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SOLIDARIETA' E……. MEMORIA CORTA
Valerio Dalle Grave

Grazie signora Prefetto di Sondrio. Grazie per aver risposto alla lettera inviatale dai bambini di Roncaglia e grazie per aver sollecitato e riproposto nel suo scritto un valore, la solidarietà, che in questi tempi sembra non essere più di moda e men che meno di attualità. La comprensione verso i più sfortunati, la compassione verso i derelitti, la mano tesa a chi ha più bisogno perché colpiti dalla malasorte, sono sensibilità che dovrebbero essere nel patrimonio genetico della gente di montagna, abituata com'è a convivere con un territorio aspro e difficile, prodigo nel chiedere fatica e sacrifici e avaro nel dare frutti e soddisfazioni.
Pare però, da quanto riportato dalla stampa locale, che la gente dei comuni di Mello, Civo e Dazio, col passare del tempo abbiano perso, almeno in parte, quelle caratteristiche. Quale sia il virus che si è insinuato fra quelle comunità è tutto da scoprire, sicuramente però è un virus malefico e molto pericoloso. Altrimenti non si spiegano le ragioni di tanto accanimento contro l'insediamento della associazione "Il Gabbiano" previsto presso la ex colonia di Roncaglia.
Il fatto, che a mio parere desta più preoccupazione, è quello di avere "usato" l'ingenuità dei bambini come scudo contro le proprie paure. Avere usato i bambini è stato un atto orribile, la cui responsabilità ricade totalmente sui loro genitori e sugli adulti che li hanno influenzati a scrivere quella lettera. I messaggi e la mala educazione che proviene dai media non può costituire un alibi.
Inoculare nei bambini la paura e il disprezzo "del diverso" e convincerli della cattiveria "dell'altro" a prescindere dalla sua conoscenza, può portare a conseguenze pericolose per la loro psiche, per la loro personalità, nonché per la società civile a venire. Sono fatti e situazioni già verificatesi in passato e non è detto che possano ripetersi in futuro. L'egoismo individualista che assale e permea intere comunità può creare mostri che si chiamano xenofobia e razzismo.
Ma c'è un altro particolare della vicenda che mi intristisce e mi lascia perplesso: il silenzio del Clero, della Chiesa. La carità, la tolleranza, l'accoglienza, la condivisione, sono tutte virtù proclamate dal Vangelo di Gesù. La parabola del "Buon Samaritano" è li a ricordarci quale sia il nostro "prossimo" e quali e quante siano le nostre azioni positive e i nostri doveri per aiutarlo a lenire le sue difficoltà. Ce ne siamo dimenticati? Oppure lo consideriamo un fatto storicizzato e non più rispondente alla moderna attualità? Ci ricordiamo ancora chi sono gli "Ultimi"?
Infine, riferendomi alle istituzioni cointeressate alla questione (Amministrazioni Comunali), a proposito di solidarietà forse ci stiamo dimenticando troppo in fretta delle concrete manifestazioni di solidarietà che abbiamo ricevuto dal resto del Paese quando ci siamo trovati in gravi difficoltà a causa dell'alluvione del 1987. Dimenticarsi non va bene e non ci fa onore.
Da semplice cittadino, ma da sempre impegnato coi problemi sociali, indignato da ciò che leggo e sento, auspico pertanto che la dottoressa Chiara Marolla Prefetto di Sondrio, che ha offerto i suoi buoni uffici per affrontare e risolvere in modo civile e pacifico la questione, sia ascoltata nei suoi propositi e suggerimenti. Associazione "Il Gabbiano", Enti Locali e Comunità Montana si siedano attorno ad un tavolo tutti assieme, individuino un percorso comune e condiviso di diritti, obblighi e regole, si impegnino a rispettarle e chiudano al più presto in modo dignitoso e costruttivo questa brutta pagina.
Per essere concreta, giusta, equa e virtuosa (non pelosa) la solidarietà deve sempre viaggiare su due rotaie: ricevere - dare, ricevere - dare e viceversa. Questo è il messaggio da dare ai bambini!. Sbaglio forse?
Valerio Dalle Grave

www.gazzettadisondrio.it - 10 VI 08 - n. 16/2008, anno XI°

 
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