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Servizi pubblici: da utente a cliente
a cittadino-cliente

di Alberto Frizziero

Regione: approvata la legge sui servizi pubblici - La valutazione di Bordoni, relatore - Da utente a cliente - Occorre un altro passo: da cliente a cittadino-consumatore - Diritti e doveri del cittadino-consumatore - La nuova legge va in questa direzione -  Pubblica amministrazione al servizio del cittadino - Servizi e costi - Considerazioni conclusive

regione: Approvata la legge sui servizi pubblici
Attendevamo per la pubblicazione di questo articolo l'approvazione del Consiglio Regionale per non fare una esercitazione teorica che poi magari venisse inficiata da qualche modifica in zona Cesarini della legge citata, modifica che non c'é stata. E non va sottovalutato il fatto che vi sia stato larghissimo consenso sul provvedimento, un fatto di questi tempi raro se non rarissimo!
Al via dunque la riforma delle public utilities che riordina la gestione del settore energia (elettrica, gas), i rifiuti, il sottosuolo e le risorse idriche.
Il testo unico per l'ambiente sancisce la libertà di scelta degli Enti Locali che si riappropriano dei poteri di indirizzo, vigilanza, organizzazione e controllo sui servizi.

La valutazione di Bordoni, relatore
"Questo provvedimento - spiega l'ing. Gianmaria Bordoni, che é stato il relatore del PdL - coinvolge aspetti vitali della vita dei cittadini. La Regione riafferma il diritto di ogni cittadino ad avere prestazioni di qualità in ogni punto del territorio lombardo. Non dimentichiamo che i settori interessati dal provvedimento toccano da vicino il portafoglio dei lombardi".
Proprio il meccanismo di assegnazione dei servizi rappresenta la novità più significativa della riforma, in quanto è previsto, da un lato, il mantenimento delle reti e degli impianti in capo agli Enti Locali, che sono chiamati a gestirli in modo da garantire qualità ed estensione dei servizi. Dall'altro, l'erogazione delle prestazioni potrà, a scelta degli Enti Locali, essere curata direttamente da questi ultimi attraverso le proprie aziende o essere posta in gara.
"Abbiamo fissato - prosegue Bordoni - regole più efficaci per la gestione dei rifiuti per raggiungere l'obiettivo di integrare le politiche ambientali con le politiche d'impresa. Pensiamo ad esempio all'espansione dei trattamenti di recupero e riciclaggio con la riduzione, entro il 2005, del 20% dei rifiuti avviati allo smaltimento in discarica per arrivare, al 2010, all'obiettivo del 60% di rifiuti recuperati".
Il settore energetico risente in questo momento della mancanza di un mercato veramente libero e la legge approvata oggi dal consiglio mira a uscire da questa paralisi garantendo l'effettiva concorrenza, incentivando il risparmio energetico, razionalizzando e rendendo più efficienti i servizi ai cittadini.
La tutela del sottosuolo prevede la sua valorizzazione da parte degli Enti Locali per ospitare in modo razionale i diversi servizi pubblici locali e non.
Le risorse idriche della Regione verranno gestite a livello di Ambiti Territoriali Ottimali, non più necessariamente corrispondenti ai confini provinciali, ma riferiti ai bacini idrogeologici. Le autorità d'ambito, costituita dai rappresentanti degli Enti Locali, governeranno il servizio idrico integrato attraverso il concerto di una pluralità di gestori, tra i quali salvaguardati dalla legge.
"Abbiamo previsto - conclude Bordoni - un programma degli interventi infrastrutturali, un piano finanziario e un modello gestionale e organizzativo. Il provvedimento ha riscosso l'apprezzamento dei Comuni, delle Province e delle imprese che operano nel settore: riconosce agli Enti Locali la capacità di governance delle politiche per l'ambiente e apre le porte alle imprese che meglio sapranno rispondere alla domanda di qualità ed economicità dei servizi".

