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Tognini Presidente
con questo programma

di CS del Centro-sinistra

 
Riceviamo e pubblichiamo:

Abbiamo un sogno: Quello di fare della nostra provincia una provincia moderna, sobria, generosa, nella quale i nostri giovani possano studiare e poi fermarsi a lavorare; i nostri anziani trovare attenzione e servizi adeguati; le nostre imprese possano svilupparsi senza degradare il territorio ma trarre, anzi, da esso lo stimolo per rinnovarsi ed ammodernarsi, le nostre bellezze e le nostre tradizioni diventare la principale base della nostra ricchezza e della nostra economia.

Abbiamo un impegno: Quello dell’onestà, che significa anche non promettere l’impossibile. Quello di fare della Provincia un Ente che davvero interpreti e rappresenti l’interesse della gente che qui vive e lavora. Noi vogliamo costruire le condizioni (con i Comuni, le Comunità Montane, il ricco mondo delle rappresentanze sociali ed associative), perché sulle questioni di carattere generale ci sia una voce forte ed autorevole che ci rappresenti nei confronti della Regione, dello Stato, dell’Europa. La forza di una provincia piccola sta nella sua unità. Decidere cosa fare, insieme, è la base dell’autogoverno che noi vogliamo.

Abbiamo un programma: Prevede di ammodernare la valle in tutti i suoi ambiti, la creazione di occasioni di sviluppo di qualità e di lavoro di qualità. Prevede di difendere e valorizzare le nostre risorse ambientali e paesaggistiche per farle diventare una importante fonte di reddito e di attività economiche. E’ un programma che non rinuncia a ragionare “in grande” ma, nello stesso tempo, è ben ancorato alla concretezza delle cose possibili. La “storia” la si cambia “facendo delle cose” non proclamandole alla vigilia di ogni elezione.

Alcuni spunti, in sintesi:
- Strade
Le strade servono all’economia. Nel nostro caso, però, è ancor più urgente affrontare il problema per togliere interi paesi da una situazione di pericolo e di insalubrità, incominciando dai punti maggiormente critici: la tratta Delebio-Cosio-Morbegno, la tangenziale di Tirano.
L’esiguità degli stanziamenti, ben risaputa anche da chi racconta bugie illudendo i Valtellinesi che la nuova SS 38 è dietro l’angolo, rischia di non risolvere neppure questo problema.
Noi non vogliamo che, da Delebio, l’intasamento si sposti su Cosio e Morbegno, vogliamo che il lotto si completi tutto e presto, fino al Tartano. Se per fare ciò va ridimensionato il mega-svincolo del Trivio di Fuentes e si deve ipotizzare una prima realizzazione della strada. (e della galleria) a due corsie noi siamo per farlo.
Analogamente per Tirano, si proceda subito alla realizzazione della “tangenzialina” che tolga la città dall’ammorbamento e si metta urgentemente in sicurezza la statale 39 per Aprica.
Passare dalle parole e dalle promesse ai fatti! Anteporre gli interessi dei nostri paesi e delle nostre popolazioni a quelli, rilevantissimi, che stanno dietro ai mega-progetti!
Anche per la Valchiavenna prioritario è l’attraversamento di Chiavenna, compreso il collegamento con la statale del Maloja, e la risoluzione del nodo Verceia-Novate Mezzola.
In prospettiva rimane d’attualità il traforo della Mesolcina ed il sommitale dello Spluga si tratta, in proposito, di riprendere i rapporti con la Confederazione elvetica ed i cantoni interessati.

- Ferrovia
E’ necessario verificare, nella concretezza di un’indagine ed uno studio di fattibilità, la reale possibilità di dirottare su “ferro” parte del trasporto merci predisponendo, nel caso, gli appositi servizi di supporto (scalo merci di Tirano, collegamento con la nuova ss 38, area di interscambio ecc). Il pendolarismo interno potrebbe tornare a trovare interessante l’uso del treno se si affermasse un’uso della linea Tirano-Sondrio e Chiavenna-Colico come una “metropolitana di superficie” prevedendo di dotare le principali stazioni di idonee aree parcheggio e praticando una politica tariffaria agevolata per lavoratori, studenti, anziani. Verso Milano l’uso del treno deve essere incentivato intensificando le corse in alcune fasce e migliorando il comfort di viaggio. L’insieme di queste cose fa parte della “partita” che vogliamo giocare con le Ferrovie dello Stato.
Non siamo contrari ad uno scenario futuro che veda la realizzazione di una tratta ferroviaria fino a Bormio. Con il traforo del Mortirolo ed il raccordo con le ferrovie elvetiche ne nascerebbe uno scenario di indubbio interesse.

