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Natale, Capodanno, Epifania di Valtellina - Piccoli capolavori di Natale
di Maura Cristina Lovatti

 
L'attesa del Natale - I presepi nelle contrade - I presepi viventi - Il marcù da Natal a Poschiavo - Le fiaccolate di San Silvestro - L'Epifania - Il dolce delle Festività

L'ATTESA DEL NATALE
Ancora oggi in Valtellina il S. Natale è atteso con lo stesso spirito in ogni località; nelle piazze, nelle contrade più caratteristiche dei paesi e dei borghi, nei giardini, a fondovalle o in alta montagna, un po’ ovunque, vengono allestiti suggestivi ed originali presepi, affiancati qua e là ad alberi ben addobbati, legando con fili invisibili il presente ad un mondo antico tanto più semplice e genuino, in un’atmosfera di poetiche usanze. I presepi, viventi e no, si intrecciano in Valle a un patrimonio artistico raffigurante la Natività, accuratamente conservato, opera di pittori e scultori lombardi, di artisti locali, di famiglie di artisti e di intagliatori provenienti anche dal Trentino, che, nel corso dei secoli, lavorarono in Valtellina, mentre dal Nord scendevano influssi della cultura germanica. Ci restano, a testimonianza di una larga diffusione culturale alpina, dalla zona ladina, a quella bavarese, tirolese e trentina, le loro opere, frutto di un’arte che, forse, non è giusto considerare minore e, fra queste, le Natività, gli Annunci ai Pastori e le Adorazioni dei Magi guardano dall’infinito susseguirsi di chiese e chiesette, erette nel corso dei secoli a baluardo della cristianità e della fede cattolica. Sono, per citarne solo alcune, la Natività e l’Adorazione dei Magi nella settecentesca chiesa di Civo sul pendìo della Costiera dei Cèch; la Natività di Andrea De Passeris (affresco del 1511) e la vetratina sempre con la nascita di Gesù risalente agli inizi del XVI sec., attribuita allo stesso De Passeris, nel Santuario della Madonna della Sassella alle porte di Sondrio; la Natività di Fermo Stella da Caravaggio (1530) nella Chiesa della Natività della Vergine a Torre S. Maria, in Valmalenco; i rilievi del parapetto dell’organo del Santuario della B.V. di Tirano che rappresentano l’Adorazione dei Pastori, l’Adorazione dei Magi e la Circoncisione, opera di G.B. Salmoiraghi, legnanese di nascita, al quale i lavori furono commissionati nel 1638.
Anche i presepi del giorno d’oggi sono, dal canto loro, piccoli capolavori, sintesi di passione e tecnica, frutto della proverbiale sapienza artigianale delle genti di montagna; rappresentano il fulcro attorno al quale far ruotare iniziative e manifestazioni nell’attesa di festeggiare il Natale, il Capodanno e l’Epifania in un’atmosfera di profonda intimità, perché anche in Valtellina vale il detto “a Natal ugnùn al so casal” (altra versione per “a Natale con i tuoi, a Pasqua con chi vuoi”).

I PRESEPI NELLE CONTRADE
Il “Paese dei Presepi” per eccellenza è in provincia di Sondrio Talamona, in Bassa Valtellina, nei pressi di Morbegno, un vero e proprio incanto per creare la magìa del Natale.
Si tratta di una quindicina di presepi, dovuti all’impegno e alla dedizione degli abitanti che, per settimane, si attivano, ciascuno secondo il proprio estro, nell’allestimento di questi piccoli capolavori, posizionandoli ad arte, nel mese di dicembre, negli angoli caratteristici del paese. Il più coreografico è quello nel greto del torrente Roncaiola. Con la neve, magari di sera, il tutto diventa ancor più suggestivo. Solitamente, per riscaldarsi dopo la visita, vengono distribuiti vin brulé e caldarroste. A corollario dell’iniziativa vengono organizzati mostre, concerti bandistici, manifestazioni religiose e serate tradizionali.
Per informazioni si può contattare il Comune di Talamona (tel. 0342 670703 – fax 0342 671488 –e-mail: actalamona@provincia.so.it).
Anche nel centro storico di Bormio e nelle contrade di Chiesa in Valmalenco e Tirano vengono allestiti ogni Natale caratteristici presepi, che meritano di essere visitati.
Nell’Oratorio annesso al Santuario di San Luigi di Sazzo, in Comune di Ponte in Valtellina, si trova il “Presepe Valtellinese” (permanente), preziosa opera del maestro Giuseppe Tavelli, con scene della vita contadina della Valle.

