Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Ancora il problema rifiuti. E dove sorgerà il "forno"?
di GdS

 Di nuovo polemica . Persa l'occasione per riempire Saleggio - Ma il forno dove lo mettiamo? - Va bene anche il forno se a meno di 200 lire


DI NUOVO POLEMICA
Si è riaccesa la polemica sui rifiuti.
Dalla seduta di una commissione consiliare in Provincia il tema è finito sui giornali. Per l’assessore Rudini a Saleggio ci starebbero ancora 40.000 tonnellate di rifiuti, quasi un anno di smaltimento, come a dire un risparmio per i valtellinesi e valchiavennaschi in ordine di grandezza di almeno sei miliardi di vecchie lire. Siccome il Presidente della SECAM ha polemizzato con questa affermazione, riferendosi evidentemente all’ultimo progetto, vale la pena di approfondire.
Il Comune di Teglio – che aveva preso molto male l’imprevidente esclusione di un suo rappresentante dal Consiglio di Amministrazione della SECAM – si era attestato sulla negativa rispetto alla possibilità di conferire i rifiuti sino al completamento del volume della discarica. A suo tempo la convenzione con la Provincia parlava di 390.000 metri cubi e di 390.000 tonnellate. Con la triturazione i rifiuti risultavano più compressi e quindi nello stesso volume ce ne sarebbero stati di più.

PERSA L'OCCASIONE PER RIEMPIRE SALEGGIO
In un primo tempo il Comune aveva dato la sua disponibilità a completare la discarica anche oltre il quantitativo in peso previsto. Dopo l’esclusione di cui sopra si era però irrigidito e ci volle del bello e del buono alla Provincia per stipulare un supplemento di convenzione, seppure a caro prezzo.
A fronte di un consistente aumento dell’indennizzo a favore del Comune questo acconsentì a ricevere ulteriori rifiuti sino al completamento del volume, alla condizione però che in ogni caso la discarica venisse chiusa entro il 31.12.2001. Si trattava della scelta di una data tale da rendere possibile l’operazione, senonché intervenne l’accordo con i gestori di discariche nel milanese (Mediglia e Maserati), d’accordo anche la Provincia di Milano e i Comuni interessati. Sia pure con costi alti, i nostri rifiuti cominciarono ad andare laggiù, probabilmente ritenendo Provincia e SECAM che la data del 31 dicembre potesse essere superata.
Non è stato così. Il Comune di Teglio si è attenuto strettamente alla convenzione e, arrivato il 31 dicembre, ha detto basta. L’aria che tira lassù, espressa chiaramente sulla stampa dall’assessore all’ambiente, è tale che chi sperava che con il cambio del Sindaco – Sandro Fay non può ripresentarsi avendo già fatto i due mandati che la legge fissa come massimo per i Sindaci (non però per deputati e senatori….) – potessero cambiare le cose, deve con ogni probabilità rimettere nel fodero i propri propositi. Non occorre essere profeti per ipotizzare che questi sei miliardi fatti pagare in più alla gente saranno uno dei temi che caratterizzeranno la campagna elettorale delle elezioni provinciali nella primavera del prossimo anno.

MA IL FORNO DOVE LO METTIAMO?
Dove mettere il “forno”?
La Provincia ha detto che deve essere la SECAM a fornire le caratteristiche perché poi si passi questa matassa agli estensori del Piano Territoriale che dovranno indicare il sito adatto. Chi non è di memoria corta ricorderà come la Provincia abbia espressamente richiesto a chi stava elaborando il Piano Provinciale Rifiuti di dare indicazioni al riguardo. Queste sono arrivate. Tradotte sulla carta vogliono dire o Sondrio, o l’area Morbegno-Talamona o, con tutti i dubbi del caso, in particolare idrogeologici, Tartano.
Si preferirebbe Sondrio, ma l’attuale Amministrazione è sempre stata decisamente contraria, per cui si attende nella speranza di un cambio politico e quindi di un cambio di opinione, che potrebbe avvenire in Municipio ma difficilmente fra la gente.

VA BENE ANCHE IL FORNO SE A MENO DI 200 LIRE
L’unica soluzione razionale – si legga: economica - è stata di fatto scartata a suo tempo nel momento in cui è stato deciso di ribaltare il Consiglio di Amministrazione. Inutili i tentativi successivi di riannodare i fili del discorso perché ne mancavano le premesse che invece in precedenza erano state poste. Inoltre non si è percorsa l’unica strada istituzionale che poteva portare a quel risultato o comunque ad altri economicamente simili, con costi molto, molto inferiori a quelli che si hanno adesso.
Ha vinto “il partito del business”, di coloro cioè che puntano alla realizzazione del “forno”, che poi, ahimé, sarà realizzato dalla multinazionale di turno, al più con qualche lavoretto per le aziende locali. Non che la scelta del "forno" sia un male.
Il male potrebbe venire dai costi, come la gente ha chiaramente dimostrato in una recente indagine effettuata nel capoluogo. Se lo smaltimento verrà a costare meno di duecento vecchie lire al kg, e si farà in fretta a scegliere dove costruire l’impianto, tutto bene. Siamo ad aprile. Fra sei mesi ottobre. C’è tutto il tempo per dare queste risposte, visto che se dovessero scivolare a dopo le elezioni di primavera ne verrebbe una inevitabile bagarre che è bene evitare data la delicatezza del problema essendo in gioco il rispetto dei portafogli della nostra gente. Gente che poi saprebbe con chi prendersela, visto che il primo interlocutore, quello che manda a casa la bolletta, è il Comune.
GdS


GdS 18 IV 03 - www.gazzettadisondrio.it

_______________________________

I commenti sono liberamente riproducibili, con citazione però della fonte e del relativo indirizzo Internet: www.gazzettadisondrio.it

Torna a provincia di SO

Torna all'l'indice generale

  Torna alla prima pagina