- Acqua ed Energia
E’ profondamente sbagliato barattare il disseccamento dei nostri fiumi e torrenti con “più soldi di risarcimento”. Occorre una politica diversa ed una autorevolezza diversa nei confronti delle Aziende produttrici di energia.
Vogliamo:
. rinegoziare i disciplinari di concessione per avere più acqua nei fiumi e nei torrenti, più acqua per l’agricoltura e per l’ambiente;
. realizzare e potenziare gli strumenti per controllare il rispetto dei rilasci;
. coinvolgere le aziende nella manutenzione dei territori in cui sono installati gli impianti di captazione;
. razionalizzare le reti di trasporto dell’energia;
. creare posti di lavoro spostando in provincia “pezzi alti” (call-center, formazione) del ciclo produttivo del settore elettrico;
. acquisire (oltre ai sovraccanoni) “energia” a prezzo di costo da impiegare a sostegno di selezionate attività economiche o territori non raggiunti dal metano;
. rilanciare l’idea della Azienda Energetica di Valle per essere protagonisti e non spettatori nelle attività del settore e nelle scelte che riguardano il nostro territorio.
Diciamo di no a nuove concessioni e vogliamo fermare anche quelle per le piccole derivazioni annullando le richieste presentate per poter predeterminare precisi parametri ambientali e tecnici di ammissibilità.

- Servizi alle Persone
La montagna ha le sue specificità. In montagna costa di più. Chi lo nega, di fatto accetta che qui lo “stato sociale” debba essere di qualità più bassa che altrove. La Regione allora non può applicare, nella nostra provincia, gli stessi standard e gli stessi finanziamenti che utilizza per un’area densamente urbanizzata.
Il “sistema regionale” introdotto nella sanità e nell’assistenza sta peggiorando i servizi e, forse per la prima volta, si sta incrinando il rapporto fiduciario tra utenti e servizio, ma anche tra operatori e direzione dei servizi.
L’assistenza e la Sanità di montagna va, allora, ripensata:

. più finanziamenti dalla Regione! Rispettando accordi mai attuati;
. tornare ad una gestione unitaria della sanità (evitando così le evidenti rivalità di gestione tra Asl ed azienda ospedaliera);
. più servizi sanitari, diagnostici (centri prelievo) ed assistenziali sul territorio e nei paesi;

Tutti parlano del vigile di quartiere, noi proponiamo l’ “Infermiere di paese” la figura che “collega” sanità ed assistenza, evita agli utenti lunghi e costosi spostamenti, promuove l’educazione sanitaria e la prevenzione.

Basta sprecare parole (e soldi in progetti di massima) nell’ipotizzare nuovi ospedali! Razionalizziamo, qualifichiamo e “mettiamo in rete” quelli che ci sono!

Su questa delicata ed importantissima partita l’Amministrazione provinciale non è stata capace di fare una proposta, di costruire un progetto, di coinvolgere i comuni e le rappresentanze sociali: siamo andati in Regione con “il cappello in mano”. Con noi non sarà più così!

Su Scuola e Formazione è necessario stabilire un maggiore raccordo tra attività formative e prospettive e possibilità di sviluppo, migliorare e potenziare le attività ed i servizi di orientamento. Servono, poi, a poco tanti “pezzettini” di facoltà universitarie che rischiano di aprire e chiudere i battenti rapidamente. E’ necessario puntare ad una sola presenza universitaria di eccellenza: un centro di ricerca e formazione di rilevanza nazionale, preferibilmente post-laurea imperniato su una problematica “alpina” dove la nostra provincia abbia un ruolo di laboratorio naturale.

