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CARO-RIFIUTI in provincia
I puntini sulle "i"

di Alberto Frizziero

 


Premessa: si tratta di un testo inviato ai Sindaci e ad altri responsabili della provincia di Sondrio oltre che ai mass-media. e pertanto viene pubblicato in "contributi" per via del carattere personale.
Per quanto riguarda il giornale, pur avendo il testo, quello che dovrebbe essere il definitivo, si attende la pobblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo licenziato dal Consiglio dei Ministri di giovedì 12, con il quale viene attuata la Direttiva Europea in materia di rifiuti 31/1999, citato al punto 3.6 della nota seguente

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Sondrio 14 dicembre 2002
IL CARO-RIFIUTI Nota per Sindaci, amministratori e quanti di interesse

1. LE DICHIARAZIONI
2. I COSTI
3. PREMESSA (e il “ritocco delle tariffe”)
4. “MANCATO ACCORDO CON ALTRE PROVINCE”
5 LA VIA DA TENTARE
6 POLEMICHE


1. LE DICHIARAZIONI
Fra i molti interventi di amministratori sulla questione rifiuti, o meglio, del “caro-rifiuti”, sul settimanale “La Provincia di Sondrio”, ho letto oggi la – eufemismo - sorprendente dichiarazione del Presidente della Comunità Montana di Valchiavenna Severino Gadola. Tal quale: “Conoscendo bene la realtà SECAM posso affermare che l’aumento delle tariffe non è che la conseguenza dell’incapacità delle Amministrazioni precedenti”. E ancora: “Oggi facciamo i conti con l’inerzia generata dalle scelte assunte a suo tempo da Dioli e Frizziero, che tre anni fa avevano già proposto un ritocco delle quote. Sapevano che la discarica di Saleggio era destinata alla chiusura, ma non hanno cercato un accordo con altre Province”.
Il Presidente Gadola dice di conoscere benissimo la realtà SECAM ma evidentemente non conosce neppure gli atti che sarebbe bene consultasse prima di rilasciare dichiarazioni avventate che suonano offesa (non penso a malafede ma ad ignoranza delle cose; è per questo che nella secca nota che gli ho inviato ho precisato di attendere le sue scuse con le quali considererei l’incidente chiuso).

2. I COSTI
Dato che la preoccupazione dei Sindaci, che devono poi far gravare questi costi sui loro amministrati, è quella di dover pagare per ogni kg di RSU 345 lire, rispetto alle 125 di Saleggio, è bene fare alcune precisazioni, utili anche per il futuro, con la massima serenità e con la disponibilità soprattutto a qualsiasi confronto, in qualsiasi sede, su qualsiasi argomento relativo al periodo di mia Presidenza SECAM, a un tavolo senza polemiche ma pieno di atti ufficiali.

3. PREMESSA (e il “ritocco delle tariffe”)
Io fui chiamato, con somma sorpresa, a guidare la SECAM in periodo molto difficile, senza candidature alternative da parte di nessuno, come soluzione “istituzionale” e non “politico-partitica”. Non voglio allungare – sarebbe necessario molto spazio – questa nota con i grossi risultati ottenuti, ma se occorre chiarire resto totalmente disponibile per illustrarli, non a parole ma sulla base degli atti.
Una sola eccezione, visto che Gadola – cui in proposito consiglio la lettura della mia nota del 11.3.2000 al Presidente della Provincia - cita “il ritocco delle tariffe”.
Vorrei ricordare:
3.1 intanto che non era per spese ma per accantonamento di risorse;
3.2 in secondo luogo esso discendeva dal non aver potuto chiudere l’annosa e pregressa questione della bonifica post-mortem di Saleggio – ignorata nella convenzione originaria nonostante la legge - per l’opposizione della Provincia (fu chiusa dal nuovo Consiglio SECAM con una soluzione sostanzialmente equivalente a quella messa a punto dai nostri consulenti, avv. Butti e avv. Venosta, sulla base di quanto indicatoci da Collegio Sindacale, Società di attestazione, Società di revisione);
3.3.in terzo luogo ricordiamo che era toccato a noi accantonare i 2 miliardi, non noccioline, ci cui alla delibera 14.2.1995 della Giunta Provinciale, mai prima accantonati;
3.4 in quarto luogo che avevamo dovuto provvedere sul bilancio a rimediare. Stanziando i relativi fondi, all’errore contabile pregresso per l’omissione che vi era stata dell’indennizzo al Comune di Teglio.
3.5 Non è finita. Si dimentica però i vantaggi che erano venuti ai Comuni per l’inizio dell’attività delle piattaforme (salvo in Bassa Valle, per decisione regionale negativa sulla localizzazione).
3.6 Infine, per le connessioni indirette con i costi, vorrei ricordare il Decreto Legislativo approvato giovedì scorso dal Consiglio dei Ministri. Guarda caso noi ci eravamo mossi, guardando un po’ al di là del naso, proprio nello scenario che nei prossimi giorni, dopo la pubblicazione sulla G.U., diventerà legge….

