Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Per il Ministro Maroni occorre tornare, in parte, alla lira. Occorre attenzione perché di Bruxelles sono in tanti ad averne piene le tasche, e non solo in Italia
 di Luca Alessandrini

Intanto in Gran Bretagna... - Come la pensa la gente
Dalla Francia un monito

Intanto in Gran Bretagna...
Il Ministro Maroni ha sollevato un putiferio con la sua idea di tornare alla lira o quantomeno alla coesistenza di lira ed €uro. Le reazioni, ad ampio raggio, non si sono fatte attendere, ed anche autorevoli.
Il commissario Ue per gli Affari economici e monetari Joaquim Almunia ha ritenuto impraticabile un ritorno alla lira ma anche lo stesso Presidente della repubblica Ciampi, moderato nei toni, é apparso rigido sulla sostanza.
Le altre reazioni, in un certo senso, scontate, tutto sommato abbastanza univoche, sia nella maggioranza che nell'opposizione, e critiche nei confronti di Maroni e della sua proposta.
Passati alcuni giorni c’è da chiedersi, cessato lo scontato scenario reattivo, che cosa resta del sasso lanciato dal Ministro del Welfare sostenendo che la moneta unica è parte di un modello europeo che sta fallendo. Non era andato per il sottile: "L'euro è figlio legittimo di un modello europeo di cui assistiamo, con preoccupazione, al fallimento e ritengo che non debba essere scartata l'ipotesi di un ritorno, almeno temporaneo, a un sistema a doppia circolazione".
E' da ricordare inoltre il suo accenno alla situazione inglese. Lè l'€uro non l'hanno voluto, hanno ancora la sterlina, lo scenario mondiale ed europeo é uguale per loro ma loro stanno bene e tutti noi che abbiamo l'€uro, guarda caso, stiamo male.

Come la pensa la gente
Maroni é fine politico, che ha studiato politica a partire dal '69, che le ha provate tutte, compreso l'essere alla guida del Ministero dell'Interno un decennio fa, l'essere opposizione, l'essere di colpo fra i "reietti" nella e della Lega, il tornare in auge, l'avere un compito al Governo tutt'altro che facile. Non é tipo da trovate estemporanee. Allora: scelta deliberata o provocazione, pure deliberata?
Diremo che non importa. Sta il fatto che alla scontata opposizione dello schieramento politico ha corrisposto un atteggiamento ben diverso della gente. Spira un'aria tutt'altro che favorevole all'Europa. Il sentimento di ostilità per l'€uro é evidentissimo e originato dalla spirale dei prezzi, quali ne siano state le ragioni, con analisi controverse ma dato incontrovertibile.
L'insofferenza per Bruxelles si sta diffondendo a velocità crescente.
Gli eurocrati che sfornano a getto continuo, indipendentemente - di fatto - da ogni controllo politico, norme, regole e quant'altro stanno calamitando accidenti in quantità industriale. Che poi a Bruxelles comandino o no, come tanti pensano, multinazionali e poteri finanziari, nessuno può saperlo o dirlo. Certo si é che se non fosse vero perlomeno é verosimile e Andreotti direbbe che si sbaglia a pensar male ma magari si indovina anche.

Dalla Francia un monito
Il voto francese contrario alla Costituzione ha tante componenti ma pochi hanno ricordato che il timoniere del transatlantico che questa Costituzione ha preparato, guarda caso, era proprio un francese (anche se nato a Coblenza, in Germania durante l'occupazione della Renania da parte dell'Esercito francexe) e non di secondo piano visto che si trattava dell'ex Presidente della Repubblica dal 1974 al 1981, il 79enne ValérY Giscard D'Estaing, dal 2003 Accademico di Francia. Decisissimo a non volere che nella Costituzione si mettesse quello che pure é nella storia e cioè le origini cristiane dell'Europa, evidentemente avrebbe fatto meglio ad occuparsi di alzare gli orecchi per cogliere l'aria da Paigi alla Costa azzurra e dalle Alpi ai Pirenei
Francesi, ma anche olandesi. E non é finita.
Il punto é che occorre l'Europa dei popoli e non l'Europa delle multinazionali
Maroni ha colto quest'aspetto. Non basta replicare che se non ci fosse stato l'€uro noi avremmo avuto seri problemi che invece così sono stati scongiurati. E' certo vero, ma oggi questo non basta. E se la ricetta Maroni non va bene se ne tiri fuori un'altra perché il voto francese non ha determinato ma solo evidenziati la malattia,
Che rischia di diventare epidemica.

Luca Alessandrini

GdS 10 VI  www.gazzettadisondrio.it
________________________________
 
 

Torna a Italia e Mondo
                                                 Torna all'indice generale

  Torna alla prima pagina