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“TEMPO REALE, TEMPO PERCEPITO, TEMPO DELL’ARTE” : UNA MOSTRA D’ARTE DI FELICE BELTRAMELLI (PITTORE-GRAFICO) E GIULIANO FINISTAURI (SCULTORE)
DA MERCOLEDÌ 31 OTTOBRE A DOMENICA 11 NOVEMBRE LA MOSTRA È VISITABILE PRESSO LA “SALE DELLE ACQUE” DEL PALAZZO SERTOLI-GUICCIARDI (SEDE DEL BIM) DI SONDRIO ORARI: FERIALI (DALLE 16.00 ALLE 19), SABATO (DALLE 10.30 ALLE 19), DOMENICA (DALLE 10.30 ALLE 12.30), CHIUSURA IL LUNEDÌ. INAUGURAZIONE SABATO 3 NOVEMBRE ALLE 16.30, CON LA PRESENTAZIONE DEL PROF. CARLO MOLA

Angelo De Michielli

La mostra d’arte dal titolo “Tempo reale, tempo percepito, tempo dell’Arte” è di notevole interesse e presenta al pubblico opere dal significato profondo; alcune mostrano i segni del tempo, altre la drammaticità di alcuni tempi, altre ancora sono collocate in un tempo surreale.
Realizzate a volte in modo provocatorio, ironico o interlocutorio, sempre sottintendono le grandi domande che l’Uomo da sempre si pone, l’uomo che, diventato padrone di tutto, capisce di non poterlo essere del tempo.
Nei quadri e nelle sculture esposte, il risultato è in perpetua trasformazione e il prodotto finito (l’oggetto) si identifica con un’immagine che prende in considerazione il “tempo stesso” che trasforma l’oggetto: è come se il tempo, la durata della vita, lavorasse al posto dell’artista, il quale assiste alla nascita di opere di un futuro lontanissimo o antichissimo.
Nella serie “Papi e guerra” ad esempio, sotto la denuncia delle tragedie del secolo scorso, espressa con uno stile fantasioso e personale, si legge l’angoscia per lo scampato pericolo di un Olocausto totale, di un Tempo che veramente si sarebbe potuto fermare per l’Umanità, e la paura che tutto quanto possa ripetersi.
Con Felice Beltramelli, nelle opere “oltre l’orizzonte”, l’immanente in primo piano è superato in maniera surrealista dal trascendente, riportandoci al concetto dell’inconcepibilità del tempo dell’arte fuori dal riferimento a rappresentazioni spaziali, che sottintendono però un atto di ricezione di quei valori morali della cui esistenza siamo certi ma della cui origine solo la fede per il credente può dare una spiegazione.
Giuliano Finistauri e Felice Beltramelli hanno conosciuto e frequentato in momenti diversi il grande artista lariano Angelo Tenchio da cui hanno acquisito quella sensibilità umana ed artistica apprendendone i rudimenti tecnici della scultura il primo, della pittura il secondo.
Da lui hanno imparato soprattutto la temporalizzazione dello spazio, dove la linea conferisce un valore di “misura” all’opera, il chiaro-scuro un “peso”, il colore la “qualità”.
Arte quindi del divenire quale superamento dell’arte dello spazio, un mix tra futuristi, surrealisti e l’astrattismo raffinato di Paul Klee, anche se i nostri rifiutano qualsiasi collocazione in correnti artistiche.
Per loro infatti il tempo è un “tempo magico e interiore” con cui si possa giocare come quello di Alice: con un balzo sei nel futuro ma, volendo, puoi dilatare il presente all’infinito.
Angelo De Michielli

www.gazzettadisondrio.it – 30 X 07 – n. 30/2007, anno X°

 
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