Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

2- La politica in PROVINCIA - quello che altrove non si legge
di Alberto Frizziero

 
Premessa - Le ultime - Il silenzio delle Forze politiche - E la cultura?


PREMESSA
Quello che contraddistingue il dibattito politico non é un confronto ma uno scontro ormai quotidiano, talora pesante e duro.
E' tale la situazione che appare difficile per qualsiasi commentatore, in particolare se non é schierato, esprimere le sue valutazioni in modo tale da essere ritenute obiettive, anche se lo sono, nell'ambito naturalmente del possibile e dell'umano.
Una critica non già sul Governo bensì su provvedimenti o iniziative del Governo induce a catalogare, o meglio magari ad additare un commento come la voce dell'opposizione. Una critica non già all'Ulivo, o sue costituenti, ma a fatti o iniziative dell'Ulivo induce a catalogare, o meglio magari ad additare un commento come la voce del centro-destra.
Siccome i commenti politici di chi scrive in anni, anzi in lustri, di presenza sugli organi di informazione della provincia rappresentano una tradizione di obiettività, quantomeno di ricerca dell'obiettività, non temiamo di essere additati in questo o quel modo.
Cerchiamo in questo modo di dare un, sia pure modestissimo, contributo all'analisi politica avendo come destinatari non già gli addetti ai lavori bensì l'uomo della strada, il cittadino che poi farà le sue di valutazioni, con la sua testa. Vale su ogni scacchiere. Vediamo quello provinciale.

LE ULTIME
Innanzitutto le ultime. Qualche giorno fa l'ex Presidente della Provincia Dioli in una conferenza stampa ha illustrato la pagella, secondo lui, della Giunta guidata dal sen. Tarabini. Pagella impietosa, con voti che usavano nella scuola iperselettiva di mezzo secolo fa e oltre. Zero sull'autonomia, due per le acque e per i rifiuti e poi, voto migliore, tre per le infrastrutture.
Nessuna intenzione di entrare nel merito, né pro né contro, ma itentare analisi politica della situazione.
Il Presidente della Provincia ovviamente non é intervenuto. Lui stesso infatti dichiara di non avere feeling con giornalisti e giornali, pur avendo nel suo curriculum qualche anno di direzione politica del Corriere della Valtellina.
E' intervenuto solo il suo vice, on. Scherini, con una lettera indirizzata ai mass-media (non la pubblichiamo per la ragione che l'ha inviata solo ai giornali stampati e non a quelli on-line come il nostro). A qualche fervido sostenitore del Presidente Tarabini la risposta non é proprio piaciuta. Non tanto per quel che sostengono - a nostro avviso questo conta meno - e cioé che se si interviene all'insegna, nella sostanza, del "fatti e non parole" non bisogna limitarsi  alle parole ma soffermarsi sui fatti. Qualche citazione - si osserva - appariva indispensabile visto - si sostiene ancora - che un po' di fieno in cascina é stato pure messo, e si citano ad esempio alcune cose positive, non messe in dubbio neppure dall'opposizione, come, anche qui per fare solo degli esempi, centrate dall'assessore Rudini in agricoltura e nell'ambiente o dall'assessore Pini.
Le critiche più incisive sulla risposta vengono dalla frase, testuale "Voglio solo rassicurare,ma credo non ve ne sia bisogno, i miei convalligiani che a breve seguiranno quei fatti concreti che non necessiteranno di ulteriori commenti, per la cui predisposizione si é lavorato intensamente in Giunta, nelle commissioni ed in Consiglio". In proposito é stato osservato, - e per quanto ci riguarda vale il detto che ambasciator non porta pena -, che in questo modo implicitamente Scherini va a dare ragione a Dioli. Se i risultati arriveranno a breve vuol dire comunque che finora non ce ne sono stati, con la Giunta che é in carica da tre anni non da tre mesi...
Per quanto ci riguarda non si tratta di sottilizzare su un'uscita indubbiamente poco abile, ma di trarne spunto per considerazioni pi§ pregnanti, al di fuori e al di sopra della dialettica politica di parte.

