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Affido: a sostegno
della proposta di legge
di Silvio Pammelati

 
Riceviamo e pubblichiamo:

Egregio direttore Alberto Frizziero,
I temi dei casi LIMITE di violenze, sciagure, stragi e delitti (tra i quali l'infanticidio, attuato in oltre l’85% da madri, e molto spesso impunito, ma poco importa), che sembrano voler dividere i genitori in due comparti stagni ben divisi per sesso e quasi in "naturale" contrapposizione tra loro, non hanno alcuna attinenza col progetto di legge 66 cosiddetto "dell'affido o affidamento condiviso".
Ragionare come chi mi ha preceduto significherebbe affermare che, vista la percentuale di infanticidi, è da ritenersi normale e giusto togliere l'esercizio della responsabilità genitoriale a tutte le madri idonee. Niente di più aberrante.
Alla stragrande maggioranza dei genitori, che ovviamente non si macchiano di questi delitti, è chiaro che il problema più grande del figlio di separati oggi è quello della previsione dello "affido esclusivo", innaturale forma che può essere discrezionalmente disposta escludendolo dall’uno o dall’altro suo genitore senza che sia stata appurata alcuna inadeguatezza dell’uno o dell’altro (nulla importa e nulla cambia se sia la madre o il padre).

La suddetta previsione per legge ha diverse conseguenze:
* Stimola, per varie ragioni, la crescita delle separazioni ovvero dei fallimenti delle famiglie di cui il primo che soffre è "il bambino per cui la famiglia è tutto".
* Incentiva la conflittualità tra i genitori comportando in alcuni casi una lunghezza incredibile dei processi e delle decisioni sul bambino.
A titolo di conferma basta ricordare che nei paesi ove sono state introdotte leggi del tipo della Pdl 66 il contenzioso tra i due genitori si è dimezzato ... in pochi mesi. Questo da solo lascia comprendere che tasso di credibilità possa avere chi scrive che la pdl 66 sarà "un capestro che originerà conflitti".
* Avallando l’idea che il bambino sia un premio in palio, invoglia il suo uso come merce di scambio e altri dei peggiori atteggiamenti di genitori e avvocati.
* Favorisce la latitanza e scoraggia la presenza ostacolando proprio quei genitori che potrebbero essere da esempio ad altri ma che avendo il "torto" di impegnarsi e di volersi impegnare con la continuità di tempo e di cure che i figli gli chiedono sono quelli sin dall’inizio più facilmente ricattabili dalla controparte (certi operatori e avvocati) sul piano economico affettivo.

Sono questi i problemi con cui ci si deve scontrare ogni giorno nell’incrollabile tentativo di difendere i propri figli dalla legge odierna. L’avversità è a questa legge che rende possibile l’affido esclusivo che priva centinaia di migliaia di figli minori dei loro genitori anche se perfettamente idonei: una normativa incostituzionale, conflittuale, illiberale e retrograda, una legge cattiva e da cambiare.
A breve sarà votata in Aula la nuova e attesa pdl 66 che porrà fine a questo abuso, a questo abominio.
cordialmente
Silvio Pammelati

GdS - 10 I 05 - www.gazzettadisondrio.it
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