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LA BUFALA SU PAOLO CACCIA DOMINIONI
di Marino Amonini

 
Riceviamo e doverosamente pubblichiamo la simpatica nota di Marino Amonini che, per chi non lo sapesse é la esemplare voce ufficiale degli aklpini valtellinesi con una pratica giornalistica di lungo periodo.
Non siamo riusciti a venire a capo del come si é prodotto l'equivoco e chi ne é "responsabile". Si sa che le vittorie hanno molti padri ma non così avviene per le sconfitte. In ogni caso, pur capitando di rado, non é la prima volta che si sbaglia qualcosa ma in compenso assicuriamo che ci capiterà ancora di sbagliare. L'errore, ahimé, é un dato statistico e saggezza vuole, con Sovrate, che si tengano i piedi per terra vedendo le cose con realismo! NdD

Caro Friz,
andandomi a rileggere alcuni pezzi della tua Gazzetta informatica colgo una bufala che ritengo, per l'onore del tuo giornale e dell'informazione debba essere corretta. "ONORE AI VALTELLINESI: PAOLO CACCIA DOMINIONI, EROE DI EL ALAMEIN".
In questi ultimi mesi mi sono occupato di lui per aver allestito a Palazzo BIM una mostra che voleva rivelare ai valtellinesi in generale ed ai sondriesi in particolare due progetti davvero significativi.
Ha quindi avuto modo di ragionare a lungo sul personaggio con l'arch. Roberto Romegialli, co-progettista, amico fraterno dell'Uomo, come titola la splendida e rara monografia che documenta la sua straordinaria, intensa e longeva personalità.
Ho avuto anche il piacevolissimo onere di accompagnare da e per Milano la figlia, contessa Anna, (per mi Anna e basta!) e quindi ulteriormente arricchirmi di aneddoti, risvolti caserecci, e comunque di un profilo umano ulteriormente appassionante.
Figura sicuramente leggendaria PAOLO CACCIA DOMINIONI di Sillavengo, purtroppo non ha nulla di valtellinese, se non le sue frequentazioni per i suddetti progetti.
Quel sacripante di .... (omissis sul collega) ha imbastito una topica clamorosa su .... (omissis sul giornale) e tu l'hai presa per buona (la figlia Anna leggendola alla mostra ha avuto un sussulto signorilmente celato da una risata).
“Paolo Caccia Dominioni, conte e barone, 14° Signore di Sillavengo, è nato a Nerviano, in provincia di Milano, il 14 maggio 1896, figlio di Carlo, Regio Ministro Plenipotenziario, e di Bianca, dei Marchesi Cusani Confalonieri, entrambi milanesi di Milano.”
Così scrive l’interessato sulle proprie origini.
Trascorre i primi anni della sua infanzia in Francia, in Austria-Ungheria, in Tunisia ed in Egitto al seguito del padre, diplomatico in carriera; tornato in Italia, a 17 anni, nel 1913 si iscrive al Regio Politecnico di Milano frequentando il primo anno la facoltà d’ingegneria.
Il secondo anno lo segue al Politecnico di Palermo per essere più vicino alla famiglia che vive a Tunisi dove il padre è Console Generale d’Italia.
Questa è la sintesi della genesi di Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo, che era solo cugino del ramo, in parte valtellinese, di Annibale, già Sindaco di Morbegno e poi megapresidente della BPS.
Analoga parentela per il novantenne architetto Luigi, insigne figura che ha firmato Biblioteca E.Vanoni, chiesa di S.Giuseppe e complesso di via V°Alpini a Morbegno ed il Tempietto di Cosio.
Concludo invitandoti a vedere la ripetizione della mostra PER I NOSTRI ALPINI, a Morbegno dal 24 al 31 gennaio 2004 presso il Museo di Storia Naturale.
Augurandoti serenità e letizia, invio un cordiale saluto.
Marino Amonini

kikiamo@tin.it

GdS - 28 XII 03 - www.gazzettadisondrio.it
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