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TERRI: “L’impotenza di mezzo mondo
contro l’ottusa applicazione delle regole”

 di Alberto Frizziero

Pubblichiamo la nota inviata dal nostro direttore al quotidiano "Il Giorno":

Sondrio 1.4.2005
“Il Giorno” – Rubrica “Lettere e commenti”

Il Giorno di oggi, QN, a pagina 6 pubblica un articolo di Maria Rita Parsi con questo titolino di commento a fianco della foto dell’autrice “L’impotenza di mezzo mondo contro l’ottusa applicazione delle regole”.
Tre, sintetiche, osservazioni:
1) Cultura anglosassone. Nella cultura latina invece, dall’antico Codice di Giustiniano in poi, esiste il rimedio ad una “ottusa” applicazione delle regole: la consapevolezza giuridica, e quindi “regola” a sua volta, del “summum jus summa iniuria”. Liberamente traducendo: l’applicazione rigida del diritto è la peggiore ingiuria, e quindi effettiva ingiustizia. Questo ovviamente nel caso di un “broccardo”, cioè a dire di questione giuridica difficile da risolversi e non come scappatoia.
2) Cultura anglosassone. Dalla cultura latina invece abbiamo avuto quell’intraducibile parola, concetto sublime, che è la “pietas”. Nella vicenda di Terri, concetto sotto le suola delle scarpe.
3) Cultura giuridica anglosassone. A 15 anni di distanza, con nuova famiglia e figli, il tutore legale di Terri è rimasto il marito (finalmente potrà risposarsi…). In tutta Europa da anni la tutela gli sarebbe stata tolta per ragioni sostanziali ma anche formali, visto quantomeno il gigantesco conflitto di interessi.
I Presidenti degli USA e della Florida, fratelli Bush, hanno fatto bene a intervenire anche se tacciati di interpretare la parte più retriva e reazionaria (gli altri sono quelli dei cosiddetti “diritti civili”?) anche se i sondaggi li avrebbero sconsigliati. Faranno bene, loro ed altri, ad affrontare, anche legislativamente, i problemi che il caso ha posto.

Un breve codicillo: ma se Terri era “un vegetale” per quale strana ragione le sono state praticate le iniezioni di morfina? Lo scienziato che all’inizio dell’900 la isolò la chiamò così dal nome del dio greco Morfeo, dio del sonno e dei sogni. Se “vegetale” la morfina per Terri sarebbe stata sprecata. Non è che servisse perché c’era in qualche medico il dubbio e quindi occorresse evitare che nella prigione della mente i sogni, quelli ancora possibili, diventassero orribile incubo, in condizione simile, seppur inversa, a quella del Conte Ugolino?
Alberto Frizziero

GdS 10 IV  www.gazzettadisondrio.it
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