4. “MANCATO ACCORDO CON ALTRE PROVINCE”
L’affermazione di Gadola è destituita di ogni fondamento. Non penso a malafede ma falso resta.
Prima però di entrare nello specifico ha da essere ricordato quello che pare dimenticato da tutti, nonostante che questo sarebbe motivo primo ancora oggi per pensare a soluzioni più economiche per lo smaltimento: la scelta della Regione.
4.1 La Regione nella sua programmazione aveva stabilito l’autosufficienza di ogni bacino provinciale, escluso Sondrio per la limitatezza dei quantitativi da smaltire. I RSU di Sondrio avrebbero dovuto confluire a Lecco (impianto SILEA di Valmadrera).
4.2 Quella stessa Regione che aveva prescritto questa destinazione approvava però il Piano Rifiuti di Lecco – cito a memoria, sulla base dei vari incontri fatti da noi con SILEA – per una potenzialità di Valmadrera intorno alle 90.000 tonnellate.
4.3 Dopo l’adozione a Lecco, effettuate le verifiche, avevamo comunque segnalato subito alla Provincia di Sondrio che, a nostro avviso, questo limite impediva la realizzazione di quanto la stessa Regione aveva indicato, perché la somma di Lecco e Sondrio andava ben oltre le 90.000 tonnellate.
4.4 Nei nostri incontri, “tecnici”, SILEA aveva dato la disponibilità per ogni soluzione, anche di partnership per l’ampliamento, del resto in programma, di Valmadrera, subordinando però ogni decisione alle scelte dell’Autorità politica.
4.5 Nell’incontro Province di Sondrio e Lecco, SECAM e SILEA emerse, sulla base del Piano Rifiuti, e a certe condizioni, la disponibilità ad accettare, in convenzione, circa 5/6000 tonnellate di nostri rifiuti che in pratica poi avrebbero potuto arrivare a 8/9000, parte soltanto della nostra produzione. Vedere verbali.
4.6 Tutti i tecnici interpellati, e di questo tenore le valutazioni anche in Federambiente, escludevano, vista la ridotta produzione di RSU, soluzioni impiantistiche locali economicamente compatibili. Si era persino analizzata una nuova tecnologia, detta “dei siluri”…
4.7 Si presero anche contatti, a livello adeguato, con Brescia. Ovviamente in modo strettamente riservato (anche per l’imminenza di elezioni e poi perchè nessuna Provincia accoglie a braccia aperte la richiesta se non convenientemente preparata). Comunque sia, emerse la disponibilità a ricevere, anche entro breve tempo, tutti i rifiuti in discarica con un costo di circa 200 lire/kg.
A livello tecnico si intravidero le condizioni però per una ipotesi di soluzione con un costo d’incenerimento di pochissimo superiore a quello di Saleggio. Scelta naturalmente subordinata al placet dell’Autorità politica per la quale era stata individuata una strategia complessa, condizione essenziale per puntare a positivi risultati. Non posso dire che il risultato sarebbe stato raggiunto. Ho ragione di ritenere che una positiva conclusione sarebbe stata molto probabile.
Perché non si andò avanti? Per quanto ci riguarda per il semplice fatto che in assemblea il voto sul bilancio fu positivo da parte dei Comuni che avevano pagato nel 1999 a S.EC.AM.: 4 miliardi, 193 milioni, 163mila e 396 lire, pari al 62,96% (per il NO il 29,77%, astensione il restante 7,27%), ma non passò per via del voto degli altri soci, quelli che non hanno il problema dei costi. E noi ce ne andammo. Ometto, volendo mantenere la serenità, l’altra ragione, sempre locale ma non dipendente da noi o da SECAM.

5 LA VIA DA TENTARE
Qual’era questa strategia? Non ne parlo, per senso di responsabilità. Per quanto stranamente avversata, anche se allora sarebbe stato più facile, o meno difficile, arrivarci, la via indicata conserva tuttora a mio avviso attualità (anche se ci rendiamo conto che le spinte per il business dell’impianto di incenerimento, presumibilmente da localizzare a Sondrio, unica vera soluzione per utilizzare il teleriscaldamento, dopo le elezioni di primavera, sono molto forti. Business, per inciso, che verrà poi fatto dalla solita multinazionale e non da aziende locali,,,).
Non varrebbe la pena, quantomeno tentare questa via, nel modo complesso indicato, anche a costo di aprire una grossa vertenza?
Appare inaudito che in Valtellina, che fornisce alla Regione quasi i nove decimi dell’energia localmente prodotta, di alto valore perché pregiata (punte e potenza), si debbano pagare i rifiuti cifre quali quelle oggi indicate e, domani, quelle che si prospettano, enormemente superiori a quelle pagate dai cittadini delle due province confinanti.
Non credo che questo sia accettabile, oltre che dai cittadini, dai Sindaci siano essi di centro-destra, siano essi di centro-sinistra, o, come me, politicamente a casa loro.
Il principio di sussidiarietà, il concetto di solidarietà non valgono per i rifiuti?

6 POLEMICHE
Ho rivolto un appello pubblico al Sindaco di Teglio perché, sia pure a due condizioni comprensibili, consenta il completamento di Saleggio facendo risparmiare i valtellinesi e aumentare gli incassi del suo Comune.
Rivolgo un appello a tutti gli amministratori (per Gadola c’è solo la via delle scuse) per allentare il clima, sia pure comprensibilmente, polemico, dato che se questo resta risulta più difficile perseguire una soluzione accettabile.
Cordialità
Alberto Frizziero

GdS - 18 XII 02
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