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I tre trafori in provincia del Ministro Lunardi. La posa della prima pietra
di Amarilli

  

 Il Ministro Lunardi, a Sondrio con il collega Tremonti e il Presidente della Regione Formigoni per la firma del protocollo relativo al finanziamento delle infrastrutture per i mondiali di sci in Alta Valle ha stupito tutti per il suo annuncio relativo ai Trafori.
Da tempo immemorabile se ne parla in Valtellina. Negli anni sessanta tenne banco il dualismo Stelvio-Spluga. La fine , di fatto, della ipotesi Spluga ci fu quando gli svizzeri, guardando ai loro interessi, scelsero da traforare il San Bernardino.
Lo Stelvio fu a un passi dalla realizzazione quando l’allora Presidente della Società Trafori, il compianto Aldo Oberti, era riuscito a guadagnare a questa causa il potentissimo leader bavarese Strass, poi diventato Cancelliere. Le cose si mettevano bene, anche perché Strass non avrebbe avuto difficoltà a convincere la Val Venosta, da sempre contraria, a cambiare opinione. Nell’ottobre del 1972 Oberti mancò improvvisamente e lo Stelvio fece la fine dello Spluga.
Ci fu una fiammata quando il Ministro dei LL.PP. Prandini, che a questa direttrice credeva, stanziò i primi fondi per il Mortirolo, evidentemente non opera a sé stante ma preordinata alla realizzazione della direttrice.
C’era fra l’altro una soluzione interessante, predisposta dalla Società Trafori, che prevedeva l’uso promiscuo strada-ferrovia, che avrebbe consentito di sviluppare l’ipotesi del collegamento Retica-Edolo.
In Valtellina ci furono opposizioni e, nel migliore dei casi, tiepidezza. I soldi andarono per altri lidi e quindi fine anche di questa storia, la più concreta fra tutte.
In Valchiavenna ci si mise a pensare alla Mesolcina.
Ora, di colpo, e per inciso in campagna elettorale, il Ministro se ne esce con tre proposte simultanee: Stelvio, Mortirolo, Mesoldina (Spluga no).
Benissimo. Si può quindi pensare alla posa della prima pietra e stabilire la data.
Vista la situazione delle infrastrutture di attraversamento delle Alpi, quello che è in corso, quello che è in cantiere, le altre ipotesi, con signori sponsors, per la data di questa prima pietra non sarà possibile scegliere un giorno del 2003.
Fatti i conti, visto tutto quanto si diceva, una data interessante potrebbe essere il primo aprile del 2061, anno del bicentenario dell’Unità d’Italia.
Amarilli

GdS 28 V 03  www.gazzettadisondrio.it


 

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