IL SILENZIO DELLE FORZE POLITICHE
Quello che fa specie infatti, in questa occasione ma anche in analoghe situazioni precedenti, é il silenzio totale delle forze politiche che pure politicamente rispondono di fronte agli elettori di quanto fanno, nel bene come nel male, i loro rappresentanti nelle Istituzioni. In primis il silenzio dei Popolari Retici visto che viene messo in discussione proprio il loro leader storico. Poi degli alleati, Forza Italia che ha il maggior peso nella colazione, AN e CCD pure presenti in Giunta. Un silenzio che potrebbe essere letto - anche se poi le ragioni sono diverse e le vedremo - come una mancanza di solidarietà e una rinuncia alla tutela dei propri uomini.
Il fatto che non sia così é dimostrato da quanto avviene nell'opposizione. Sono sostanzialmente Dioli e il Sindaco di Sondrio Molteni, con periodici inserimenti di qualche altro personaggio, a tenere sotto tiro il centro-destra.
Non quindi un confronto politico tra le forze politiche ma un confronto dialettico ad opera di alcuni personaggi dell'uno e dell'altro schieramento, oppure battitori liberi come, pur diversi tra loro, Tremonti e Violante spesso sulle pagine dei giornali, facendo più opinione di quanto gli addetti ai lavori non credano, come si vedrà alle prossime elezioni nel capoluogo.
Le forze politiche paiono essere ridotte al semplice ruolo di mediazione interna e a quello, alle scadenze, di movimenti elettorali.
Con tutto quello che si é detto e scritto dei Partiti, giova ricordare cos'erano, almeno nella nostra provincia. La DC, ad esempio, era arrivata ad avere più di cento sezioni, nelle quali periodicamente, chi più e chi meno, si tenevano incontri e riunioni su problemi locali e nazionali. Attivi anche PSI e PCI in particolare. Intensa l'attività degli altri organismi, sino alle direzioni provinciali che tenevano praticamente riunione fissa settimanale. Aggiungansi i convegni, gli incontri provinciali e zonali di amministratori, la venuta da fuori di personaggi ecc.
In altri termini alta l'attività di informazione e di formazione nonché intenso il rapporto centro-periferia e viceversa, con un radicamento reale nella società. Importante il rapporto tra il livello politico e quello amministrativo, in modo bidirezionale. Da un lato il livello politico aveva - e dovrebbe avere anche oggi dato che le elezioni non sono una serie di fatti personali ma un grande evento politico - la possibilità di controllo della linea seguita dagli amministratori nelle Istituzioni. Non al punto di entrare nel merito amministrativo dei problemi fermandosi all'impatto di natura politica che le scelte amministrative di maggior spessore potevano, e possono, avere. Dall'altro il livello politico era, e dovrebbe essere, in condizione di schierarsi con i propri amministratori a tutela loro e anche della posizione politica allorché il termometro del confronto con gli avversari segnala condizioni febbrili.
E' vero che l'evoluzione dell'ordinamento, in particolare con la elezione diretta, ha accentuato il ruolo delle persone, ma resta un problema di equilibrio. Si é visto in giro per l'Italia che quando un Sindaco uscente o un autorevole personaggio della società civile scendono in campo con loro liste dirette, in genere la risposta dell'elettorato é positiva ma entro certi limiti, non proprio modesti ma comunque non risolutivi. Il bravo sindaco uscente vince se ha una larga base politica (partitica o meno). Così come si vede che non basta la posizione politica, salvo zone di fortissima prevalenza di uno schieramento, per vincere ma occorre ad essa abbinare una scelta autorevole per quanto riguarda il candidato da proporre agli elettori.

E LA CULTURA?
Ultima considerazione quella relativa alla cultura. La cultura é alimento della politica. Il dovere di partecipare al reggimento della cosa pubblica non si esercita soltanto con l'impegno militante in politica o in quello amministrativo. Essenziale é il confronto delle idee, tanto più valido se operando su un piano strettamente culturale esso risulta privo, comunque in buona parte, da condizionamenti strumentali.
Vale se si tratta di discutere sulle strategie, sul tipo di sviluppo, generale o settoriale, vale se si tratta di questo o quel problema più marcatamente operativo.
In questa provincia non sono mai mancate le idee, non é mai mancato il dibattito, in vari modi e varie sedi, con un apporto importante dato dalla stampa, sulla scia di una tradizione che parte dall'ottocento e che ha prodotto grandi risultati.
Ebbene mentre la società civile registra importanti risultati di soggetti o persone di Valtellina e Valchiavenna per quanto riguarda il settore in generale politico e nello specifico quello amministrativo si registra una caduta verticale del dibattito, una scarsissima circolazione di quelle idee che dovrebbero essere alimento quotidiano per chi opera nelle Istituzioni.
Intellettuali in vacanza permanente, salvo poche isolate eccezioni, con l'ulteriore negativo risultato che in questo modo non si favorisce la crescita e l'emergere di energie nuove.
Non c'é una ricetta taumaturgica per cambiare le cose ma quantomeno prendiamone coscienza. E poi, se queste note, espresse da una posizione di assoluta obiettività, al di fuori e al di sopra di qualsiasi logica di parte, fossero non condivise, si manifesti il dissenso, totale o parziale. Se questo non vi fosse un primo risultato sarebbe stato raggiunto. Se vi fosse e venisse espresso un primo risultato sarebbe ugualmente raggiunto.
Alberto Frizziero

GdS 8 IX 02 - www.gazzettadisondrio.it
                                      Torna a Italia e Mondo
 
                                                 Torna all'indice generale

                                                  Torna alla prima pagina