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I DISASTRI IN VALMALENCO - Le montagne: Natura da rispettare o da sfruttare?
di Alessandro Fossati e Nota del Direttore

                          Come sempre la verità sta nel mezzo...

Come sempre la verità sta nel mezzo. Se avessimo lasciato le nostre amate montagne in uno stato completamente "vergine" sarebbe ben difficile per chiunque goderne la bellezza e apprezzarne la pace e l'armonia.
Pensate a montagne senza strade, senza rifugi, senza impianti di risalita..... bellissime ma per pochi o ... pochissimi.
Siamo tutti d'accordo che il turismo e' una fonte di ricchezza per la popolazione residente ed anche per i turisti stessi ma chi frequenta la montagna ha ben presente che vi sono limiti da non superare indipendente dal fatto che sussista la tutela di parchi Nazionali o il tutto sia affidato al semplice buon senso delle amministrati locali.
Purtroppo in questi ultimi anni le nostre montagne sono state interessate da operazioni che, sotto mentite spoglie, hanno depauperato le montagne e notevolmente indisposto i molti turisti.
Per non essere generico porto qualche esempio (tutti relativi agli ultimi 18 mesi!) relativo alla Valmalenco, da me frequentata e ben conosciuta da molti anni:
• S. Giuseppe, località "Ca'rotte": costruzione strada (larghezza 6mt!!) lungo il fiume Mallero (ufficialmente una pista da fondo … ma quella già c’era e nessuno ha mai sentito l’esigenza di quadruplicarne la portata).
• Chiareggio, località “Pian del Lupo”: costruzione strada fino alla località Forbicina (un ponte, in fase di costruzione, presenta "spalle” in cemento armato sufficienti al transito di camion pesanti!!)
• Località "Ponte" (Lanzada): costruzione di una strada di collegamento con "Cima Sassa" con pesante disboscamento e conseguente aumento rischio di frane e smottamenti (certo che i possessore delle Baite nelle zone suddette saranno molto grati a chi ha autorizzato la costruzione ....)
• Località "Campo Moro" (Lanzada): costruzione di una strada in direzione della Valle Scerscen con distruzione della prima parte del magnifico sentiero per il Rifugio Musella, e relativo pesante disboscamento. Questa strada e' stata sottoposta a sequestro giudiziario (peccato che il fatto sia accaduto quando l'opera é ormai ad un passo dal compimento! lascio a chi legge immaginare come finirà).
• Caspoggio (zona Seggiovia verso S.Elisabetta): dopo un disboscamento “selvaggio” ed ingiustificato (qualche anno fa) guarda caso quest’anno e’ apparso il primo pezzo di una strada. Unico sorvegliante l’immagine di “Don Bosco” con la sua cappellina….. Unico “bosco” sopravvissuto alla motosega e alle successive ruspe … per ora.
• Caspoggio, Località Piazzo Cavalli: Pur avendo piste da sci magnifiche inutilizzate (vedi pista “Dosso dei Galli”) a causa di una cattiva gestione e conseguente chiusura degli impianti per problemi di vecchiaia e normative di sicurezza, si è provveduto a disboscare ulteriormente per rendere più larghe le già enormi piste “Del sole” e “Baby”

Francamente in meno di due anni i risultati sono spaventosi... e, personalmente non credo alla buona fede di chi ha autorizzato certe operazioni.
Ma il disboscamento per costruire strade e case non é l’unica cosa che non funziona: ricordo anche le pratiche dell'Eliturismo (Giro del massiccio Del Bernina, 5'-10' di elicottero da Campo Moro). Ho assistito personalmente al continuo volo dell'elicottero per un’intera mattinata ed il successivo pomeriggio.... sperando che, oltre ad arrecare forte disturbo a Escursionisti e animali, non recasse disturbo pure a fronti ghiacciati pronti a staccarsi .....
Dalla parte dei turisti che amano le Montagne e i loro abitanti (leggasi stambecchi, scoiattoli, marmotte ecc..) si schierano leggi che vietano lo sci alpinismo sulle piste da sci (certo ... non porta molti soldi alle case di chi gestisce gli impianti ma non fa alcun danno né a chi scia in pista né agli animali) ma non vietano l'Elisky e le motoslitte (sebbene, forse, queste ultime abbiano subito una seppur minima regolamentazione).
Vorrei fare notare alle amministrazioni tutte che in Italia il turismo in montagna è circa 11% del totale (contro un 75% del turismo Marittimo). Se volete perdere ancora quote proseguite su questa strada... anzi su queste strade visto quante sono ormai....
In fondo le montagne della svizzera e dell’Austria non sono poi così lontane e sono certamente belle e soprattutto molto più rispettate (a volte anche molto più economiche presentando pacchetti turistici interessanti ed intelligenti rivolti anche a famiglie con bambini!).

