Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Black-out e gruppi elettrogeni. La prudenza non è mai troppa
di Luca Alessandrini

Ripubblichiamo una nostra nota del 21 settembre 2001 dopo il black-out storico.

La complessità della società contemporanea é ragione stessa di fragilità. Lo abbiamo visto con l'orrore di martedì 11 settembre, non solo per quello che é successo ma anche per quello che si é ipotizzato. I terroristi, e ancor più i terroristi-suicidi, hanno la possibilità di attentare all'ordinato svolgimento della vita quotidiana in mille modi.
Fra quelli possibili c'é anche l'energia.
Tutti noi dipendiamo in una misura enorme dall'energia. Lo si é visto a New York molti anni fa quando ci fu un colossale black-out, ma lo abbiamo visto una quindicina di anni fa quando ce ne fu uno molto più modesto a Sondrio che interessò per giunta solo la parte a destra del Mallero della città, dalle 9 del mattino alle due di notte. Allora, quando l'informatica era ai primi passi e quindi quasi inesistente la dipendenza di mille attività da essa e quindi dalla regolare erogazione di energia, i sondriesi toccarono con mano cosa voleva dire avere gli ascensori fermi (specie per gli edifici più alti e per perone anziane o con handicap), gli impianti di riscaldamento inattivi, i frigoriferi e i freezer spenti, i boyler - per chi non aveva quelli a gas - impossibilitati a fornire acqua calda, le pompe, per chi ne ha bisogno, inservibili, tutti gli elettrodomestici di casa, rasoi compresi, inutili, eccetera e eccetera.
Da allora é passato un bel periodo di tempo, e l'unica differenza é che i gruppi elettrogeni di ospedali o altre strutture pubbliche vengono tenuti sotto controllo e in efficienza, mentre allora c'era chi lo faceva ma chi no. Alcuni soggetti, come banche o grandi aziende ne sono dotati.
Non risulta che vi sia qualche condominio che ne abbia installato uno.
Bisognerebbe pensarci, seppure di una potenza minima, tale da assicurare le funzioni essenziali. Se oggi, ad esempio, un condominio di 30 appartamenti ha in totale impegnati 100 kW, è per l'emergenza basterebbe un gruppo da 20, da installarsi, e manutenersi, in una con la caldaia del riscaldamento centrale, ove c'é.
Sarebbe saggio, ma, non illudiamoci, lo faranno in pochi.
Luca Alessandrini

GdS 8 X 03  www.gazzettadisondrio.it
__________________________________
 


 

Torna a provincia di SO

Torna all'l'indice generale

  Torna alla prima pagina