Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Contributi esterni: argomento proposto da Nicola Perrone
Lanciamo una campagna per bere nei locali pubblici acqua di rubinetto

 
Riceviamo e pubblichiamo:

IL CONTRATTO MONDIALE SULL'ACQUA RISPONDE ALLA CIRCOLARE GOVERNATIVA DEL MINISTRO MARZANO: "LANCIAMO UNA CAMPAGNA PER BERE NEI LOCALI PUBBLICI ACQUA DI RUBINETTO". INVITIAMO GLI ENTI LOCALI, GLI ESERCENTI, LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE E DEI CONSUMATORI A MOBILITARSI E AD ADERIRE ALLA CAMPAGNA"

Il Comitato italiano per il contratto mondiale sull'acqua in riferimento alla recente circolare del Ministro delle attività produttive Marzano che introduce il divieto, nei locali pubblici, di vendita di bicchieri di acqua, obbligando a vendere acqua solo in "bottigliette monodose, sigillate", esprime il proprio disappunto per questo provvedimento nocivo per l'ambiente e per le tasche dei singoli cittadini.

"Siamo contrari a questo decreto che rafforza il processo della "co-cocalizzazione" dei consumi di acqua in bottiglia in Italia" dichiara Rosario Lembo- Segretario Generale del Comitato italiano e "rafforza la cultura che si debba "bere solo acqua in bottiglia" relegando il consumo dell'acqua di rubinetto, che arriva nelle nostre case e nei servizi pubblici, per usi non potabili e costituisce un precedente per la messa in bottiglie monodose di tutte le bibite gassate.

L'Italia, nonostante l'abbondanza di acqua di sorgente e di falda di buona qualità, si caratterizza già ora in Europa come il paese a più alto consumo pro-capite di acqua minerale (182 lt/ a persona). La decisione di non consentire nei bar e nei locali pubblici la vendita di acqua minerale in bicchieri, costituisce un provvedimento che contribuisce a ridurre la fiducia rispetto all'acqua di rubinetto fornita dagli acquedotti.

"Il Comitato italiano per il Contratto mondiale sull'acqua, impegnato in Italia da ormai cinque anni a promuovere una nuova politica di gestione dell'acqua come bene comune e come diritto umano" - dichiara Emilio Molinari, Vicepresidente del Comitato italiano - "auspica quindi che le associazioni ambientaliste ed quelle a tutela dei consumatori, prendano posizione per contrastare questo provvedimento".

Il Comitato italiano per il Contratto Mondiale sull'acqua invita gli Enti Locali che gestiscono gli acquedotti ad insorgere contro questo tentativo di sfiduciare l'acqua di rubinetto e lancia la proposta ai Sindaci e alla Federazione dei pubblici Esercenti (FIPE)- che ha già espresso riserve sul provvedimento - per lanciare di concerto con il Comitato Italiano una campagna nazionale di promozione del consumo dell'acqua del rubinetto apponendo in ogni bar e esercizio pubblico il cartello: "questo locale aderisce alla proposta del Comitato italiano Contratto Mondiale sull'Acqua e serve in bicchieri acqua di rubinetto".

Le presunte motivazioni alla base del provvedimento ministeriale sono: la tutela della salute e dell'igiene dei consumatori, la garanzia sul piano delle responsabilità. Le giustificazioni fornite dalla Federazione italiana dei grossisti e distributori di bevande (Italgrob) sembrano infatti rafforzare il pregiudizio già oggi diffuso e sostenuto dalla martellante pubblicità delle imprese multinazionali che controllano e gestiscono in Italia il business delle acque minerali: che solo l'acqua in bottiglia è salubre, non è inquinata e si conserva pura come alla sorgente. Si dimentica però che speso le sorgenti delle acque minerali sono collocate in territori già inquinati, e che l'acqua di rubinetto, per legge, deve essere garantita sul piano della potabilità e della purezza sotto la responsabilità dei sindaci, delle ASL e delle Agenzie regionali di controllo (Arpa).

Il provvedimento più che alla tutela della salute pare quindi essere finalizzato ad incrementare il consumo delle acque minerali a vantaggio di due sole categorie: le aziende che imbottigliano e distribuiscono le acque minerali e le bibite gassate in Italia, e le imprese che gestiscono gli inceneritori di rifiuti. Le aziende che imbottigliano le acque minerali vedranno accrescere infatti i loro profitti sulla distribuzione dell'acqua in bottiglia - che vanno già dal 200 al 800 per cento rispetto al costo medio al litro (circa 0,001cents di Euro alla fonte).
Per effetto dell'introduzione delle bottigliette mono-uso da 125 o 250 cl. al posto dell'acqua in bicchiere, si raddoppierà inoltre il volume della plastica da smaltire che già oggi è pari a oltre 5 miliardi di bottigliette di cui solo 1 miliardo va a finire in discarica, mentre i restanti 4 vano negli inceneritori a tutto "beneficio" dell'aria che respiriamo.
I vantaggi di questa circolare vanno dunque solo a favore i due categorie di imprese; i costi ricadranno di fatto sui consumatori che pagheranno cara la bottiglietta di acqua monodose al bar e poi si vedranno aumentare, come cittadini, dagli enti locali le tariffe delle tasse di smaltimento delle bottiglie di plastica.
Nicola Perrone

Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua
Via Rembrandt,9 20147 - Milano
Tel: +39/02.48.70.37.30- fax: +39/02.40.79.213
segreteria@contrattoacqua.it - www.contrattoacqua.it
ufficiostampa@contrattoacqua.it - Sito: http://www.contrattoacqua.it

GdS 30 IV 2005 - www.gazzettadisondrio.it
______________________________________

                            Torna all'indice di "Nostra provincia"

                                                Torna all'indice generale

                                                 Torna alla prima pagina