Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Anche  dal Quirinale l’invito a preferire i prodotti italiani. Ma ci rendiamo conto che...
di Alberto Frizziero

 

Il comunicato del 28 luglio - Il Presidente Ciampi - L'esterofilia negli acquisti - Le eccezioni - Nessun ritorno all'autarchia - Cui prodest? - Insistiamo: Legittima difesa, difesa dell’avvenire dei nostri figli

Il comunicato del 28 luglio
Il 20 luglio scorso il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina emetteva un comunicato, pubblicato anche dal nostro giornale, sull’ l’ultima novità dal fronte della concorrenza cinese e cioè l’arrivo persino delle loro mele.
Non c’è solo la Cina. C’è anche l’Est europeo in termini di costo del lavoro. Era stato ricordata la vicenda FIAMM, azienda del Vicentino che produce batterie, clacson ecc. In Italia costo del lavoro: 24 €uro/ora, nella Repubblica Ceca: 7 €uro/ora. L’azienda, per via di questo differenziale aveva quindi previsto la delocalizzazione. Al termine di lunghe discussioni la FIAMM ha rinunciato ad andare all’estero, salvo che per le batterie, in cambio di una serie di concessioni. 310 lavoratori restano, gli altri 130 in CIG, maggiore flessibilità e persino rinuncia della quattordicesima. Un caso, impossibile da generalizzare.
Il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina aveva sostenuto in tale occasione essere indispensabile, nella gravità della situazione attuale e in una prospettiva ancor più negativa senza una forte reazione collettiva, procedere nei modi opportuni ad una campagna generalizzata di sensibilizzazione in difesa del made in Italy, di qualsiasi settore.

Il Presidente Ciampi
Il Presiudente della Repubblica ha autorevolmente invitato i connazionali a preferire i prodotti italiani.

L'esterofilia negli acquisti
Il CCCVa. Sempre nella presa di posizione di luglio, aveva definito disdicevole la diffusione di auto straniere nelle pubbliche amministrazioni, la preferenza data dai consumatori a prodotti agricoli provenienti da migliaia di Km e non si sa bene se e come trattati e, via via, così per diverse tipologie di prodotti. Aveva ricordato che educazione del consumatore vuol dire anche abituare a leggere le etichette, compresi i testi in caratteri micro (qualcuno che snobba le nostre acque di montagna, Levissima, Bernina e Frisia, decifrando l’etichetta dell’acqua preferita ha scoperto che sta comprando quella di pozzo, in provincia di Venezia…). Vuol dire leggere per prodotti ortofrutticoli, carni ecc. la provenienza – e se non c’è scritta, come dovrebbe, informarsi e poi decidere. Vuol dire, proseguendo con gli esempi, che l’olio extravergine mediterraneo potrà costare qualcosa meno di quello nazionale - non vogliamo mettere in dubbio niente -, ma certamente su quello nazionale possiamo avere idonee garanzie.
Qualcuno si é scandalizzato tempo fa seguendo la partita dell'Inter in quanto in campo con la maglia milanesissima nerazzurra c'era, forse, un italiano. La mania dello straniero é stata sempre forte. Se escludiamo Venezia, che però era un altro pianeta, i vari Staterelli italiani, Pontificio compreso, hanno sempre sentito il fascino dello straniero (che po fregava tutti). Andiamo in un ipermercato e vediamo che quel fascino permane tuttora, sia pure in forma diversa. S'é detto celle auto straniere in dotazione di Ministeri, Guardia di Finanza, Enti pubblici vari, intanto che le sorti della FIAT si risollevano - posto che ci si riesca e che qualcuno vada a casa - a lui va l'umana e cristiana pietas che é dovuta a chi sbaglia ma poi l'esser nipote di cotanto nonno come il senatore a vita Gianni Agnelli non ha da essere titolo sufficiente per avere responsabilità nel gruppo dopo aver mancato di responsabilità verso se stesso e la sua famiglia - tutto sommato, sia pure indirettamente, a spese nostre.
Ma guardiamoci intorno. Da anni imperversano, con la spinta di una pubblicità che le fa credere nostrane, delle patatine - con le solite scritte minuscole di ardua lettura per chi non abbia occhi di falco - patatine che vengono da Germania o Francia, come se noi non avessimo in Italia patate, olio, sale, manodopera. E sì che a Castiglione delle Stiviere, che non é oltre confine ma in provincia di Mantova, di prodotti alimentari, fra cui ottime patatine di varie marche, se ne fanno parecchi.
Vogliamo scegliere ricordarci degli interessi nazionali, delle nostre fabbriche, dei nostri lavoratori, dei nostri contadini?

Le eccezioni
Certo, ci sono prodotti e prodotti. Basti pensare ai voli e al loro costo, o magari ai pacchetti turistici e al loro costo. Quando il gap diventa molto forte non si può obiettivamente esortare al karakiri economico. Nessuno seguirebbe. Si tratta di eccezioni. C'é ampio margine nel resto. Con tutto il rispetto per la Florida lasciamo che i rapanelli che ci arrivano da là, restino sui banchi e mangiamo i nostri, ai limiti anche se costano qualcosa di più. E così via.

Nessun ritorno all'autarchia
E’ pur vero che non è pensabile di riesumare la via autarchica dato che il mercato globale è quello che è e anche noi esportiamo prodotti in altri Paesi e la concorrenza è, entro certi limiti, alla base del WTO. Non sono uguali però i vincoli di base, gli oneri ambientali, quelli per il lavoro ecc. ecc.

Cui prodest?
Il CCCVa ricordava nella nota di luglio che la Cina, con una popolazione più di 20 volte la nostra ha molto meno pensionati di noi, e pagati pochissimo, con una incidenza irrisoria sul costo del lavoro, al contrario dell’Italia. Non basta. In Italia Tremonti da anni va ammonendo sul pericolo giallo per la nostra economia sollecitando provvedimenti adeguati ma la gran parte dello schieramento politico non ne ha voluto sapere. Chissà perché. Ci siamo sentiti dire che i dazi non andavano bene ma poi abbiamo scoperto, in pochi, che nella schizzinosa Europa si è ben fatta eccezione per un’ottantina di prodotti su cui sono stati apporti dazi per tutelare questo o quel Paese secondo le diverse produzioni messe sotto protezione. In Italia nulla. Cui prodest questo nulla?

Insistiamo: Legittima difesa, difesa dell’avvenire dei nostri figli
Il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina torna ad invitare, e questa volta con l'autorevole compagnia del Presidente Ciampi,  tutti a quella che risulta essere “LEGITTIMA DIFESA”, difesa soprattutto dell’avvenire dei nostri figli, con una collaborazione di tutti perché la posta in gioco è altissima.
Cerchiamo il più possibile e usiamo il più possibile prodotti italiani|
CCCVa - Comitato Cittadini Consumatori Valtellina
Alberto Frizziero

GdS 10 X 2005 - www.gazzettadisondrio.it
_______________________________________     


                                 Torna all'indice generale

                                 Torna a indice editoriali

                                 Torna alla prima pagina