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La sinistra é vecchia. Il Polo non ce la fa
di
Mario Segni

 

Riceviamo e pubblichiamo:

"Motus in fine velocior" diceva l'antica massima latina. Ed è quello che si sta verificando dentro la maggioranza, dove il movimento si è fatto addirittura vorticoso. E' iniziato con le rivendicazioni di AN, è diventato spasmodico con le sparate di Bossi. Penso che, per fortuna, non si arriverà alla crisi. L'Italia ha bisogno di stabilità e di governi di legislatura. Ma questo non toglie nulla al problema di fondo: la maggioranza sta governando male e le discussioni e verifiche non risolveranno nulla, anzi peggioreranno le cose. Perché il problema è nel manico, cioè nel modo in cui si è costituito questo centro destra.
Le elezioni sono andate male perché gli elettori cominciano ad accorgersi che il Governo combina poco. Ma una maggioranza nata su un'azienda, non su idee di fondo e su spinte politiche, non può che combinare poco. Non ha classe dirigente perché privilegia gli yesmen. Spende la gran parte del tempo a salvare dai processi i suoi dirigenti. Fa fatica ad affrontare temi impopolari, come le pensioni, perché non ha la legittimità morale per chiedere sacrifici ai cittadini. E soprattutto rischia di essere effimera, perché tutto lascia pensare che al venir meno del collante mediatico e finanziario di Mediaset la coalizione esploda. Ecco perché facciamo il 21 giugno: per gettare il seme di una alleanza liberaldemocratica fondata su linee politiche e non su organizzazioni aziendali, su un consenso di base e non su scelte verticistiche.
I fatti dunque ci danno ragione. Anche perché dall'altra parte della barricata il convento non passa gran che. La sinistra è vecchia e divisa, come in tutta Europa, tra un fronte riformista e un'ala massimalista. Quando presenta candidati moderni come Illy o amministratori seri come Corsini vince. Ma non sembra proprio che una sinistra al governo possa dare all'Italia la spinta di cui ha bisogno.
Per questo l'iniziativa che parte il 21 è importantissima. Sappiamo che ci vuole coraggio, ma noi ce l'abbiamo.
Mario Segni

GdS - 18 VI 03 - www.gazzettadisondrio.it
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