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Uno sciopero generale contro LA Finanziaria, ancor prima che diventi legge! E ALTRO.
 di Ernesta Aloisi Pulimanti

 
Riceviamo e pubblichiamo:

Sciopero
Ritengo che sia la prima volta che viene proclamato uno sciopero generale contro una Legge Finanziaria, ancor prima che questa sia pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Certamente è vero che il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito ma è altrettanto vero che nella congiuntura economica mondiale in cui siamo, prima di preparare uno sciopero sarebbe meglio capire se è il caso di farlo, oppure no.

Fra alcuni anni non ci sarà più un vero italiano in Italia
Ecco: ormai è davanti agli occhi di tutti noi la diminuzione della popolazione italiana. Io ho tre figli (ormai adulti) ma secondo calcoli statistici in Italia abbiamo in media un figlio a famiglia, mentre, come sembra, per conservare nel tempo la consistenza della popolazione ogni famiglia dovrebbe avere un numero di figli doppio dell’attuale, cioè 2 figli. A me pare che la stampa e soprattutto i politici non abbiano fatto leva su due elementi che potrebbero aiutare a migliorare la situazione.
Il primo è di carattere ideale e di orgoglio: andando avanti di questo passo fra alcuni anni non ci sarà più un vero italiano in Italia. Ci si consola dicendo che la popolazione italiana rimane costante per merito degli immigrati. A prescindere che non è certo che tutti gli immigrati attuali rimarranno per sempre in Italia, basta pensare agli emigrati italiani nel mondo che, se possono, rientrano in Italia. C’è da domandarsi se questi immigrati vorranno veramente amalgamarsi con noi, o non preferiranno, come mi risulta avvenga per buona parte dei turchi in Germania, rimanere separati e ancorati alle loro tradizioni. La seconda considerazione è che i politici italiani sono i primi a non dimostrarsi consapevoli della gravità del problema: i provvedimenti finora adottati a favore delle famiglie che mettono al mondo figli sono ridicolmente insufficienti.

Le case editrici dovrebbero pensare ad invogliare i piccoli lettori
Io sono mamma di tre figli (Mario, Antonella e Stefano) ed adesso sono diventata tre volte nonna (del diciottenne Gabriele e dei piccoli Alessandro, di 10 anni e Serena, di 7 anni) e chi meglio di me può parlare di pediatri ed educatori? Ma sì, lasciatemi dire qualcosa in merito, perché effettivamente un po’ di esperienza ce l’ho!
Lo predicano editori e bibliotecari.
Lo dice il buon senso. Leggere ad alta voce una fiaba ai più piccoli fa bene a tante cose: stabilisce un profondo contatto emotivo tra genitore e figlio, riappacifica, fa scoprire ai bambini, e agli stessi adulti, il piacere della lettura.
Già, ma quale libro scegliere? Il problema a questo punto è come raccontare una storiella ai nostri figli. Ed io, avendo vissuto direttamente questa esperienza posso, se me lo consentite, esporre il mio pensiero su questo argomento, anche perchè la mia esperienza di mamma la sto, ora, cercando di utilizzare nei confronti dei miei tre nipoti. A offrire una risposta a noi genitori e nonni con l’ansia di sbagliare e figli e nipoti pronti a divorare tutto, ci hanno pensato, in questo Natale 2004, le case editrici che ci presentano il meglio della loro produzione editoriale: libri morbidi di stoffa e di peluche, cartonati, libri con i buchi e tridimensionali, adatti per i bambini più piccoli, insieme a filastrocche, scioglilingua e le storie dei personaggi più amati, dalla Pimpa a Spotty, ma anche pubblicazioni per bambini più grandi ed anche per ragazzi. E se non si ha tempo di entrare in biblioteca, niente paura. Diversi kit, vere e proprie librerie ambulanti, oltre a riempire le librerie più famose, sono stati consegnati in questi giorni natalizi ad asili nido, ludoteche e studi pediatrici. Forse, però, le case editrici dovrebbero pensare ad invogliare i piccoli lettori (futuri lettori adulti) non solo in queste feste natalizie, ma in tutto l’anno. E, per prima cosa, dovrebbero ridurre i prezzi dei libri, che ultimamente sono lievitati un po’ troppo (forse anche per colpa dell’euro, chissà!).

Questo fastidioso €uro
Sono già quattro anni ormai che la lira è stata sostituita dall’euro. E questo cambio di moneta, dalla lira all’euro, quanto disagio, quanto scompiglio, quanti problemi ha provocato per tutti noi, e sta ancora provocando. Il governo di allora (quello di D’Alema tanto per intendersi) sapeva benissimo che questo era un modo infallibile per incrementare l’inflazione, anche se ipocritamente affermava il contrario (corre l'obbligo, per la verità delle cose, di dire che questo é inesatto; in secondo luogo che qualsiasi Governo ci fosse non c'era altro da fare; in terzo luogo, se fossimi rimasti fuori se oggi marca male avrebbe marcato malissimo! NdR) . Prodi, l’uomo che sorride, non ha immaginato, quando faceva la bella pensata di introdurlo al posto della lira, il disagio enorme che questo cambio avrebbe provocato specialmente negli anziani, ancor più degli altri vittime di truffe e raggiri? Eh già, ma gli anziani non contano, basta vedere come non vengono puniti i delinquenti che li aggrediscono e li scippano. Gli anziani non sono nessuno, è meglio lasciarli morire suicidi, in solitudine, come tanti casi in questi giorni e magari con in più la disperazione di aver avuto più difficoltà degli altri a gestire, in questi quattro anni, questo fastidioso euro.
Ernesta Aloisi Pulimanti

GdS - 20 XII 04 - www.gazzettadisondrio.it
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