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“RAZZISTA OMOFOBICO” ANCHE CHI PRIVILEGIA LA FAMIGLIA TRADIZIONALE?
A prioposito del DdL Mastella del 25.1.2007

Gianni Toffali

In Svezia, il 29 giugno del 2004, è stato condannato ad un mese di carcere un pastore protestante per aver osato criticare, con citazioni tratte dalla Bibbia, il matrimonio gay. Si tratta della prima sentenza, in Svezia, che considera il dissenso verso il matrimonio gay come un incitamento all’odio razziale. Tale progetto contro la libertà di pensiero e di religione viene portato avanti anche in molti Paesi europei. In Francia, 26 organizzazioni di sinistra hanno firmato un Manifesto per dare vita ad una “strategia repressiva e preventiva” contro il cosiddetto razzismo omofobico. Per razzista omofobico si intenderebbe chi privilegia la famiglia tradizionale ed esprime il suo dissenso verso le pratiche omosessuali. I primi razzisti omofobici, secondo tale concetto, sarebbero, ovviamente, per i loro scritti, l’Apostolo San Paolo e con lui tutti i Pontefici della Chiesa Cattolica fino a Giovanni Paolo II e all’attuale Pontefice Benedetto XVI. In Italia, se il Pontefice, e con lui i fedeli cattolici, non vengono oggi incriminati è perché con la caduta del Governo D'Alema, è stato accantonato il progetto di legge n. 6582, presentato il 23 novembre 1999, primo firmatario proprio l'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema. Questi disegni di legge prevedevano sanzioni penali (reclusioni da sei mesi a quattro anni - art. 2 del Testo Unico) per chiunque esprimesse pubblicamente critiche su una qualunque perversione sessuale, sodomia maschile inclusa. Con la vittoria elettorale del centro destra alle elezioni politiche del 2001, il progetto di legge rimase lettera morta. A distanza di sei anni quel progetto è stato ripresentato in maniera subdola con Il disegno di legge Mastella del 25 Gennaio 2007. Con il pretesto di voler condannare l’incitamento all’odio razziale, nel Disegno di legge vengono considerati incitamenti all’odio razziale anche la critica del comportamento omosessuale e del matrimonio gay. Incredibile no? Il ministro ultracattolico e filo papalino della Giustizia, che a parole rifiuta il “matrimonio” gay, è lo stesso Guardasigilli che vorrebbe inserire nel nostro ordinamento il reato di omofobia. Cosa non si fa per rimanere incollati alla cadreghina…
Gianni Toffali

www.gazzettadisondrio.it – 30 XI 07 – n. 33/2007, anno X°

 
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