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“A cose fatte Grytzko Mascioni avverte amici e conoscenti di non esserci più”. Ciao Grytzko dalla Valtellina e dalla Svizzera italiana.
di 
f.

 
Necrologio - Ricordatemi col sorriso, non con le lacrime - L'amarezza del distacco, il peso della sua perdita - La biografia da "Autori e artisti" - Dalla stampa svizzera - Motivazione del Lion d'oro conferitogli a Sondrio nel 1992  - Nulla da aggiungere

NECROLOGIO
Corriere della Sera, 16 settembre, nello spazio dei necrologi questo riquadro:
Heureux qui comme Ulysse a fait un beau voyage” (J. De Bellay)
“A cose fatte Grytzko Mascioni avverte amici e conoscenti di non esserci più. A chi gli ha voluto bene assicura che la vita che si è lasciato alle spalle è stata così ricca e avventurosa che a dispetto di ogni guaio, ostilità o noncuranza, non vale compiangerla".


Ricordatemi col sorriso, non con le lacrime
Il Giorno, in data 18 settembre:
«Ricordatemi col sorriso, non con le lacrime». Queste le ultime volontà del poeta-scrittore Grytzko Mascioni, morto a 66 anni venerdì scorso a Nizza, dove viveva da tempo. La settimana prossima saranno portate, per volontà del grande valtellinese, le ceneri al cimitero di Villa di Tirano. L'urna che aveva scelto riproduce tre libri da lui tanto amati e sarà tumulata nella tomba di famiglia. Della terra d'origine Grytzko era orgoglioso, fiero della cittadinanza onoraria che il suo Comune gli aveva assegnato tempo fa. «Chissà se quando morirò mi dedicheranno magari una via» diceva scherzando agli amici. Era troppo modesto e schivo anche solo per pensare di chiederlo, ma troppo grande per non meritarlo. Il sindaco di Sondrio, Bianca Bianchini così lo ricorda. «Di Mascioni valtellinesi e sondriesi conserveranno il ricordo del suo stile signorile e riservato che lo rendeva inconfondibile sia nei suoi rapporti interpersonali, che quando visitava la città. Uno stile che ha voluto confermare anche quando ci ha lasciati».
Così scrive Irene Tucci che recentemente aveva scritto insime con lui "le acque e gli uomini".

l'amarezza del distacco, il peso della sua perdita
Il comunicato della Giuria del Concorso Letterario Renzo Sertoli Salis;
"I giurati del Concorso Letterario Renzo Sertoli Salis hanno appreso con
vivissimo rammarico la notizia, giunta a funerali avvenuti, della scomparsa a Nizza di Grytzko Mascioni autorevole membro giuria e caro amico.
Mentre accolgono l'invito dello scomparso a non compiangere la sua intensa e ricca vita perduta, non possono evitare di sentire tutta l'amarezza del distacco e il peso della sua perdita.
Tirano 16 settembre 2003
Giancarlo Majorino, Giorgio Luzzi, Camillo de Piaz, Bruno Ciapponi Landi.

Grytzko Mascioni, originario di Brusio (Svizzera), è nato nel 1936 a Villa di Tirano. Ha trascorso la fanciullezza e l'adolescenza tra la Valtellina, l'Engadina e la Val Poschiavo e ha frequentato l'Università a Milano. Dal 1961, in pratica dalla fondazione, ha iniziato a collaborare con la Televisione della Svizzera italiana, per la quale ha realizzato numerosi servizi, sino ad assumere importanti cariche organizzative. E' stato anche regista e produttore. Ha collaborato con saggi storico-letterari a diverse opere collettive, a riviste e quotidiani, ed è stato direttore di "Gazzetta ticinese". Ha tenuto numerose conferenze (Politecnico di Zurigo, Università di Losanna, Scuola Normale Superiore di Pisa, Università di Pavia, Università di Zagabria, Società Dante Alighieri di Berna e di Ginevra, ecc.)
Ha presieduto il 50° Congresso Mondiale del P.E.N. Club a Lugano (1987) e organizzato quello di Dubrovnik nel 1993. Dal 1992 al 1996 è stato direttore con statuto diplomatico dell'Istituto italiano di cultura di Zagabria, dal 1997 ha operato a Dubrovnik, presso il Centro Internazionale delle Università Croate, quale membro del Comitato per gli Studi avanzati sul Mediterraneo. Mascioni è membro della Società degli Scrittori Svizzeri, è stato per due mandati presidente dell'ASSI, Associazione degli Scrittori della Svizzera italiana, del P.E.N. Club della Svizzera italiana e Retoromancia (già presidente, oggi presidente onorario), del P.E.N. Club croato (membro onorario), del P.E.N. Club italiano. E' stato membro della Commissione Culturale Consultiva intergovernativa fra Svizzera e Italia. Ha fatto o fa ancora parte di diverse giurie in ambito culturale. Nel 2000 ha ricevuto il Gran Premio Schiller, il massimo riconoscimento letterario svizzero".

