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E' uscito nelle librerie italiane "Argentina. Paese dei paradossi"
di Micaela Bracco - Daniele Marconcini

 
Riceviamo e pubblichiamo:

E' uscito nelle librerie italiane "Argentina. Paese dei paradossi",
ultima opera della giornalista italo-argentina, María Seoane.
Un'analisi dell'Argentina di oggi e di ieri, attraverso un secolo di  storia Buenos Aires - E' appena uscito in Italia il suo ultimo libro,
"Argentina. Paese dei paradossi", editrice Laterza.
María Seoane, scrittrice italo-argentina, editorialista del quotidiano Clarín, arriva di nuovo alle stampe italiane con un nuovo sorprendente ritratto del suo Paese. Da Borges a Perón, dalla democrazia mancata ai desaparecidos, fino alla crisi economica e politica che ha flagellato il gigante latinoamericano negli ultimi anni. Un'analisi dei problemi e delle speranze dell'Argentina di oggi, dei paradossi che hanno contraddistinto oltre un secolo di storia , scritta da una delle penne più conosciute dell'America Latina.

"Il mio libro cerca di spiegare la vita dell'Argentina durante il XX° secolo, la sua cultura, la politica, l'economia, la società e i suoi miti - racconta da Buenos Aires María Seoane, di origini italiane da parte materna -. Ho cercato di descrivere i paradossi che hanno caratterizzato la sua identità dalla nascita del Paese, con l'arrivo degli immigrati e la 'conquista del deserto' argentino, fino ad oggi, passando attraverso il populismo, i colpi di stato, i despaparecidos e il ritorno alla democrazia.
Una democrazia senza dubbi taciturna. Oggi tutto il mondo e gli argentini stessi si domandano come un Paese ricco di risorse alimentari, naturali e umane, che cominciò il ventesimo secolo in condizioni prodigiose, possa averlo terminato con la peggior crisi della sua storia, con milioni di poveri e uno dei deficit più grandi del capitalismo moderno".

Scrittrice di saggi politici e testi di attualità, María Seoane ha dedicato gran parte dei suoi libri al racconto degli eventi cruciali che hanno segnato la vita dell'Argentina di ieri e di oggi. Tra i suoi testi più conosciuti, "La noche de los lápices", il saggio "La patria sociedad anónima", "Todo o nada", biografia del più importante capo della guerriglia degli anni '70, Mario Roberto Santucho, "El burgués maldito", biografía de José Ber Gelbard, ex ministro di Perón, i saggi "El dictador: la historia secreta y pública de Jorge Rafael Videla" e "El saqueo de la Argentina" edito nel 2002, fino al recente "Argentina, el siglo del progreso y la oscuridad", pubblicato quest'anno in Argentina, Spagna e Italia.
"L'Argentina è un paese molto complesso - spiega la Seoane affrontando i temi portanti dell'analisi socio-politica proposta dal suo ultimo libro - è stato il prodotto del dominio coloniale inglese e dell'arrivo di massa di poveri immigrati europei.
Ha una capitale 'europea' grande cinque volte l'Italia, una classe media potente, ma oggi impoverita, un'elite dirigente colta, amante dell'Europa, che però in passato contribuì a costruire una repubblica conservatrice e oligarchica, che utilizzò i colpi di stato militari per conquistare il potere a discapito del governo popolare, dell'yrigoyenismo e del peronismo.
Il governo di Perón segnò infatti un momento di generale benessere dello Stato argentino, trasformando la struttura industriale del Paese, ma fu un periodo breve. Credo che una delle principali cause di instabilità dell'Argentina moderna, sia dovuta alla presenza di élite dirigenti che usarono la legge a proprio beneficio, trasformando lo Stato in un bottino di guerra. In questo senso il golpe militare del 1976, di Videla e del Ministro dell'economia Martínez de Hoz, fu il peggiore tra quelli subiti dall'Argentina, non solo perché diede inizio alla scomparsa e all'uccisione di molti argentini, ma anche perché permise lo sviluppo di un modello neoliberalista indubbiamente tragico ".

Argentina dei paradossi politici, ma anche delle conseguenze oscure e
inaspettate di controverse dinamiche economiche, frutto doloroso di quello che la Seoane descrive nel suo ultimo libro come il risultato di un liberalismo senza regole: "Un neoliberalismo di tal genere si sviluppò in Argentina sotto i governi di Videla e Menem, caratterizzato dalla globalizzazione economica degli anni '90 che portò ad un'apertura massiccia dell'economia del Paese, distruggendo la sua struttura industriale, portandolo ad una disoccupazione che passò dal 6% del 1975 al 19% del 1995.
Oggi si contano almeno 50 poveri per ogni cittadino considerato ricco .
Videla sostenne il suo modello economico con un indebitamento massiccio del Paese, mentre Menem continuò la politica del suo predecessore con la vendita delle imprese pubbliche e soprattutto con l'imperdonabile vendita ai privati della YPF, l'impresa petrolifera statale. Nessun Paese serio al mondo avrebbe venduto le sue risorse energetiche, Menem lo fece attraverso l'uso della corruzione politica più grande che l'Argentina possa ricordare".

Nata a Buenos Aires nel 1948, in passato è stata una tra le firme di
importanti testate come UnomásUno e El Universal in Messico, El Periodista de Buenos Aires, Noticias e del quotidiano Sur in Argentina. Dal 1993 è redattrice della sezione Politica del quotidiano di Buenos Aires, Clarín. Ha vissuto per un anno, in 'esilio', in Italia, a Farigliano, in provincia di Cuneo e a Torino, in Piemonte. Un breve ritorno alla terra dei suoi avi, avendo lontane origini italiane, da parte di madre: "I miei bisnonni materni arrivarono in Argentina da Cosenza, nel 1865. Per questo motivo ho dedicato il mio ultimo libro all'Italia. Ho tanti amici italiani, ma soprattutto mi sento culturalmente italiana . La famiglia di mia madre era molto numerosa e per questo fu molto più presente di quella paterna, di origine spagnola".

"Argentina. Paese dei paradossi" è stato pubblicato in queste settimane
in Italia dalla casa editrice Laterza. Ma per la Seoane questo non è il suo debutto in Italia: il primo libro della scrittrice tradotto in italiano fu infatti La noche de los lápices (La guerra dei lapis), pubblicato nel 1986 da Editori Riuniti. In passato ha ricevuto il Premio Internacional de Prensa Rey de España e diversi riconoscimenti per le sue opere letterarie e giornalistiche, dal Premio Cortázar della Cámara Argentina del Libro al Premio Rodolfo Walsh dalla Facultad de Periodismo y Comunicación de la Universidad Nacional de la Plata.
Micaela Bracco - Daniele Marconcini

micaelabracco@velocom.com.ar

GdS - 20 X 04 - www.gazzettadisondrio.it
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