Da utente a cliente
Nei servizi pubblici esisteva - in molte parti e in alcuni settori esiste ancora - il fornitore del servizio, pubblico o privato non fa differenza, e l'utente.
Utente, cioé chi usa il servizio, quasi sempre alla mercé, per così dire, del "principe", spesso e volentieri inerme in situazioni che lo coinvolgevano.
Da qualche anno erogatori di servizi pubblici hanno apportato una modifica importante: da utente a cliente. Va osservato che in qualche caso é stato così anche nella sostanza ma in pratica si é trattato più di una questione di marketing se non d'immagine. C'é voluto del tempo perché la cosa cominciasse a concretizzarsi e a diffondersi e magari anche a far capire alla struttura, specie ai collaboratori a contatto col pubblico che se l'utente, come prima considerato, era un soggetto passivo, il cliente va trattato in modo diverso.
C'é chi non l'ha ancora capito. Facciamo l'esempio di Trenitalia, erede delle Ferrovie dello Stato. Sarebbe sbagliato negare notevoli passi avanti compiuti ma ancora oggi, ad esempio, spesso e volentieri nel caso di inconvenienti - che possono succedere: statisticamente con migliaia di treni che circolano ci possono essere guasti o anche incidenti - Trenitalia non ha ancora capito, o fatto capire alla sua struttura, che una cosa importantissima é la comunicazione, quasi mai sufficiente e in ogni caso, quando c'é, assolutamente tardiva.
Un gradualmente diverso habitus mentale e alcuni provvedimenti come l'introduzione della carta dei servizi hanno comunque dato corpo a questo passaggio da utente a cliente.
Non basta

Occorre un altro passo:
da cliente a cittadino-consumatore

Occorre un altro passo: da cliente a cittadino-cliente. Nel caso di servizi pubblici, quali che siano, l'azienda erogatrice non ha lo stesso rapporto che ha un'impresa commerciale, appunto, con il proprio cliente. Non lo ha per due concomitanti ragioni:

1) Innanzitutto l'azienda - o il Comune per i servizi gestiti in economia - opera in condizioni di privativa. Non ha come l'impresa commerciale la concorrenza di altri per cui é stimolata a offrire prestazioni, trattamento, costi tali da mantenere la clientela. Se sono insoddisfatto del prestinaio, dell'idraulico, dell'elettricista cambio. Non posso farlo per l'acqua, il gas, la luce ecc.
2) Secondariamente l'azienda eroga i servizi a coloro che ne sono i padroni, sia pure magari per via indiretta. Il cittadino-consumatore é, di fatto, un azionista che, come tutti gli azionisti, opera per delega sia pure in modi diversi rispetto al diritto privato.

Diritti e doveri del cittadino-consumatore
Il salto di qualità che questo diverso status comporta potenzialmente esalta i diritti dell'ex cliente ora cittadino-consumatore, ma impone anche doveri.
Niente "res publica res nullius". La cosa di tutti non é "di nessuno", in parte é anche mia e quindi devo trattarla come tratto le mie cose personali. Una nuova corsa di bus, per fare un esempio - non teorico ma effettivamente successo in provincia e concluso positivamente con serietà - la si fa se c'é un'ampia esigenza. Non la si fa se é per due o tre persone, come magari in tante parti ove il rigore non era quello valtellinese si é anche fatto tanto tutto andava nel calderone...
Maggiori diritti ma presa di coscienza contestuale.

La nuova legge va in questa direzione
Va obiettivamente rilevato che la nuova legge va in questa direzione. La previsione di numerosi strumenti di tutela é una garanzia esplicita. Citiamo sinteticamente l'Osservatorio, il contratto di servizio, la carta dei servizi, una serie di norme e infine il Garante, questa figura simbolo e sintesi dei cittadini-consumatori.
Al riguardo una nostra proposta: Garante non persona singola, ma collegio e in esso la presenza del Difensore Civico Regionale (o suo delegato), di uno provinciale (a proposito: come mai non é stato istituito in Valtellina?), e di uno comunale.