Questa lettera non vuole essere uno sfogo ma un appello perché non solo si fermino gli scempi e sia dato più respiro all’Uomo, ma perché si cancellino e riparino gli scempi fatti. Ci vorranno anni, perché costruire é più difficile di distruggere, ma sarebbe certo un segno positivo …
Segue una simbolica lista di firme (molti me lo stanno chiedendo ma non ho il tempo né la pazienza per raccoglierle veramente)
Cordiali Saluti
Alessandro Ing. Fossati (e famiglia)
Seguono: Cremonesi Dott. Paola, Razzetti Ing. Luca, Anna Sala, Covini Dott. Paolo, Giovenzana Sandra

NOTA DEL DIRETTORE
Questa lettera é stata inviata agli organi di informazione provinciali in buona sostanza nella speranza che qualcuno la pubblichi.
Noi la pubblichiamo perché è giusto che le idee che circolano arrivino alla superficie, si diffondano in modo da essere valutate e confrontate.
Se hanno fondamento c’è la possibilità di intervenire, di sollecitare, di criticare se nulla succede; se non hanno fondamento si fa giustizia di voci che spesso circolano a vanvera.
Se, come spesso succede, la realtà non è tutta bianca o tutta nera ma presenta sfumature diverse di grigio è possibile valutare, distinguere, precisare.
Venendo alla lettera che pubblichiamo fa piacere la considerazione iniziale, ben diversa dai recenti interventi di Marco Vitale e di Legambiente sull’Alta Valle. Non tutti quelli che arrivano in questi oltre 200 km di Alpi, vera e propria “Regione alpina”, come da definizione del prof. Quadrio Curzio, si rendono conto che oltre a chi arriva per passare i dieci giorni, o magari il week-end, tanti solo la domenica, c’è magari anche della gente che in questi monti vive 365 giorni all’anno, 366 nell’anno bisestile e da questi monti deve trarre quanto serve per vivere. Questo vale per gli impianti di risalita, questo vale per le piste da sci, questo vale per le cave, questo vale per i capannoni industriali, artigianali, commerciali, questo vale per le strade, certo anche in e di montagna.

Questa Regione alpina di 320.000 ettari ne ha la metà sopra i 2000 metri dove per ragioni naturali si può trovare solo episodicamente qualche albero. Negli altri 160.000 ettari, dove cioè il bosco può crescere, ce ne sono oltre 100.000 strapieni di piante che solo dei poveri ignoranti di cose della montagna ritengono intoccabili e non da tagliare. Venti o trent’anni fa erano 90.000… Per risanare il bosco oggi ci sarebbe bisogno di tagliare qualche centinaio di migliaia di piante, in modo razionale, come era abituata a fare la gente un tempo perché sapeva guardare anche al futuro, non proprio ma dei figli visti gli anni che ci vogliono perla crescita arborea. Detto questo, ribadiamo che é iniquo e colpevole abbattere anche una sola pianta senza che ve ne sia effettivo bisogno.

Ciò premesso diamo uno sguardo alla situazione.

Dopo un periodo in cui la tentazione di fare, con le poche risorse disponibili e molto volontariato, tanti tracciolini fu parecchio forte, complessivamente la situazione è andata regolarizzandosi anche per tipologie costruttive, cautele idrogeologiche, cure manutentive.

Resta il dato di fondo che vale sia nel fare che poi nel gestire, sintetizzabile con l’espressione latina “est modus in rebus”.
La situazione esposta dall'ing. Fossati andrebbe analizzata punto per punto. Lo faranno magari altri; noi ci limitiamo al caso della pista di fondo che era indispensabile.

Chi scrive da almeno un quarto di secolo d’inverno mette gli sci e sale sino a Chiareggio e fin in fondo a Forbesina. Un tempo non c’era nessuno, poi l’Alberto Cometti decise di tenere aperto il baita dei Pini anche d’inverno mentre Lenatti, “Bianco”, istituì il servizio di slitte a cavalli. L’ideale per una vallata come quella di Chiareggio, regno della natura incontaminata, in un ambiente eccezionale. Ma le slitte non ci sono più. Il Bianco tenne duro, lavorando lui e collaboratori, come bestie, alzandosi ben prima dell’alba per sistemare la strada, per un riporto di neve e via dicendo. Ma le slitte non ci sono più. Non bastano esortazioni o decreti, occorre che ci sia un sia pur minimo ritorno economico. Dov'erano gli amanti della natura? Al posto di motoslitte o gatti delle nevi c'era l'ecologicissima slitta a cavalli da poter utilizzare per incentivare quel turismo ecologico di cui tanti parlano. Dov'erano quegli ambientalisti? Tutti, anche amici personali, sulle piste di sci, quelle con gli impianti di risalita... Rara eccezione qualche fondista e qualche sci-alpinista.

Torniamo a noi. Si andava e si va ancora a Chiareggio per la strada, e in condizioni difficili per via del passaggio del gatto delle nevi e delle motoslitte, solo quelle per il trasporto persone perché le altre hanno orari rigidi, che salgono al ristorante o anche a case private.
Non é vero che c'era un'altra pista. Quella alternativa alla strada che era stata fatta qualche anno fa nella zona di Senevedo, sì stretta, sì rispettosissima del bosco, era quanto di più impraticabile ci potesse essere, per pendenze e ristrettezza della sede nel pieno del bosco con conseguente presenza di ghiaccio. Una pista del genere, in salita, é riuscita a rompere i nostri sci!

Vedremo quest’inverno la nuova che oggi si presenta non nel migliore dei modi per il fatto di essere ancora fresca e quindi senza il recupero vegetativo che poi verrà.
Sta comunque il fatto che era assolutamente indispensabile.
Aggiungo che, da habituè della zona, sarei d’accordo per pagare, magari anche solo con un’offerta a discrezione dei fondisti da utilizzare per finanziare preparazione e manutenzione della pista stessa.
E, alla prima neve, si potrebbe fare una bella inaugurazione, senza nessuna pompa magna ma solo con tante presenze, ing. Fossati e suoi amici compresi. Si può andare a Chiareggio anche senza sci, a piedi.

Per il resto, casi vari segnalati, in ogni caso la parola a chi volesse intervenire.
Nota del Direttore


GdS 10 IX 04 - www.gazzettadisondrio.it
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