- Settori Economici
La sfida della competizione avviene in tutti i settori sulla Qualità dei prodotti e sulle capacità innovative delle aziende. Crediamo che tutti gli interventi della pubblica amministrazione di sostegno al sistema delle imprese debba privilegiare le aziende che investono nel rinnovamento tecnologico e nella qualità del prodotto e che creino occupazione qualificata.
Un “ufficio” per l’Europa, una nuova concezione del “fondo di rotazione”, l’energia a basso costo, un rapporto di correttezza e di confronto costante con le rappresentanze sociali sono gli strumenti a cui intendiamo rivolgere la nostra attenzione ed il nostro approfondimento.

Le grandi risorse ambientali, culturali e paesaggistiche della Valtellina e della Valchiavenna possono diffondere in tutta la valle iniziative di turismo enogastronomico, escursionistico, del benessere (ed in esso il termalismo); segmenti che, oggi, riscontrano un non trascurabile interesse di “mercato”.
La vocazione turistica può diventare , così, una vocazione di tutta la provincia!

Ciò può e deve legarsi al rilancio del settore agricolo e delle nostre produzioni tipiche che vanno strenuamente difese e certificate nella loro garanzia di qualità.
Il bosco è parte integrante delle nostre bellezze paesaggistiche: può essere anche fonte di attività economica (filiera del legno), di reddito, di lavoro.

La grande distribuzione commerciale ha raggiunto, in provincia, un livello non oltre incrementabile. L’attenzione va posta alla piccola distribuzione che diventa spesso “servizio” importante soprattutto per chi ha problemi di mobilità e per i paesi di montagna.

Stimolare un più stretto rapporto ed iniziative sinergiche tra il turismo, l’agricoltura, il commercio, alcuni segmenti dello stesso mondo dell’impresa industriale ed artigiana consentirebbe di rafforzare l’immagine unitaria e l’identità della nostra provincia verso l’esterno.

- Smaltimento Rifiuti Solidi
Il grottesco “balletto” sulla chiusura, riapertura e, fra poco, nuova chiusura della discarica di Saleggio ha pesato oltremodo sulle tasche dei cittadini e, nel frattempo, non si è stati in grado di definire “strutturalmente” il problema.
Come si suol dire si sono persi cinque anni in “chiacchiere”!

La scelta del “termocombustore” (opinabile anche per altri motivi) non è, oggi, una soluzione all’altezza dell’urgenza che abbiamo di risolvere il problema dello smaltimento dei Rifiuti; se non altro per i tempi di acquisizione dell’area e di realizzazione.

Riteniamo che il problema non abbia, al momento che una soluzione:

. Incentivare e migliorare la raccolta differenziata e stipulare un accordo con le province limitrofe (o con Milano) per conferire i nostri rifiuti fuori provincia.

In prospettiva dobbiamo guardare con interesse alle sperimentazioni di impianti di smaltimento di nuova generazione.

Abbiamo un candidato

E’ Giacomo Tognini, serio, competente, concreto; coerente in tutta la sua storia di impegno politico e sociale. Tra l’affastellarsi dei candidati che dicono di sé stessi di essere “tutti” il “migliore” e di fare, certamente, le cose che non si sa perché fino ad ora non hanno fatto, Giacomo Tognini dice “ …metto a disposizione un’esperienza amministrativa, una capacità di ascoltare, di lavorare collegialmente e di fare sintesi. Assumo questa responsabilità con sereno ottimismo ed entusiasmo, che credo non guastino.”
Parole misurate di un uomo che, per presentarsi come un “valtellinese”, non ha certo bisogno di manifesti scritti in dialetto!

….Abbiamo un sogno:
- Chiudere una brutta pagina del governo locale fatta di porte chiuse, indisponibilità al dialogo ed al confronto, parzialità ed ammiccamenti verso gli “amici”, promesse vuote e disattese. Chiudere una pagina fatta di tanti proclami e pochissimi fatti!
- Dimostrare alla popolazione di Valtellina e Valchiavenna che cambiare è possibile! Che è possibile lavorare concretamente per dare a questa provincia, alle generazioni di oggi e di domani, un futuro di tranquillità e benessere.
- Per realizzare questo è necessario vincere le Elezioni Provinciali!
VUOI FAR PARTE DI QUESTO SOGNO? VUOI AIUTARCI A REALIZZARLO?
LO PUOI FARE: Vota Giacomo Tognini e le Liste del Centro-sinistra!
CS
del Centro-sinistra

Gds - 30 V 2003 - www.gazzettadisondrio.it
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