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Far pagare gli interventi dell'elicottero del 118?
di CCCVa

Il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina di Sondrio ha diffuso la seguente nota:

Sondrio 20.8.2005 prot. CCCVaag05elicottero

Agli Organi d’informazione – Loro sedi
A quanti d’interesse – Loro Sedi

"LA PROVOCAZIONE"
Gli interventi dell'elicottero vanno pagati.
L'intelligente provocazione - che tale non é proprio perché intelligente e sensata - di Popi Miotti, condivisa dall'assessore provinciale Crosio, pone il dito sulla piaga. C'é una serie di interventi che rappresentano uno spreco vero e proprio. Chi riceve la segnalazione va, ovviamente per evitare il peggio. Ci sono casi per i quali l'eliintervento é risultato provvidenziale. Ci sono altri che si rivelano, dopo, non indipensabili, e altri ancora determinati da imperizia di chi va a cacciarsi nei guai trascurando cose elementari come equipaggiamento adatto, minima conoscenza della zona dove ci si avventura, localizzazione della posizione quando si entra nel bosco, traguardando punti fermi, valutazione delle condizioni metereologiche ecc..
Il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina, dopo le ferie approfondirà il problema. Vale la pensa di richiamare alcuni precedenti che, pur dopo molti anni, potrebbero essere ancora utili oggi.

L'INIZIO
Nel 1977 chi scrive aveva concesso l'autorizzazione per l'hangar di Elitellina, forzando le norme per via del pubblico interesse e con il conforto dell'intero Consiglio Comunale e del Prefetto. Era morto assiderato (d'estate) poco tempo prima un ragazzo in Valfurva rimasto imprigionato nei sassi del torrente. Il tempo di correre a cercare i soccorsi e a questi di intervenire e non c'era stato più nulla da fare. In qualche rara occasione era arrivato un elicottero dell'esercito, due o tre da Bolzano, una volta da Linate. Il bormino Sassella aveva avviato questa attività, che lo avrebbe portato via anzitempo qualche anno dopo a Chiareggio per un cavo aereo che aveva tranciato il rotore posteriore (l'elichetta di coda).

C.M. UNICA: I PRIMI SOLDI
Chi scrive, allora oltre che Sindaco del capoluogo anche Presidente della Comunità Montana unica, nel 3° e 4° Programma, febbraio 1977, inseriva, pagina 89, il punto 11.6.4.7. Capitolo 11, Progetti - Progetto 6, Servizi Sociali - Settori 4 - Protezione Civile 7.
Tal quale:
"Altro punto degno di essere sottolineato é quello he riguarda la protezione Civile.
Ogni anno assistiamo a fatti incresciosi in cui per mancanza di tempestività di intervento si perdono vite umane.
Ciò accade in particolare modo per quanto riguarda il soccorso alpino ove un intervento adeguato e tempestivo potrebbe, nei casi di incidenti in montagna, per turisti, ma anche per lavoratori, salvare la vita agli infortunati.
In considerazione di questo problema e constatato che esistono iniziative per una soluzione che richiedono naturalmente adeguata sperimentazione, appare doveroso per un Ente come la Comunità Montana classificare interventi di questo tipo tra quelli aventi carattere di servizio e per i quali appare non soltanto utile ed opportuno ma doverosa l'assunzione di precise responsabilità".
Nella scheda finanziaria compariva il primo stanziamento: 5 milioni, pari a poco meno di 17 ore di volo dell'0elicottero, ma, ove ci fosse stato bisogno, non sarebbe mancata l'integrazione secondo necessità. Per inciso non tutti i 205 membri dell'Assemblea e anche i circa 130 membri della maggioranza erano d'accordo. Il discorso fu chiuso giusto perché uno dei contrari, abbastanza autorevoli, invitò chi la pensava come lui a lasciar perdere le obiezioni, con la curiosa motivazione che siccome era "uno sfizio del Presidente" era anche giusto, trattandosi di soli 5 milioni, di dir di sì...
Non era uno sfizio. Il discorso fu ripreso dal Presidente successivo Garbellini e portato avanti dall'ultimo Presidente della CM unica Benetti.

ALLORA: CHI AVREBBE DOVUTO PAGARE E CHI NO
Eravamo all'avanguardia e dopo una prima fase in cui il costo era tutto sulle spalle dei locali i ottenne il contributo regionale. Il progetto era però più ampio. Lo schema che incontrava il maggior gradimento era quello di eliservizi di pronto intervento gratuiti solo per tre categoria di utenti: residenti anagrafici in Valtellina, residenti in Valtellina per lavoro non temporaneo, villeggianti registrati. Gli altri avrebbero dovuto pagare. Si prevedeva però la possibilità di un'Assicurazione che chiunque venisse in Valle poteva sottoscrivere per un importo modesto, 10.000 lire, valevole per l'anno in corso.
Se non si procedette oltre é solo perché il servizio venne avocato a sé da parte della Regione Lombardia.

CHI DOVREBBE PAGARE E CHI NO
Come detto all'inizio é necessario riflettere in argomento. Appare comunque evidente che i casi effettivamente gravi, urgenze o situazioni complesse, debbano essere esenti da costi. Per altri malanni fisici, per i quali può essere opportuno ma non indispensabile il soccorso aereo, un adeguato ticket. Per una serie di altri interventi, ad esempio di gente che si perde andando per funghi o in posti non conosciuti, se non si ha la copertura assicurativa si paga l'intero costo dell'uscita dell'elicottero.
Si tenga conto infatti che nel momento in cui l'elicottero é fuori per raccogliere qualche imprudente potrebbe esserci la necessità di interventi urgentissimi di vita o di morte quando contano anche i pochi minuti.
In conclusione: bene ha fatto Popi Miotti a scagliare il sasso. Bene anche l'arch. Crosio che ha raccolto subito l'argomento.
Facile immaginare che il cammino non sarà né facile né breve: E' comunque giusto avviarsi su questa strada anche, casomai, con soluzioni graduali.
Per il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina:: Alberto Frizziero

cccva@email.it - gazzettadisondrio@email.it - www.gazzettadisondrio.it

GdS  10 IX 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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