Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

L'URLO E L'ENFASI, OVVERO L'ITALIA DI OGGI
di Alberto Frizziero

 
   La ragione per la sostanza, non per i decibel - Biscardi - Borrelli - Politica


LA RAGIONE PER LA SOSTANZA NON PER I DECIBEL
Una volta si diceva che tanto più sono valide le nostre ragioni e tanto meno dobbiamo alzare la voce per sostenerle. In casi-limite parlano addirittura da sole, nel silenzio più totale, con la sola eloquenza dei contenuti.
Oggi invece si urla, in un crescendo di decibel, o, per stare ai giornali, si titola vistosamente, sempre con enfasi.
C'é il Consiglio Comunale di un piccolo paese, e nasce la discussione su qualche aspetto della vita della comunità, generalmente con le critiche dell'opposizione nei confronti della Giunta. La sostanza e il dibattito meriterebbero un titolino a due colonne. No, quattro o cinque colonne e spesso e volentieri compare il termine "bufera", quasi una costante nonostante poi che il termine non rientri nel linguaggio corrente della gente. Una normalissima discussione con normalissime critiche dei consiglieri di minoranza vengono fatte assurgere al ruolo di "turbine con pioggia, neve, grandine" (definizione del Palazzi).
Se fosse solo questo...

BISCARDI
Biscardi
Non è stata una bella innovazione, qualche anno fa, il processo calcistico di Biscardi. Oggi Mosca, che con i suoi interventi urlati e (apparentemente) sguaiati aveva segnato quel tempo, appare un dilettante a fronte di tanti che sulle televisioni cosiddette “locali” (ma che in realtà raggiungono un territorio con svariati milioni di persone) fanno a gara nell’urlo, a censurare innanzitutto l’arbitro e poi questo o quel giocatore, certe volte meritevole di impiccagione per aver svirgolato un tiro in porta.
Non tutti sono così. Basti l’esempio dell’ex giocatore Serena che commenta le partite in perfetta coerenza con il suo cognome, e cioè serenamente, al punto di rimproverare aspramente un collega cronista che era esploso contro un giocatore avversario per quello che lo stesso Serena ha definito “un normale falletto di gioco”. Ma è l’unico, o quasi, dato che gli altri non si chiamano Serena e non sono affatto sereni. Sicuramente l’enfatizzare ogni passaggio, immedesimandosi con il più accanito tifoso, giova all’audience perché tanti si ritrovano in questo modo di fare, per cui l’arbitro è per definizione “cornuto” se fischia, non importa se a ragione, contro la propria squadra. Se poi la cosa è di tutta evidenza allora viene un altro ragionamento: “sì questa volta il fallo c’era, ma tre mesi fa quando contro la Juve (o la Roma, o il Milan ecc., dipende dalla squadra di cui si è tifosi…) c’è stata una situazione di questo genere lui non ha fischiato…
E così poi gli arbitri, gli allenatori, i giocatori, i dirigenti delle squadre, i giornalisti vengono influenzati dal clima
Se la moviola venisse usata come per il calcio, poniamo, per il Papa, apriti Cielo! Ha stortato la bocca quando parlava quello e diceva…, si è pizzicato il naso, ha guardato in quella direzione e quindi…, si è stufato, si è arrabbiato, e così via...
Tutto per fare audience, per cercare di acquisire consenso, a poco prezzo s'intende, e per giunta di quello che non dura, che non può durare posto che ci sia. Il vero consenso nasce dalla riflessione non dall'emotività.

BORRELLI
"Resistete, resistete, resistete"
Non si è sottratto al richiamo delle moderne sirene dell’urlo e dell’enfasi neppure il Procuratore Generale della Repubblica di Milano dr. Borrelli. Contenuto in fatto di decibel, di portamento elegante, affabile nei modi, le sirene lo hanno attratto nelle loro dolci spire sulla sostanza.
Il suo triplice “Resistete, resistete, resistete”, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Milano è stato certamente lontano mille miglia da quel che si attende da una persona investita di altissima e dedicata responsabilità.
Non censuriamo la sostanza, senza entrare nel merito quindi, sottolineiamo l’abito indossato, quello di moda, da iscritti al Club dell’urlo e dell’enfasi..

POLITICA
Figurarsi se poteva sottrarsi al clima da corrida la politica!
Parlano tutti. Naturalmente chi usa un linguaggio riflessivo, chi espone concetti é un perdente in partenza. Lo scoop viene da chi esce in qualche espressione fuori misura, o da chi usa anche solo sfumature diverse da un collega della stessa parte o della stessa Istituzione.
Il caso del conflitto in atto fra mondo sindacale e Governo é emblematico.
Si dirà che ci sono grossi problemi di sostanza. In parte é vero, in parte no.
Abbiamo visto situazioni ben più complesse nel tempo trascorso, quando era in auge la cosiddetta "Prima Repubblica" - di cui oggi quando se ne parla é solo per parlarne male, un falso storico con il peccato di omissione di troppi che per pavidità non rivendicano i meriti, che magari essi stessi avevano concorso a determinare! -. Ebbene più di una volta un dibattito accesissimo, in tempi in cui la contrapposizione aveva in parte una matrice mondiale, si é improvvisamente sciolto come neve al sole. Non per una novella illuminazione sulla strada di Damasco, ma perché capita molto spesso che forma e sostanza si miscelino, e sia la forma a creare il clima di corrida. Quel clima che radicalizza le posizioni e che impedisce la mediazione, elemento essenziale per qualsiasi sintesi di Governo. Questa é l'essenza della politica, che, pur con problemi che tutti abbiamo riscontrato, ascrivibili però all'ultimo periodo, aveva piena cittadinanza nella cosiddetta "Prima Repubblica".
VOLEEETE SMEEETTEERE DI URLAAARE, PEEER FAAAAVOOOREEE?????
Tutti, e non solo i politici.
***

GdS 28 III 02
                                      Torna a Italia e Mondo
 
                                                 Torna all'indice generale

                                                  Torna alla prima pagina