I PRESEPI VIVENTI
Presepi viventi sono rappresentati la sera della Vigilia in vari paesi della Valtellina:
? a Sondrio, in fraz. Triangia con una suggestiva rappresentazione della Natività e una processione accompagnata dalla Banda Cittadina C. Pedretti che, per l’occasione, indossa costumi tradizionali ripresi da antichi testi; al termine della manifestazione panettone e vin brulé per tutti;
? a Caspoggio, in Valmalenco, nel vecchio nucleo del paese, la caratteristica “Trona”, con costumi antichi e accompagnamento di canti corali; la rappresentazione viene ripetuta il 6 gennaio;
? a Lanzada, in frazione Vetto, tipica località rurale della Valmalenco, che diventa tutta un grande presepe; anche questa rappresentazione viene ripetuta il 6 gennaio;
? a Gerola Alta, nelle vicinanze di Morbegno: di fronte alla chiesa prende vita un piccolo mondo antico: pastori, casari occupati nella lavorazione del burro e del formaggio, lavandaie alle prese con sapone e spazzola…Dopo la S. Messa, attorno al grande falò, gli abitanti del paese distribuiscono, tra canti tradizionali, salsicce e vin brulé.

IL MARCU’ DA NATAL a POSCHIAVO
Poschiavo, a pochi chilometri da Tirano in territorio svizzero (Canton Grigioni), è località di villeggiatura attenta a mantenere vive storia, arte e tradizioni. Domenica 21 dicembre 2003, dalle ore 13.00 alle ore 17.00, si terrà nella Piazza Comunale del paese, addobbata a festa, il Mercato di Natale (Marcù da Natal), dove si possono trovare decorazioni natalizie, prodotti tipici e dell’artigianato poschiavino e tante idee tutte nuove per i regali di Natale. Si potranno inoltre assaggiare caldarroste e vin brulé, dolci e…tante altre sorprese in una coinvolgente atmosfera prenatalizia.

LE FIACCOLATE DI SAN SILVESTRO
Nelle stazioni sciistiche e di villeggiatura invernale della provincia si tengono, la notte di San Silvestro, le suggestive fiaccolate dei maestri di sci, che scendono dai fianchi delle montagne sulle candide piste. E, dappertutto, in ristoranti, trattorie e ritrovi, i tradizionali cenoni: ce ne sono per tutte le tasche e tutti, se lo vogliono, possono attendere l’ingresso del nuovo anno in allegria. Il proverbio recita infatti: “da Natàl a Epifania se fa minga economia” (da Natale all’Epifania, non si fa economia).

L’EPIFANIA
All’Epifania, che “tütt i fést i a porta via” (porta via tutte le feste) è legata, soprattutto in Alta Valtellina, e scendendo per la Valle sino alla zona intorno a Tirano, un’altra usanza del tempo andato, quella del “Gabinàt”. Deriva dal tedesco “Gabennacht” (notte dei doni) ed è un’esclamazione che si lancia, alla vigilia dell’Epifania, a quanti si ha occasione di incontrare per la via o nelle case, cercando sempre, anche con abili astuzie, di non lasciarsi prevenire. Chi infatti si è sentito dire tale parola deve, per consuetudine, offrire un piccolo dono, cioè “pagà ‘l gabinàt”, a chi l’ha colto di sorpresa.

IL DOLCE DELLE FESTIVITA’
Anche la Valtellina ha la sua “tentazione golosa” delle Festività Natalizie: il panone valtellinese o bisciöla. Se ne trascrive qui di seguito la ricetta:
- Ingredienti: 100 gr di latte intero, 2 uova, 40 gr. di burro, 40 gr di zucchero, 200 gr di farina bianca, mezza bustina di lievito, 1 pizzico di sale, la scorza grattugiata di un limone, 100 gr di noci, 100 gr di uva sultanina, 60 gr di nocciole. 150 gr di fichi secchi, 20 gr di pinoli.
- Versare in una ciotola, o nell’impastatore, il latte, un uovo, il burro ammorbidito con lo zucchero, la farina miscelata con il lievito, il sale.
- Impastare fino ad ottenere una pasta liscia, omogenea e abbastanza morbida. Aggiungere la scorza di limone, tutta la frutta secca sminuzzata ed impastare accuratamente. Versare l’impasto su un tavolo infarinato, lavorarlo accuratamente dandogli una forma allungata e deporlo sulla teglia del forno imburrata. Incidere la bisciöla longitudinalmente per far sì che durante la cottura si apra e possa cuocere meglio. Pennellare il dolce con l’uovo sbattuto e mettere in forno a 160/180 gradi per 30 o 40 minuti.
Questo dolce tradizionale lo si serve oggi anche accompagnato da salsa vaniglia o salsa al Braulio. Ottimo anche con composta di mirtilli e gelato alla mela di Valtellina.
Maura Cristina Lovatti

aptvaltellina@provincia.so.it

Gds - 28 XI 03 - www.gazzettadisondrio.it
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