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ELETTROSMOG: i nuovi limiti e in problemi conseguenti in provincia
di
Alberto Frizziero

 Il Dopo due anni i valori limite - Il valore di maggiore interesse: 3 microTesla - Noi valutiamo le conseguenze per la nostra gente - Le fasce di rispetto - Il da farsi - Il documento dell'assemblea del BIM


DOPO DUE ANNI I VALORI-LIMITE
Indiscrezioni rivelatesi fondate ci davano per probabile la trattazione in Consiglio dei Ministri del tema oggetto del presente articolo, anche se esso non figurava nel comunicato ufficiale relativo all'ordine del giorno.
Abbiamo ritardato la pubblicazione di questo numero, per il resto già pronto, per attendere proprio questa notizia (ed eventuali sviluppi sul sequestro di Berbenno). Avevamo le informazioni giuste. Il Consiglio dei Ministri si é effettivamente occupato della questione.
Da quasi due anni (la scadenza era il 23.5.2001) erano attesi i decreti attuativi della legge 36/2001. "Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici", entrata in vigore il 22 marzo di due anni fa.
Dopo la fumata nera alla Conferenza Stato-Regioni di fine novembre, senza quindi l'intesa prevista, il Consiglio dei Ministri di venerdì 21 febbraio ha provveduto alla delibera di prammatica in questi casi, ai sensi del Decreto Legislativo 28 agosto 1997, n.281, L'art. 3. - Intese, al terzo comma infatti recita "Quando un'intesa espressamente prevista dalla legge non e' raggiunta entro trenta giorni dalla prima seduta della Conferenza Stato - Regioni in cui l'oggetto e' posto all'ordine del giorno, il Consiglio dei Ministri provvede con deliberazione motivata che consente ulteriore corso ai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri concernenti la fissazione dei limiti di esposizione, i valori di attenzione, gli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici".

IL VALORE DI MAGGIORE INTERESSE: 3 MICROTESLA
Non ci sono ancora i Decreti ma dopo tale delibera é solo questione di tempo. Sta il fatto che i valori-limite da fissarsi ai sensi della legge 36/2001 - si vedano i vari articoli scritti in argomento - sono stati definiti.
Forte la polemica.
Da un lato il Ministro dell’Ambiente Matteoli: «Il valore di attenzione di 10 microTesla - ha sottolineato  - è dieci volte inferiore a quello consigliato dal comitato di cinque esperti (l’oncologo Cognetti, l’epidemiologo Doll, il medico Rapacholi, il fisico Regge e l’ingegnere Falciasecca), che aveva consigliato di attenersi ai valori di 100 microtesla indicati dalla Comunità europea. Fissando limiti fra i più severi al mondo, abbiamo voluto tenere conto delle preoccupazioni espresse dai cittadini». Per quanto riguarda poi l'obiettivo di qualità - e qui c'é la maggiore ragione di polemica -  sono stati fossati 3 microTesla, inferiore ai 5 della proposta della commissione ma nettamente superiore al 0,5 a suo tempo proposto dall'allora Ministro Bordon che non riuscì a portare in porto il provvedimento per l'opposizione del collega alla Sanità Veronesi.
Dall'altro lato polemica forte del centro-sinistra ed in particolare dei Verdi che, citando studi internazionali, hanno sostenuto che «questi limiti tutelano solo i grandi interessi e non la salute dei cittadini». Dal Governo si fa però notare che con questi valori il risanamento delle linee comporterà un costo di circa 1500 milioni di €uro.

NOI VALUTIAMO LE CONSEGUENZE PER LA NOSTRA GENTE
Noi non entriamo nella diatriba. Non solo a livello politico ma anche a livello scientifico la questione resta controversa. Certo, nell'incertezza degli esperti il politico é giusto si attenga ad un criterio prudenziale pur non perdendo di vista le conseguenze delle decisioni, in particolare i costi.
Noi sottolineiamo, come abbiamo fatto fin dall'approvazione della legge 36, fin addirittura da prima che essa venisse pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, le conseguenze sul piano urbanistico-edilizio nonché le prospettive legate ai piani di risanamento in una provincia intersecata in lungo e in largo da linee ad alta tensione. Siamo stati i primi in Italia a rilevare la mancata valutazione, e nella legge e poi nelle nozze dei decreti attuativi del primo  aspetto di cui sopra, fortemente penalizzante per tanti cittadini interessati.
Perché, in che nodo?