La biografia da "Autori e artisti"
Grytzko Mascioni è nato il 1° dicembre 1936 a Villa di Tirano, in Valtellina, sulla frontiera con il Grigioni italiano, Grytzko Mascioni ha vissuto a lungo a Milano, quindi a Lugano, Zagabria, Nizza, Dubrovnik.
E’ autore di romanzi : Carta d’autunno (Mondadori, ’73, premio Inedito), La notte di Apollo (Rusconi, ’90, finalista allo Strega), Puck (Piemme, ’96, finalista premio Napoli); di saggi : Lo specchio greco (S.E.I., ’80, Oscar Saggi Mondadori, ’90, premio internazionale del Mediterraneo, Palermo, e premio Fregene); di biografie : Saffo di Lesbo (Rusconi, ’85, premio Comisso-Treviso), La pelle di Socrate (Leonardo, ’91); di variazioni narrative su temi mitologici : Mare degli immortali (Oscar Mondadori, ’91); di radiodrammi : E’ autunno, signora, e ti scrivo da Mosca (Scheiwiller, ’81), La strega Orsina (Prix Suisse ’82); di raccolte poetiche : Il favoloso spreco (Libreria Editrice Cavour, Milano, 1968, 1978, premio Stefanile, Napoli), I passeri di Horkheimer (Pantarei, Lugano, ’69, finalista al Viareggio, premi Cervia e Amalfi), Poesia 1952-1982 (Rusconi, ’84, premio internazionale Etna-Taormina), Le cœur en herbe (l’Age d’Homme, Paris-Lausanne, ’87), La vanità di scrivere (Book, ’92, premi Biella e Pisa), Zoo d’amore (Book, ’93), Dostaje svjetlost (Durieux, Zagreb, ’93), Ex Illyrico tristia (Edit-Durieux, Fiume-Zagreb, ’93), Oblika Srca (DSZ, Ljubljana, ’99), A tenera sorpresa (Book, 2000), La rose des temps (La Dogana, Genève) o d’altre opere : Cleopatra e una notte (Hefti, ’62, ’81), Di libri mai nati (Pro Grigioni italiano, Dadò, Locarno, ’94), La morte del gatto (l’Ulivo, Balerna, ’97), Poschiavo, un mondo di valle, fotografie di Piotr Jaxa (l’Idea, ’98), Un’estate mediterranea (RAI-ERI, 1999), L’isola (l’Ulivo, Balerna, 2000); di sceneggiature e testi teatrali: Vidi una luce. Mistero della Beata Ildegarda (Inchiostri associati, Centro editoriale S. Stefano, Bologna, 2000).
Si è occupato a lungo anche di comunicazione, soprattutto radiotelevisiva e giornalistica, di spettacolo - come autore e regista – e di arti visive, con numerosi testi per cataloghi e interventi (Il Cinema, La Fotografia, Enciclopedia dell’Arte Moderna, XIV voll., a cura di F. Russoli, Fabbri, Milano) e soprattutto documentari (De Chirico, Sutherland, Giacometti, Fontana, Tozzi, Manzù, Marini, Messina, Minguzzi, Fabbri, Ortega, Alechinski, Varlin, Guttuso, Folon, Baj, Tavernari, Migneco, Cassinari, Bertini ecc.), e con artisti ha altresì realizzato edizioni d’arte (Il bene raro con Hans Richter, Lo spazio erboso con Sergio Emery, La porta del bene e del male con Luciano Minguzzi, Candidi soles con Eugenio Carmi, Gold Standard con M.L. de Romans, L. Battaglia, E. Leinardi, W. Valentini, Il fiore di Natale con Gregory Masurovski, L’oltremare di Ivan Rabuzin con I. Rabuzin, Adriatico con P.H. Lindner, La casa del vento con Agostino Bonalumi, La cincia e il gatto, L’unicorno, Zoo d’amore con Nag Arnoldi, ecc.).
Per l’opera complessiva ha ricevuto il Premio internazionale Dubovica-Hvar nel 1993 e il Grand Prix Schiller nel 2000. Ha svolto e svolge missioni diplomatiche in ambito culturale e nel 1987 ha presieduto il 50° Congresso Mondiale del P.E.N. Club International a Lugano. Oggi lavora tra Valtellina, Nizza e Dubrovnik, legato da speciale amore al mondo delle Alpi e del Mediterraneo".

