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PENSACI GIACOMINO!
Per "SondrioTeatro" 2007-2008 martedì 20

Stefano Randisi, Enzo Vetrano

Il 20 novembre, martedì, alle 21 presso la Sala Polifunzionale "Don Bosco" è in programma il terzo appuntamento della stagione teatrale "SondrioTeatro" 2007-2008. Andrà in scena lo spettacolo "Pensaci Giacomino!", di Luigi Pirandello, regia E.Vetrano e S.Randisi, con Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Eleonora Giua, Ester Cucinotti

DIABLOGUES - TEATRO STABILE DI SARDEGNA
“Un lavoro audacissimo”. Così Pirandello descrive al figlio Pensaci Giacomino!, la commedia scritta per Angelo Musco, che ci fa divertire nel guardare da vicino legami familiari paradossali e tumultuose relazioni con un perbenismo di facciata.
Audacissimo è infatti l’intreccio che fin dalla stesura dell’omonima novella da cui il testo teatrale prende spunto crea scalpore tra i lettori del Corriere della Sera, su cui era stata pubblicata nel 1910: Agostino Toti, vecchio professore di liceo anticonformista ante litteram dichiara di “vendicarsi” contro il governo che lo ha costretto a una vita solitaria a causa di
uno stipendio da fame, sposando una ragazzina giovanissima che beneficerà a vita della pensione che lo Stato sarà costretto a versarle in quanto sua vedova. Il caso di Lillina, figlia del bidello della sua scuola, messa incinta da Giacomino Delisi, un suo ex alunno, e adesso cacciata di casa dai genitori, gli offre la possibilità di realizzare il suo piano. Per qualche anno il professore permette alla giovane moglie e al suo amante di
incontrarsi nella sua casa, fa da nonno al bimbo nato dalla loro relazione, e trova anche un posto in banca a Giacomino, beandosi della felicità conquistata con questa inattesa famiglia e ostentando indifferenza per le reazioni scandalizzate della gente di fronte a un inequivocabile, inaccettabile ménage à trois. Ad un
certo punto però, Giacomino comincia a disertare la casa del professore e la giovane madre è annientata dal dolore. Agostino Toti ne cerca il motivo, e scopre che la sorella di lui, con la complicità di un prete viscido e indegno, lo ha fatto fidanzare a una “giovine orfana e perbene” al fine di liberarlo da questa condizione immorale. Con la determinazione di un paladino della giustizia e della vera moralità si precipita da Giacomino e riesce a riportarlo a casa sua dopo averlo minacciato, implorato e infine commosso con il richiamo alla paternità e all’amore di Lillina.
Stefano Randisi, Enzo Vetrano

www.gazzettadisondrio.it – 10 XI 07 – n. 31/2007, anno X°

 
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