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Violenza negli stadi: l pannicello caldo
di
Gianni Toffali

 

Riceviamo e pubblichiamo:

Egregio direttore, la reintroduzione della "flagranza differita"per arginare l'intollerabile violenza negli stadi, è simile ad un pannicello caldo su una metastasi tumorale. Un decreto palliativo che non risolverà alla radice un problema che non è di ordine pubblico, ma sociale, psicologico ed azzarderei: psichiatrico. La violenza è espressione di un disagio esistenziale che assolutamente non può essere sradicato a suon di leggi repressive. Solo attraverso l'educazione e lo sviluppo di una coscienza civica è possibile arginare o ridurre il fenomeno. Partendo da questo presupposto si potrà ben sperare...tutto il resto è inutile simulacro terapeutico . Pertanto, o le squadre si dovranno accollare l'onere"educativo"di tentare il recupero dei propri tifosi, o, prendendo semplicemente atto dell'utopia di una simile proposta, si provvederà diversamente. Non vorrei sembrare cinico, ma perchè non prendere spunto dai già esistenti bus-gabbie (bus adibiti al trasporto dei tifosi più esaltati a cui sono stati tolti i sedili e in luogo dei vetri sono state poste delle inferriate) presenti in molte città e riproporre lo stesso"modello"su grande scala? Negli stadi si potrebbero creare delle specifiche aree delimitate da robuste sbarre in acciaio(la prudenza non è mai troppa...con tanti energumeni dopati...) in cui rinchiudere i facinorosi, spartani luoghi senza poltroncine e altri accessori smontabili o pericolosi . Al massimo gli ingabbiati, se avranno voglia di nuove manesche emozioni lo potranno fare tra loro, con buona pace degli altri tifosi che godrebbero di un ulteriore spettacolo. Ieri avevamo le "Arene"e i Colossei, oggi gli stadi, nulla di nuovo sotto il sole. A parte gli scherzi (ma non troppo) la constatazione di una simile"umanità"mi intristisce e mi ricorda la risposta che diede Einstein ad un convegno in cui gli venne chiesto di spiegare con parole semplici il concetto di infinito, la sua risposta fu tanto lapidaria quanto eloquente: "la stupidità umana".
Mai più parole tanto vere furono pronunziate...
Gianni Toffali

GdS - 28 II 03 - www.gazzettadisondrio.it
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