Dalla stampa svizzera
NIZZA - Si è spento a Nizza all'età di 67 anni lo scrittore grigionese Grytzko Mascioni. Poeta, narratore e saggista di rinomanza internazionale, Mascioni era nato nel 1936 a Villa di Tirano. Durante la sua vita aveva ricevuto diversi premi letterari, l'ultimo in ordine di tempo il Gran Premio Schiller, il più prestigioso riconoscimento letterario svizzero assegnatogli nel 2000.
Dal 1961 ha iniziato a collaborare con la Televisione della Svizzera italiana e negli anni successvi ha ricoperto nell'ente televisivo cariche importanti.
È stato membro della Società degli Scrittori Svizzeri ed ha ricoperto la carica di presidente dell'Associazione degli scrittori della Svizzera italiana (A.S.S.I.) e del P.E.N. Club della Svizzera italiana e retoromancia.
Dal 1992 al 1996 è stato direttore con statuto diplomatico dell'Istituto italiano di Zagabria. Fra le sue opere vanno ricordate: "I passeri di Horkheimer", "Il favoloso spreco", "La vanità di scrivere" e "Poesia (1952-1982)", i romanzi "Carta d'autunno", "Puck", le biografie "Saffo" e "La pelle di Socrate".


Motivazione del Lion d'oro conferitogli a Sondrio nel 1992
Mascioni Grytzko nato a Villa di Tirano il 1° dicembre 1936 da famiglia originaria di Brusio nel Canton Grigioni è cresciuto in ambito retico, fra Valtellina, Engadina e Val Poschiavo. Poeta, narratore, saggista, autore di teatro, studioso di poesia greca antica e di arte contemporanea ha pubblicato una quindicina di raccolte di versi e alcuni importanti volumi presso prestigiose case editrici italiane. Alcuni suoi lavori sono stati tradotti in varie lingue e figurano in diverse antologie. Dapprima come redattore, autore di testi, servizi e rubriche culturali, e poi come regista, ha firmato numerose e apprezzate produzioni della Radio Televisione della Svizzera Italiana della quale è stato collaboratore fin dalla fondazione. In queste vesti ha operato dividendosi fra Svizzera, Italia, Francia e Grecia. Per l’ente televisivo elvetico è stato infine responsabile dei programmi dello spettacolo e delle relazioni esterne fino alla recente nomina da parte del Ministero degli esteri a direttore dell’Istituto di cultura italiana di Zagabria. La prestigiosa carriera di Grytzko Mascioni, il complesso della sua opera e l’affettuoso ininterrotto legame con la terra natale, lo rendono degno di quel Lion d’Oro che il Club di Sondrio riserva ai valtellinesi migliori.

NULLA DA AGGIUNGERE
Non aggiungiamo nulla. Nel suo necrologio c'é tutto. Lì abbiamo rivisto l'immagine del suo volto sempre seraficamente sorridente ogni volta che ci incontravamo, soddisfatto, "a dispetto di ogni guaio, ostilità o noncuranza", della sua vita.
Il suo necrologio, letto e riletto in continuazione, non dà, per coerenza con lui, dolore o tristezza, ma una malinconia profondissima.
E' vero che "a egregie cose il forte animo accendono le urne de' forti..." ma insieme resta il rimpianto del tempo perduto, delle persone perdute.
Non ci angoscia, d'accordo con Gritzko, il pensiero di quanto anche la nostra ruota finirà il suo giro. Ci turba il pensiero della malinconia delle persone a noi care, la stessa che non l'arresto della sua ruota ma come lo ha visto quando ancora girava, lui ci ha destato.
 f.

GdS - 18 IX 03 www.gazzettadisondrio.it
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