale, ma non aveva certo possibilità decisionali nemmeno lui.
Del Comitato parleremo. Comunque credo che tutti, anche i dissenzienti, debbano prendere atto del successo dell'idea.
Quanto alla posizione dei Sindacati noi non entriamo in merito salvo una battuta: per 5 anni sono stati al limbo senza la possibilità di un dialogo istituzionale. Continuare non ci pare, al di là delle ragioni addotte, una scelta lungimirante... (NdD: Alberto Frizziero)

Da qualche giorno alcuni personaggi dalla passata militanza politica caratterizzata da rigidità mentali e ideologicamente condizionata, oggi hanno scoperto il lato positivo della democrazia e del pluralismo, facendone però un uso non propriamente costruttivo.
Le simpatie che ciascuno per i propri meriti, o per le proprie furbizie, può suscitare nell’opinione pubblica, non autorizza e non giustifica il fatto di arrogarsi il diritto di sputare sentenze e gratuite critiche verso l’operato altrui.
Inoltre, chi per mero opportunismo ha pensato strada facendo, di cambiare casacca, ha ancora meno titoli per dare lezioni o rimbrotti a chicchessia.
Che i sindacati siano fatti oggetto di critiche anche dure non è sconveniente anzi, se fatte nel verso giusto e in termini costruttivi sono più che salutari. Un conto però sono le critiche altro è la denigrazione quando non l’offesa sul loro operato e sulla loro storia.
Le critiche che infastidiscono di più riguardano l’autonomia del sindacato specie se queste sono mosse da personaggi che nel loro passato hanno agito spesso e volentieri contro l’autonomia dei sindacati e in particolare modo contro l’autonomia della CISL perché intralciava i loro percorsi di basso profilo.
A conferma di ciò, è sufficiente consultare l’ampia documentazione giacente negli archivi della storia sindacale di questa provincia che riguarda il periodo in cui il sig. Contini, sindacalista della CGIL e poi consigliere regionale eletto altrove, e il sig. Del Nero segretario provinciale del PCI, per riscontrare comportamenti, fatti e dichiarazioni probatori del loro operato.
Il sig. Del Nero in particolare, non ha mai fatto marciare nessuno davanti a se, se mai, per dovere di rappresentanza si è aggregato, e qualche volta a “grugno duro”, alle manifestazioni organizzate dai sindacati contro l’insipienza delle istituzioni e dei partiti e non solo quelli al governo, relativamente ai problemi che riguardavano lo sviluppo integrale di questa provincia.
Il sig. Del Nero, si attarda anche ad accusare i sindacati di essere stati condizionati nelle loro scelte da “settori di partito”. Dica quali e per quali ragioni. Dal momento forse, che Lui se ne intende di condizionamenti, probabilmente è infastidito dal fatto che la sua nuova collocazione istituzionale e politica non gli consente più quel tipo di “ginnastica”, che ieri in qualche modo riusciva ad esercitare.
Dovrebbe anche spiegare, il sig. Del Nero come fa ad accusare di mancanza di autonomia decisionale i sindacati, quando questi prima di aderire a qualsiasi mobilitazione dei lavoratori, chiesero e chiedono, come è loro dovere e diritto, di conoscere gli obiettivi e le ragioni vere per cui mobilitarsi.
Prima di rimbrottare altri, forse il Del Nero avrebbe dovuto consigliare al suo Presidente di rispondere agli inviti avanzati dalle organizzazioni sindacali sul merito di quella e di altre questioni sul tappeto. E’ anche una questione etica e di buona educazione.
Ma probabilmente, vista la cultura di cui è ben farcito, abituato com’era a ricevere , eseguire e dare ordini dall’alto, più che ad usare la propria materia grigia in modo autonomo, considera scelta decisionale autonoma quella di obbedienza incondizionata alla chiamata di sua maestà il Presidente della Amministrazione Provinciale, il quale si è attribuito il compito di mobilitare le masse contro il governo centrale, dimenticando di essere lui stesso uno tra i bersagli della protesta.
Questo non è ideologismo, peraltro estraneo alla cultura della Confederazione alla quale sono affiliato, questi sono fatti demagogici che denotano lo scarso livello etico della compagine che sta governando la Amministrazione Provinciale. Un po’ più di rispetto delle persone, delle Istituzioni e delle organizzazioni che tentano di rappresentare al meglio gli interessi particolari della gente, forse aiutano meglio ad affrontare i problemi che assillano queste valli alpine, da troppo tempo depredate di risorse nobili e mal ripagate da uno Stato patrigno e una Regione matrigna.
Valerio Delle Grave

valeriodallegrave@virgilio.it

GdS - 20 II 05 - www.gazzettadisondrio.it
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