Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Elettrodotti: via libera al referendum per le servitù sui terreni attraversati
di Amarilli

 


La Corte Costituzionale, Presidente Chieppa - Relatore Marini, con sentenza 30 gennaio - 6 febbraio 2003 44/2003 ha dichiarato ammissibile la richiesta di referendum popolare per l’abrogazione dell'articolo 119 del Regio Decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 - Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici.
Si tratta di tema di particolare interesse per una provincia come quella di Sondrio nella quale corrono 1700 km di elettrodotti, gran parte dei quali ad alta tensione.
Secondo l'articolo citato "Ogni proprietario è tenuto a dare passaggio per i suoi fondi alle condutture elettriche aeree e sotterranee che esegua chi ne abbia ottenuto permanentemente o temporaneamente l’autorizzazione dall’autorità competente".
Altro articolo di cui il referendum propone l'abrogazione é il 1056 del Codice Civile: "Ogni proprietario è tenuto a dare passaggio per i suoi fondi alle condutture elettriche, in conformità delle leggi in materia":
Va ricordato che la Corte di cassazione ai sensi della legge 25.5.1970, n. 352 con sua ordinanza del 9.12.2002 aveva dichiarato legittima la richiesta di referendum popolare, presentata il 23 aprile 2002 da trentadue cittadini

Secondo i proponenti la normativa di cui si chiede l’abrogazione ha favorito un modello di sviluppo energetico basato sulla concentrazione dei centri di produzione dell’energia elettrica e sul trasporto e la distribuzione dell’energia attraverso una rete di elettrodotti di centinaia di migliaia di chilometri, addirittura sovradimensionata rispetto alle effettive esigenze del Paese. L’affermazione di tale modello – dovuta principalmente alla bassa incidenza del costo di utilizzo del suolo su cui sorgono gli elettrodotti - avrebbe di fatto impedito lo sviluppo delle tecnologie di produzione dell’energia ed in particolare di quelle legate alle fonti rinnovabili, cosicché l’abrogazione delle norme sottoposte a referendum porterebbe ad un riequilibrio del mercato tale da favorire l’innovazione tecnologica.
Osservano ancora i proponenti che, secondo una consolidata interpretazione giurisprudenziale, la installazione di nuovi elettrodotti non necessita di autorizzazione edilizia per cui l’abrogazione della normativa interessata dal quesito referendario avrebbe – ad avviso sempre del comitato promotore - l’ulteriore effetto di restituire agli enti locali il pieno controllo del territorio.

La nostra opinione é che il Parlamento verrà chiamato a pronunciarsi in argomento per evitare questo referendum.
Noi abbiamo un interesse diretto, comunque vada: eliminare la selva di elettrodotti diffusi sul nostro territorio. La novità ci aiuta, sempre che non si dorma.
Amarilli

Gds - 18 II 2002 - www.gazzettadisondrio.it

__________________________________________
                       
                          Torna all'indice di "Nostra provincia"

                                             Torna all'indice generale

                                              Torna alla prima pagina

Q