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Ma allora in Valtellina, e poche altre parti, gli universitari sono di serie B?
di Amarilli

Ritorno al tema - Università in provincia: soluzioni molto parziali - Serie B - Morbegno é un'altra cosa - Alla fine degli anni sessanta... - Prestito sull'onore e Legge Valtellina - Prestito sull'onore di Banca Intesa - Prestito sull'onore secondo la legge 390 ma senza Decreto - Continueremo

Ritorno al tema
Torniamo su un argomento già trattato in precedenza più volte dal nostro giornale in un periodo nel quale per tantissime altre famiglie valtellinesi - così come di altre zone di Lombardia o del Paese lontane dalle sedi universitarie - si pone il problema dell'inizio della frequenza universitaria per i propri figli. Per altri la ripresa. Costi alle stelle e problemi serissimi se poi i figli da mandare all'università sono più d'uno, tenendo conto in particolare del problema abitativo e della permanenza fuori casa.
Avevamo in precedenza ricordato come fosse stato sottoscritto il 23 gennaio scorso il Protocollo d'intesa tra ANCI-CRUI-ANDISU-CNSU su rapporto tra Città, Università e studenti [23.1.03], con la previsione di una serie di iniziative. Meritoria iniziativa ma lo sarebbe di più se ad essa seguissero atti concreti.

Università in provincia: soluzioni molto parziali
In provincia si sono attivate alcune iniziative universitarie: infermieri a Faedo, Tresivio, Chiavenna (telematica), ma si tratta di una risposta assolutamente parziale rispetto al numero degli studenti oltre che alle tipologie di corsi di laurea. Lo stesso Lecco, che consente il pendolarismo almeno agli studenti di circa la metà della provincia - per gli altri i tempi di viaggio diventano proibitivi -, che poi ha il numero chiuso, resta ancora una soluzione molto parziale.

Serie B
La stragrande maggioranza degli universitari, come abbiamo già scritto, é di serie A. Studenti che possono frequentare standosene a casa propria, con un accettabile tempo necessario per raggiungere la sede del proprio ateneo.
Una piccolissima minoranza é di serie B, di coloro cioè che sono obbligati alla permanenza costante fuori casa, con rientro solo nei week-end e per le vacanze. Ma allora, in questa sparuta minoranza, che pesa grandemente sulle famiglie interessate, deve continuare proprio ad esserci una gran parte dei valtellinesi, qualcuno dei quali é costretto a rinunciare a studiare pur avendone le possibilità intellettuali?

Morbegno é un'altra cosa
Fa eccezione Morbegno ove operano le Fondazioni Mattei e Promor, i cui responsabili hanno avuto un'idea brillantissima attuandola e gestendola con sagacia. La Fondazione Mattei ha circa un centinaio di appartamenti, per uno o due studenti con un costo che si aggira sulle 250.000 lire pro-capite.
La Promor ha un centinaio di mono e bilocali per studenti e anche lavoratori, avendo costruito tre edifici in zona sostanzialmente centrale di Milano. Le assegnazioni vengono fatte in base a un bando, prima riservato a morbegnesi o figli di morbegnesi e oggi esteso al mandamento.
Le Fondazioni dispongono inoltre a Milano di circa 25.000 mq. di terreno vincolato a standard - ma anche gli alloggi per studenti sarebbero standard - con possibilità quindi di ulteriore incremento.

Alla fine degli anni sessanta...
Alla fine degli anni sessanta il CRPE (Comitato Regionale Programmazione Economica) si occupò anche dell'Università, con le opportune intese con le allora nove Province lombarde.
Si convenne a Milano che per l'unica provincia decentrata rispetto alle Università si sarebbe dovuto provvedere predisponendo strutture residenziali. I valtellinesi, a quasi mezzo secolo di distanza, aspettano ancora...

Prestito sull'onore e Legge Valtellina
"Prestito sull'onore". Era una proposta molto concreta avanzata ai tempi della Legge Valtellina.
Ci fu interesse ma non se ne fece nulla.
L'allora Vicepresidente ed assessore provinciale alla P.I. Visini aveva portato avanti il progetto di una Casa dello Studente a Milano. Altra idea interessante ma, cessato il mandato di Visini, non se ne fece nulla.

Prestito sull'onore di Banca Intesa
Alla fine di giugno Banca Intesa ha presentato l'iniziativa concordata con i Politecnici di Milano, Torino e Bari per un prestito sull'onore, concedibile agli studenti senza garanzie o burocrazia con un finanziamento iniziale sino a 15.000 €uro di durata tra 10 e 12 anni, restituibile a rate in otto anni, a tasso favorevole e con il solo vincolo di mantenere la regolarità degli esami.
Lo avranno studenti che frequentano l'università standosene a casa e quindi con oneri ridottissimi per le famiglie. Potrà usufruirne anche qualche valtellinese, ma non sicuramente quelli che non frequentano il Politecnico, per cui anche questa pur meritoria iniziativa resta una soluzione molto parziale per i nostri universitari.

Prestito sull'onore (legge 390) ma senza Decreto

C'era persino una legge, la 390/1991 che prevedeva i prestiti d'onore ma l'attuazione é rimasta per aria visto che il Decreto del Ministro del Tesoro che doveva fissare le modalità non é mai stato varato.

Continueremo
C'é materia a iosa per insistere. Continueremo prossimamente, magari anche con una iniziativa che il giornale sta concordando con il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina. Ne riparleremo.
Amarilli

GdS 18 VIII 03  www.gazzettadisondrio.it
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