Serafico, dimostrando ancora una volta quello che abbiamo già scritto e cioè che alla sua competenza tecnica cossisponde altrettanta incompeten<a politica, il Ministro Padoa Schioppa ha dichiarato che lui non c’entra con la questione “Speciale”, uscita solo in Consiglio dei Ministri. In altri termini paternità di chi presiedeva il consesso, ovvero Prodi. E due. Dopo avere messo alla berlina il suo Viceministro Visco, come dimostriamo nell’articolo precedente, adesso butta la palla al Presidente del Consiglio. Se per caso andasse avanti la questione delle accuse al generale Speciale vedrete che troverà il modo di dire che con le accuse formulate in Senato, ancorché se lette da lui, non c’entra visto che sono stae fornite da altri, all’msegna della migliore tradizione del “io non c’ero e se c’ero dormivo”. In realtà dopo l’ultimatum, giustificato, di Di Pietro le dimissioni di Visco erano inevitabili (per molto, molto meno si erano dimessi da Ministri Calderoni e Scaiola), ma ovviamente i DS facevano muro. La scappatoia “all’italiana” fu quella di accettare la rinuncia “spintanea“ (prorot attenzione in sede di correzione: è giusta SPIntanea, non sostituire la “i” con la “o”) alle deleghe per la Guardia di Finanza. Volere o no sarebbe stata letta dall’opinione pubblica come un’umilizione del viceministro di nome ma Ministro di fatto. E allora due correttivi. Il primo definire la rinuncia come “temporanea” (il non-senso del pudore ha contagiato anche i comportamenti non sessuali), il secondo a farla pagare anche al Comandante della Guardia di Finanza. Odore di carognata. E allora uso del vecchio detto “promuovatur ut amoveatur”. Pare in un primo tempo addirittura con l’onore della scelta fra Consiglio di Stato e Corte dei Conti e poi, dopo essersi trovati con uno “dalla schiena dritta” che le dimissioni non le dava, scelta autonoma di mandarlo alla Corte dei Conti, dove si controlla anche il Governo, non tanto per avere libera la poltrona del Capo della Guardia di Finanza quanto per poter dire pari e patta. Via Visco (peraltro temporaneo), via Speciale (definitivo). Proverbi a iosa, dal “fare i conti senza l’oste” a “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” ma anche, vista la novità di cui sopra, “chi la fa l’aspetti”. Conferma comunque di quanto già scritto nel precedente articolo: “ofelée, fa el tò meste”. Il centro-sinistra paga, Berlusconi gode. Prodi sorride, La sinistra estrema cresce (si son trovati i parlamentari delle sue varie famiglie, e ci sarebbe da dire dei suoi vari Dico, ed erano fra deputati e senatori ben 150). Per il Premier tutto va ben madama la marchesa… Ne parliamo il 10 luglio. Alberto Frizziero www.gazzettadisondrio.it – 10 VI 07 – n. 16/2007, anno IX° |