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Suicidi
di Patrizia V.

 

Riceviamo e pubblichiamo, non senza far presente la grande complessità della mente umana che spesso sfugge anche alle più accurate analisi:

Egr. Direttore,
episodi di suicidi omicidi continuano a ripetersi, ma io non sento mai parlare della responsabilità della psichiatria. Solo un paio di giorni fa una persona che era in cura da 10 gg in un ospedale psichiatrico e stava per essere dimessa, si getta dalla finestra dell’ospedale! Ma che attendibilità hanno le diagnosi psichiatriche? Non capisco perché venga concesso alla società di mettersi nelle mani della psichiatria. Lo si vede in ambito giudiziario dove troviamo addirittura diagnosi opposte. In medicina questo non accade! Se uno ha l’appendicite non gli viene diagnosticata la polmonite. Improvvisamente nell’ambito della salute mentale, secondo le teorie psichiatriche questa società sta venendo colpita da epidemie di nuove malattie come la depressione, il mobbing, disturbi del comportamento, disturbi alimentari, disturbi del sonno, ecc. (come da statistiche, sulle quali ho molti dubbi personalmente, che compaiono quotidianamente sui giornali). Non è forse un modo per ottenere più finanziamenti e sempre più clienti? Credo che bisognerebbe davvero che le autorità promuovessero delle indagini, un monitoraggio super partes, di quelle che sono le reali statistiche che contano: quali sono i risultati che la psichiatria sta ottenendo concretamente? Forse è stata concessa troppa autorità alla psichiatria nello stabilire i criteri tra sanità mentale e follia? E un po’ di follia forse non è in ognuno di noi? Sarebbe molto spiacevole che continuando a permettere di generare criteri di diagnosi di cosa è ritenuto “un comportamento normale” e cosa “un comportamento malato” si arrivasse ad annullare il bello dell’individualità e della libertà, se poi le “cure” di certi stati si riducono a pillole che inducono anche al suicidio la cosa fa molto pensare.
Patrizia V.

GdS - 18 Vi 03 - www.gazzettadisondrio.it
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