LE FASCE DI RISPETTO
A fianco di ogni elettrodotto dovrà esservi una fascia di rispetto, inedificabile anche se il Piano Regolatore la considera edificabile, sino a quando il valore dell'induzione magnetica - media su 24 ore - scenderà sotto appunto i 3 microTesla. Tale valore dipende dalla tensione della linea, dalle sue caratteristiche (terna semplice o doppia), dall'altezza dei conduttori, dalla "quantità di energia" - ci si passi il termine usaro per far capire - che transita nelle 24 ore nella linea.
Per un calcolo esatto é quindi necessario avere, situazione per situazione, i dati reali. Per dare un'idea, nel caso di una linea a 220 kV con carico medio abbiamo visto che la fascia di rispetto potrebbe essere di 37-38 metri per parte nel caso di conduttori a 9,7 metri di altezza, ridotti a 30 metri se i conduttori sono sopraelevati a 20 metri di altezza.
Aggiungiamo che sinora la fascia di rispetto, introdotta con il DPCM 23 aprile 1992, art. 5, per "linee elettriche aeree esterne a 132 kV, 220 kV e 380 kV, si adottano, rispetto al fabbricati adibiti ad abitazione o ad altra attivita' che comporta tempi di permanenza prolungati, le seguenti distanze da qualunque conduttore della linea: linee a 132 kV >10 m - linee a 220 kV >18 m - linee a 380 kV >28 m" (In provincia non vi sono linee a 380).
Se é vero che le conseguenze avranno un impatto minore rispetto alla proposta Bordon, con la quale si poteva arrivare sino a 90 metri per parte, conseguenze negative ci saranno comunque, a giudicare da un campione personalmente effettuato. E poi c'é la questione dei risanamenti.

IL DA FARSI
Il da farsi.
1) Fasce di rispetto. Alcune cose potevano essere già state fatte in questi quasi due anni anche solo prendendo le nostre proposte.
Tant'é, ormai ci siamo.
Diciamo solo che non ci parrebbe giusto lasciare chi della nostra gente ci va di mezzo, come si suol dire, in "braghe di tela". Qualcosa si può ancora fare ma a questo punto di proposte, visto l'esito delle precedenti, non ne facciamo più. Ci pensi chi deve pensarci.
2) Risanamenti. La soluzione finale é certamente quella per la quale ci siamo battuti tutti questi anni, dopo aver ottenuto, oltre 10 anni fa, un grandissimo risultato, lasciato infruttuosamente cadere (anche se siamo stati interpellati e finalmente ascoltati per la linea italo-svizzera San Fiorano-Robbia): la "razionalizzazione delle linee, con eliminazione della selva di elettrodotti presente in provincia.

IL Documento dell'assemblea del bim
Occorre però fare dell'altro, come abbiamo proposto all'assemblea del BIM. Il documento é stato formalmente approvato, pur con non molti favorevoli ma senza voti contrari e tanti astenuti. Com'é stato scritto, chi ha approvato quel documento può essere lieto di aver reso un servizio alla nostra gente, e per giunta con assoluta tempestività.
Che ci siano da fare diverse cose lo dimostra d'altronde il campionario da noi personalmente fatto di situazioni "calde".
Sinora, oltre al cons. regionale Bordoni, al Sindaco di Sondrio e qualche suo collega di centri minori, - fra cui quello di Montagna sensibile alle esigenze prospettate dal locale Comitato promosso da Giulio Bongiascia -, all'ing. Moratti, al consigliere nazionale dell'ANCI Giana, non sembra vi siano stati interessamenti al problema, neppure, per quello che consta, da parte delle organizzazioni economico-sociali sui cui tavoli qualche grana potrebbe anche arrivare per effetto dei nuovi decreti.
C'é da muoversi, e chissà se anche questa volta si perderà l'occasione, o tempo. L'unica cosa, ove emergessero situazioni difficili, che non é consentita é la litania di lamenti dato che vale il detto popolare "uomo avvisato mezzo salvato". Le orecchie da mercante non sono una giustificazione.
Torneremo a testi ufficiali pubblicati anche per riprendere l'argomento della inidoneità giuridica del soggetto che dovrà determinare l'ampiezza delle fasce di rispetto, visto e considerato che questa é materia di competenza legislativa regionale e amministrativa dei Comuni (ma per la verità anche di questo non dovrebbero occuparsene gli Enti preposti?)

Alberto Frizziero

GdS 18 II 03 - www.gazzettadisondrio.it

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I commenti sono liberamente riproducibili, con citazione però della fonte e del relativo indirizzo Internet: www.gazzettadisondrio.it

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