Pubblica amministrazione al servizio del cittadino
Andare nella direzione accennata significa fare un passo avanti nel rapporti con i cittadini-consumatori.
In vacanza sulla Costa Azzurra in una puntata nella vicina città di Frejus - e alla tragica diga di Malpasset di cui abbiamo scritto tempo fa, articolo leggibile sulla "Gazzetta" - di fronte alla splendida basilica notammo alcuni avvisi sull'esterno del Municipio, ma in particolare quello degli orari per il pubblico. Erano 8-12.30 14-18.30. Sabato orario ridotto, ma uffici aperti. In fondo la perla: "Etat civil toujours ouvert". Esempio di pubblica amministrazione, scritta con iniziali minuscole, al servizio del Cittadino, scritto con iniziale maiuscola. Da noi la Banca ora apre anche al sabato ma gli uffici no. Chi ha bisogno di certificati, pratiche ecc., sia pure oggi fortunatamente ridotti con la semplificazione dell'autocertificazione - si pensi all'assurdità burocratica di neanche tanto tempo fa della durata limitata a tre mesi del certificato di nascita, come se dopo tre mesi potesse cambiare la data di venuta al mondo! - ha una sola via: un permesso dell'azienda o dell'ufficio oppure una giornata di ferie. Questa non é una pubblica amministrazione al servizio del cittadino. Lo sarebbe se, come in Francia, fosse disponibile anche il sabato, a costo anche di pagare un giusto supplemento da destinarsi ai dipendenti in servizio tale giorno.

Servizi e costi
Tornando ai pubblici servizi importante il problema dei costi.
Che sia pubblico o privato l'erogatore fondamentale resta il riferimento al costo industriale, ovviamente dando per acquisita la qualità del prodotto. qualità che vuol dire tante cose. Taluni servizi, oppure i servizi a talune fasce di cittadini, sono suscettibili di tariffe o prezzi politici per elementari considerazioni d'ordine sociale. All'utente o il cliente poco importa, per il cittadino-consumatore le scelte al riguardo debbono essere trasparenti, chiare. Lo toccano da un lato come consumatore ma dall'altro come azionista.

Considerazioni conclusive
Fra qualche giorno il provvedimento approvato sarà pubblicato sul B.U.R. e quindi sarà legge. Non é che subito dopo cambierà tutto. Saranno necessari diversi provvedimenti attuativi per cui ci vorrà un certo tempo perché si vada a regime. Notiamo comunque che da subito, per quel che riguarda la provincia, ci sono due novità rilevanti.
Per quanto riguarda l'acqua i Comuni avranno del tempo davanti prima di assoggettarsi ad una gestione integrata del ciclo delle acque (e più di così l'Europa non avrebbe consentito).
Per quanto riguarda i rifiuti cessa, - almeno formalmente in quanto già prima era stato previsto al Pirellone che i nostri dovessero andare a Valmadrera... - l'obbligo di smaltirseli ciascuno a casa propria, vale a dire nella propria provincia.
Cose importanti, come si vede. Come importante, a nostro avviso, é stato l'apporto del cons. G. Maria Bordoni che é stato non solo il relatore ma l'anima di questa legge, lui con le esperienze fatte alla Presidenza dell'ASM di Sondrio, nella CISPEL oltre a quella professionale. Sul piano dei contenuti ma anche su quello politico visto che é stato possibile coagulare tutti i gruppi politici del Consiglio Regionale. Da valtellinesi ci fa piacere. Abbiamo ancora, guarda caso, il senso di appartenenza e lo spirito di identità che ci fanno suscitare un intimo compiacimento - che non manchiamo però di esplicitare pubblicamente - ogni volta che un figlio di questa Regione Alpina, in qualsiasi settore, dà testimonianza della serietà delle genti dell'Adda e della Mera....
Alberto Frizziero

GdS 28 XI 03  www.gazzettadisondrio.it
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